Nel 2025 Carlopoli festeggia un anniversario straordinario: i 400 anni dalla sua fondazione come Comune autonomo. Un traguardo importante, che l’amministrazione comunale ha deciso di onorare attraverso un progetto artistico partecipato, pensato per valorizzare l’identità locale e restituire nuova vitalità a spazi pubblici tramite la pittura murale. Un’iniziativa che si inserisce in un più ampio percorso di rigenerazione urbana e culturale, sulla scia di quanto avvenuto in altre realtà calabresi a partire dagli anni Ottanta, quando Diamante diede avvio alla tradizione dei murales come strumento di racconto popolare e collettivo.
A Carlopoli sono tre le opere murali realizzate, ciascuna ispirata a elementi cardine della storia e della cultura del territorio.
Il primo murales è dedicato all’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, uno dei più importanti complessi monastici medievali della Calabria. Fondata dai benedettini nell’XI secolo nei pressi del fiume Corace, fu ricostruita dai cistercensi nel XII secolo secondo i canoni architettonici del loro ordine, più sobri ed essenziali. L’abbazia visse un lungo periodo di splendore spirituale e culturale, e fu anche teatro della vita di Gioacchino da Fiore, figura centrale del misticismo medievale europeo. Proprio a Corazzo, infatti, Gioacchino vestì l’abito monacale, divenne abate e scrisse le sue opere principali, tra cui il Liber Figurarum e le sue profezie che influenzarono il pensiero teologico per secoli. L’abbazia fu duramente colpita dal terremoto del 1638 e quasi completamente distrutta da quello del 1783, dopo il quale venne progressivamente abbandonata. Oggi è oggetto di un ampio progetto di restauro e valorizzazione che mira a farne un punto di riferimento culturale per l’intero territorio.


Il secondo murales, realizzato su una cabina elettrica, si distingue per il suo significato doppio e profondo. Da un lato, rappresenta il legame fra le generazioni, raffigurando scene di vita quotidiana che uniscono nonni e nipoti in gesti semplici e carichi di affetto. Dall’altro, pone al centro un simbolo identitario fortissimo: la castagna, prodotto tipico dei boschi della zona e risorsa fondamentale per l’economia locale. La castagna, protagonista delle tradizionali fiere autunnali, è anche un emblema della resilienza e della connessione tra uomo e natura, capace di raccontare, con la sua stagionalità e i suoi rituali, la vita rurale del passato e del presente.


Il terzo murales è invece dedicato alla storia del Convento di Grillo, un altro luogo emblematico della spiritualità e della memoria di Carlopoli. Fondato nel XVII secolo e abitato per lungo tempo dai frati cappuccini, il convento fu un centro religioso e sociale importante per le comunità del Reventino. Al suo interno si svolgevano non solo funzioni religiose, ma anche attività educative e di assistenza. Il murales ne restituisce l’atmosfera antica e silenziosa, evocando il senso di raccoglimento e di pace che ancora oggi si respira tra le sue mura.


A breve è previsto un incontro pubblico durante il quale le opere verranno presentate e approfondite nei loro aspetti artistici, tecnici e storici, con la partecipazione di artisti, studiosi locali e rappresentanti istituzionali. Sarà un’occasione per riflettere su come l’arte pubblica possa farsi strumento di narrazione territoriale, dialogo intergenerazionale e coesione sociale.
Con questo progetto, Carlopoli si unisce a un movimento più ampio che, dalla costa all’entroterra, da Diamante a Cosenza, da Badolato a Catanzaro, ha riscoperto nei murales una forma di espressione capace di tenere viva la memoria, di raccontare la bellezza nascosta dei luoghi e di stimolare un senso rinnovato di appartenenza.
Ogni dettaglio, ogni scelta, ogni colore è stato pensato con cura. Il progetto di riqualificazione della Villetta di via Napoli a Carlopoli è il risultato di un lavoro condiviso, guidato con dedizione dal Sindaco Emanuela Talarico, affiancata dal prezioso impegno di tutti gli amministratori comunali. Un’azione concreta che parte dal desiderio di restituire alla comunità spazi belli, funzionali e accoglienti, capaci di generare benessere e socialità.




























