

La donazione dell’opera da parte di Vasile si inserisce in un contesto fortemente orientato alla riscoperta delle radici artistiche locali. L’artista, già protagonista del workshop “Lo scalpellino”, ha voluto lasciare un segno tangibile del suo impegno nel tramandare saperi e tecniche legate alla lavorazione della pietra e alla cultura figurativa del territorio. L’opera, accolta dal Comune come patrimonio collettivo, rappresenta non solo un omaggio alla figura di Barbalonga, ma anche un ponte ideale tra passato e presente, capace di raccontare ai più giovani il valore dell’arte come linguaggio universale e identitario.

Accanto alla donazione, uno dei momenti più significativi della giornata è stata l’esposizione delle opere realizzate dagli studenti delle scuole primarie e secondarie di Aiello Calabro. I lavori, frutto del workshop dedicato proprio a Barbalonga, sono stati allestiti all’interno del suggestivo Palazzo Cybo-Malaspina, luogo simbolo della storia artistica del borgo. Guidati dal maestro Vasile, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi concretamente alle tecniche artistiche e alla figura dello scalpellino messinese, reinterpretandone lo stile e i temi attraverso linguaggi contemporanei. Ne è nata una mostra ricca di creatività, capace di unire didattica e partecipazione attiva. Fulcro dell’intero progetto è stato proprio il coinvolgimento delle nuove generazioni nella conoscenza di Pietro Barbalonga, figura chiave per la definizione dell’identità artistica locale. Attraverso laboratori, attività pratiche e momenti di confronto, gli studenti hanno potuto comprendere il valore storico e culturale delle opere presenti nel territorio. Un percorso educativo che ha trasformato l’arte in esperienza diretta, rafforzando il legame tra i giovani e il patrimonio del proprio paese.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luca Lepore, con il sostegno del vicesindaco Olga Terranova. Una sinergia istituzionale che ha puntato con decisione sulla cultura come strumento di crescita sociale e valorizzazione territoriale, coinvolgendo attivamente scuole, artisti e comunità. Importante anche il contributo di Giuseppe Cavallo, dirigente scolastico delle scuole di Amantea, Campora e Aiello Calabro, che ha favorito il coinvolgimento attivo degli studenti, rendendo il progetto un’esperienza educativa concreta e radicata nel territorio.


Il progetto si inserisce nel più ampio processo di valorizzazione che ha portato Aiello Calabro a essere riconosciuto tra I Borghi più belli d’Italia. Un traguardo che non rappresenta solo un riconoscimento estetico, ma anche una responsabilità: quella di preservare e trasmettere la propria identità culturale. Eventi come quello del 2 maggio dimostrano come la sinergia tra istituzioni, artisti e scuole possa generare percorsi virtuosi, capaci di coniugare memoria, educazione e sviluppo.
In questo scenario, il gesto di Giuseppe Samuele Vasile e l’entusiasmo dei giovani studenti diventano il simbolo di una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, riscoprendo nell’arte un elemento fondamentale di crescita e appartenenza.






























