E’ partita domenica 18 giugno l’edizione 2023 del Festival delle Erranze e della Filoxenia, il festival dell’area dei monti Reventino e Mancuso, in Calabria, che promuove la cultura, le tradizioni, l’arte, l’innovazione, la creatività dei paesi e delle comunità di uno dei comprensori interni più belli ed originali d’Italia.
La sesta edizione estiva (gli eventi proseguono poi tutto l’anno) del Festival si apre con una passeggiata narrata nella Foresta di Condrò (Serrastretta, CZ), una delle più belle faggete d’Europa. La passeggiata avrà durata di quattro ore (soste incluse) ed una lunghezza di otto km con un facile ed agevole percorso ad anello all’interno della faggeta, con partenza dall’area attrezzata (anche area pic-nic con laghetto collinare, fontana e palco) di Valle Cupa a poche centinaia di metri dal valico di Condrò lungo la strada provinciale che congiunge Lamezia Terme a Serrastretta. Per prenotazioni chiamare al numero 3282282932 (Giuseppe).
Durante il percorso lo scrittore Francesco Bevilacqua converserà sul tema “Genius loci, il dio dei luoghi perduti, anche titolo di un suo libro edito da Rubbettino. Si farà visita anche all’ “Orto nel bosco” di Andrea e Michele, due giovani contadini biologici che conducono una azienda agricola ai margini della foresta. Alle 13 è prevista la conclusione della passeggiata con il pranzo a sacco da consumare alla stessa area attrezzata della partenza dove si parlerà anche della nuova associazione culturale dell’area del Reventino “Edrevia” (organizzatrice dell’evento) da uno dei nomi contenuti nel libro dello scrittore e botanico Stefano Mancuso “La tribù degli alberi” sull’intelligenza delle piante.
Il Festival di quest’anno ha per tema “Calabria, esotico d’Europa”, a significare la grande attrattività di una regione sconosciuta, “selvatica”, ritenuta esotoca, fuori dai circuiti turistici tradizionali, capace di restituire ai visitatori sensazioni forti ed originali, per come emerge dall’interesse che i media internazionali hanno dimostrato per la Calabria negli ultimi anni, a partire dal National Geographic, dal Times e dal New York Times.
Gli eventi del Festival di quest’anno si svolgeranno nei comuni di Conflenti, Decollatura, Falerna, Lamezia Terme, Platania, Serrastretta, Soveria Mannelli.
Le iniziative sono organizzate dalle Pro Loco di Platania e Serrastretta, Conflenti Trekking, Edrevia, L’Associazione Antico Mulino delle Fate, L’Associazione Cammino di Gioacchino da Fiore, I Briganti del Mancuso, Lanifico Leo, Rubbettino Editore, Fondazione Pistoletto-Città dell’Arte, Espronceda, Kids Guernica, Hearts for de Heart, Terzo Paradiso.
Si tratterà di concerti in natura, escursioni, conversazioni con scrittori, dimostrazioni di antiche pratiche e non mancheranno momenti esperienziali come lo shirin yoku (immersione nei boschi) ed un inedito viaggio in mongolfiera.
Ecco qui di seguito una sintesi del programma generale del Festival delle Erranze e della Filoxenia 2023.
DOMENICA 18 GIUGNO ore 8,30 area attrezzata Valle Cupa Faggeta di Condrò, Serrastretta, L’ANIMA DELLA MONTAGNA, escursione narrata con Francesco Bevilacqua.
DOMENICA 25 GIUGNO ore 8,00 Agriturismo 2T, M. Reventino, Decollatura, TAPPA CAMMINO DI GIOACCHINO DA FIORE, con arrivo all’Agriturismo La Rosa nel Bicchiere, Soveria Mannelli.
SABATO 1° LUGLIO ore 18,00 Antico Mulino delle Fate, Lamezia Terme, LUOMO CHE SUSSURRAVA AGLI ALBERI, Francesco Bevilacqua dialoga con il vivaista forestale Franco Fazio.
VENERDI 7 LUGLIO ore 19.00 Platania, LIBRI E PAESI – L’erranza, Vito Teti, dialoga con l’autore Antonio Cavallaro.

SABATO 8 LUGLIO ore 8.00 – Valle del Piazza, Platania, IL SENTIERO DELL’ACQUA, escursione nella Valle del T. Piazza, ore 21.00 – Centro Storico, Platania, SENTIERI DI-VINI, degustazione di vini del territorio in abbinamento a prodotti gastronomici tipici.
DOMENICA 9 LUGLIO ore 16.00 – Museo “Valentino De Fazio”, Platania, AMBIENTE E NATURA – Convegno “La vita segreta dei funghi”, ore 19,30 – Loc. Fossa da Gghiasa – Monte Reventino, CONCERTO PER LE FATE – Tchaikovsky Trio concerto di ottoni,
VENERDI 14 LUGLIO ore 19.00 – Centro Storico, Platania, LIBRI E PAESI – Alberi monumentali in Calabria, Francesco Bevilacqua, dialoga con l’autore Danilo Monteleone.
