Mentre nel mondo oggi, 1 maggio, si festeggia la giornata dedicata al lavoro ed ai lavoratori, noi della Filctem CGIL Calabria vogliamo esprimere, proprio oggi, ancora una volta, la nostra preoccupazione sugli effetti nefasti che l’applicazione del art. 177 del codice degli appalti provocherebbe. Così riporta la nota della sigla sindacale Filctem Cgil Calabria, diffusa dal segretario regionale Antonio Mangano.
Il suddetto articolo, come noto a tutti, obbliga i concessionari ad esternalizzare l’80% dei lavori relativi alle concessioni ottenute senza gara. Lo sconfortante sviluppo della discussione intorno all’art.177 e gli attacchi frontali che sono arrivati negli ultimi giorni da chi non conosce e nulla ha a che fare con i nostri settori – palesato dalle farneticanti esternazioni cui abbiamo assistito – ci inducono a dire che ormai è maturo il tempo della mobilitazione.
Abbiamo provato – è scritto ancora – più volte, in ogni occasione possibile, a rappresentare le nostre osservazioni per stimolare la politica ad occuparsi seriamente di questa tematica che non trova alcun fondamento nella normativa europea di riferimento, ma che rischia nel nostro Paese, allo scadere della proroga (ad oggi 31 dicembre 2021), di creare grandissimi danni occupazionali e altrettanti disastri agli importantissimi servizi interessati dalla tematica in oggetto (acqua, energia elettrica, gas, rifiuti).


Mente oggi in questo Primo maggio, ancora segnato dalla pandemia, si parla di lavoro di rilancio, avremmo circa 145.000 i posti di lavoro a rischio a livello nazionale – un numero enorme – se questa norma dovesse trovare applicazione.
Ovvero creare precarietà – prosegue la nota – dove invece esiste buona occupazione! Uno Stato, un Governo con una visione, deve guardare a come fare sviluppo e come per questa via aumentare i livelli di occupazione. Oggi siamo ancora in tempo perché ciò avvenga e se non prendiamo coscienza di ciò, il prossimo primo maggio ci ritroveremo a parlare di quali ammortizzatori sociali mettere in campo per i lavoratori dei nostri settori, del perché non si sarà riusciti a mettere in campo gli investimenti che la transizione energetica, la digitalizzazione, il PNRR, il futuro delle prossime generazioni dell’Italia intera, ci impongono di portare a termine.
Non lo dicono solo le parti sociali, hanno espresso preoccupazione anche soggetti importanti quali ARERA (Autorità di regolamentazione per Energia Reti e Ambiente). Segnalando “seri rischi per la continuità e la qualità di servizi essenziali. Inoltre comporterebbe un prevedibile aumento dei costi economici e sociali con impatti negativi destinati a scaricarsi, con tutta probabilità, anche sul costo del servizio e dunque, sulla bollette di famiglie ed imprese”.


Non è un problema solo del settori coinvolti ma un gravissimo rischio per tutto il paese! I nostri settori troppo spesso sono dimenticati, troppo spesso la collettività dà per scontato i servizi che i nostri lavoratori con sacrificio e dedizione riescono a tenere sempre efficienti.
Credevamo che dopo il lockdown fosse riconosciuto il valore che i lavoratori hanno espresso in quelle terribili giornate: quando per strada riecheggiavano le sirene di ambulanze e forze dell’ordine, insieme a loro fuori per le strade a garantire i servizi ESSENZIALI c’erano proprio questi lavoratori.
Un servizio che ci ha permesso di avere l’energia elettrica, gas e acqua sempre e comunque. Senza nessun rischio per gli ospedali, per le sale di rianimazione ma anche banalmente nelle nostre case, dove lo stress di una situazione tragicamente nuova e pericolosa è stato sicuramente attenuato dall’avere garantito un servizio che ha permesso a tutta l’Italia di rimanere connessa e in sicurezza, di effettuare la didattica a distanza e condurre almeno su questo versante una vita abbastanza normale. In questa giornata tanto importante per il lavoro noi della Filctem CGIL Calabria ci rivolgiamo a tutti voi lavoratori: nostri iscritti, iscritti ad altre sigle, non iscritti al sindacato, alle aziende dei settori coinvolti, che in Calabria, più di altri posti, rappresentano anche presidio di libertà e legalità.
Ci rivolgiamo – conclude la nota – a tutta la società civile. Questa, ormai, è una battaglia che coinvolge tutti. Chi ci sia dall’altra parte non ci è chiaro, ma sicuramente noi siamo dalla parte della Legalità, della Giustizia, dello Sviluppo, del Futuro, del Lavoro, dei Lavoratori.
Siamo dalla parte dell’ITALIA.




























