“Se in un gruppo di tre amici ridono tutti, allora è uno scherzo; ma se ridono solo in due, non è più uno scherzo.”
Ci sono parole che non si limitano a spiegare concetti, ma incarnano i valori che si desidera promuovere , attraverso azioni concrete e coerenti.
Poco spazio per la retorica nell’aula magna dell’Istituto comprensivo Ilaria Alpi di Botricello dove, nei giorni ha avuto luogo un interessante confronto su bullismo e cyber bullismo nell’era dell’intelligenza artificiale.
Tema dello scambio dialettico: “Il confine invisibile, quando anche scherzare può far male”
L’incontro, promosso dal Rotary Club Cropani nell’ambito del progetto Salute e Benessere, ha coinvolto gli alunni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado e classi quinte della scuola primaria di Botricello: ordini di scuola rappresentati dalla dirigente scolastica Isabella Marchio.
L’iniziativa, coordinata anche dalla referente del progetto Carolina Aiello, ha affrontato un tema di grande attualità: il bullismo e il cyberbullismo nell’era digitale.
Hanno proferito parola gli oratori: Enrico Ciaccio, Francesca Froio, Giuseppe Gatto e Pietro Pitari. Prezioso anche il contributo di Giovanni Ruotolo nelle vesti di presidente del Rotary Club di Cropani. I relatori hanno spiegato agli alunni che la salute non significa soltanto assenza di malattia, ma soprattutto benessere fisico, mentale e sociale, sottolineando quanto le relazioni positive e rispettose siano fondamentali per stare bene con sé stessi e con gli altri e che a volte il problema non è solo quello che succede, ma ciò che resta dentro a chi subisce.
Attraverso esempi concreti è stato spiegato che parole, scherzi e gesti, se sbagliati, possono ferire profondamente e umiliare chi li subisce. Esiste infatti un “confine invisibile”: il limite che separa uno scherzo dal far male a qualcuno. Occorre imparare a capire quando fermarsi.
Per aiutare gli alunni a capire meglio, è stato proposto anche un gioco-attività che li ha coinvolti direttamente, facendoli riflettere su come parole, gesti e scherzi possano far sentire bene oppure ferire chi li riceve. Hanno inoltre mostrato come anche l’intelligenza artificiale e il mondo digitale possano essere rischiosi se usati senza consapevolezza, spiegando che questi strumenti possono influenzare il modo di comunicare, di pensare e persino di relazionarsi con gli altri
Un ruolo centrale è stato riconosciuto alla collaborazione tra scuola e famiglia, punti di riferimento fondamentali per i ragazzi. È stato ricordato che chi subisce prepotenze ha il diritto e il dovere di chiedere aiuto. La scuola affianca così le famiglie nel percorso educativo, aiutando gli alunni a sviluppare consapevolezza, empatia e senso di responsabilità. Si è spiegato anche che il bullismo esiste da sempre, persino nelle storie per ragazzi, come nel libro Cuore e Le avventure di Pinocchio. Più che un incontro si è manifestata un’esortazione corale ed edificante a mettersi sempre nei panni degli altri e a scegliere il rispetto.




