SABATO 15 LUGLIO Proloco Platania, ore 18.00 – Loc. Boscaino – Campo Sportivo, Platania, I SENTIERI DEL CIELO – Volo vincolato in mongolfiera, ore 22.00 Parco Culturale Letterario “Felice Mastroianni”, Platania, VIAGGIO TEATRALE – Il giardino delle delizie, a cura della compagnia teatrale Makròs.
DOMENICA 16 LUGLIO ore 8.00 Monte Castelluzzo, Platania, SHIRIN-YOKU, IMMERSIONE DEI BOSCHI, escursione eco-sensoriale a cura di Francesco Bevilacqua, ore 22.00 – Centro Storico, Platania, VIAGGIO SONORO – Etno Trio in concerto.
DOMENICA 23 LUGLIO ore 16 Piazza Monumento, Falerna, LE VIE DEL GRANO, dimostrazione di tutte le lavorazioni tradizionali del grano dalla mietitura alla cucina.
MARTEDI’ 8 AGOSTO ore 18,30 Antico Mulino delle Fate, Lamezia Terme, 1000 GRU DI FATA GELSOMINA, presentazione e installazione della mostra, origami realizzati dai bimbi delle scuole di Lamezia Terme in collaborazione con associazioni internazionali per ricordare l’anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki.
VENERDI’ 11 AGOSTO ore 17:30 Antico Mulino delle Fate, Lamezia Terme, U GRANU: MACINATU, MPASTATU, CUATTU E MANGIATU, passeggiata nella valle del T. Canne e di seguito produzione al momento del pane con la farina molita nel mulino.
SABATO 12 AGOSTO ore 10,30 Faggeta di Condrò, Cona del Corvo, CONCERTO PER LA FORESTA, arpe e percussioni in faggeta, Trio Clarison.
FESTIVAL DELLE ERRANZE E DELLA FILOXENIA 2023
“Se gli abitanti divengono erranti, gli erranti si faranno abitanti”
“Erranza è spirito d’avventura, desiderio d’esplorare e conoscere. È istinto irrefrenabile a farsi pellegrini, anche nel proprio Mondo. È percepire il sacro che è in ogni creatura, in tutte le manifestazioni della natura. È camminare salmodiando una preghiera. Perché gli erranti cercano il senso dell’esistenza. È smarrimento, fragilità, tenerezza. È fatica, ebbrezza, stupore. È l’ineluttabile scorrere della vita, il muovere perenne verso un approdo. Erranza è un luogo ove smarrirsi e infine ritrovarsi.
Filoxenìa è spirito di accoglienza, premura per l’ospite. È il valore sacro dell’ospitalità nel mondo greco antico. Perché chi bussa alla tua porta potrebbe essere un dio sotto mentite spoglie. Filoxenìa è rispetto, generosità, altruismo. Filoxenìa è la disposizione d’animo di chi attende, sempre, e nello stesso tempo sa di essere atteso, ovunque. Filoxenìa è un luogo ove dimorare in pace e letizia.”
IL TEMA DELL’EDIZIONE 2023: “CALABRIA ESOTICO D’EUROPA”
Da alcuni anni, la Calabria registra un crescente interesse mediatico. Lo dimostrano le pagine ad essa dedicate, fra gli altri, da grandi giornali come National Geographic, New York Times, Times, che la consigliano come originale ed inedita meta di viaggio. Il fenomeno è inconsueto, se solo si pensa che la notorietà della Calabria è derivata, negli anni, da sequestri di persona e latitanti (prima), da ‘ndrangheta, sottosviluppo e cattiva amministrazione (poi). Con la conseguenza che ci sarà sempre qualcuno che subito dopo il recente elogio si prenderà la briga di perpetuare l’“antico biasimo”, per usare un’espressione cara a Benedetto Croce, che si riferiva al detto secondo cui il Sud è “un paradiso abitato dai diavoli”. Com’è accaduto, di recente all’attore americano Stanley Tucci che, pur decantando le prelibatezze dei cibi di Calabria, non ha potuto fare a meno di ricordarne povertà, criminalità, corruzione, inadeguatezza dell’offerta turistica.
Che gli Stanley Tucci (o i Corrado Augias) di turno ci ricordino periodicamente le nostre “ombre” è cosa inevitabile. Ciò che non è affatto scontato, invece, è che, pur persistendo l’armamentario dei pregiudizi, qualcuno richiami, di tanto in tanto, le “luci” di una regione che, stando alle sue “ombre”, dovrebbe essere ritenuta invivibile ed assolutamente da evitare. Invece no: a quanto pare la Calabria è divenuta meta ambita, come si trattasse di una di quelle regioni amazzoniche piene di luoghi incogniti, popolate di indigeni “pittoreschi”, dove poter fare un inedito safari e da cui ricavare qualche insolito trofeo.
L’idea che mi sono fatto di questa contraddizione apparentemente inspiegabile è che, nonostante tutto (anzi, forse proprio grazie ai contrasti che la caratterizzano), la Calabria piaccia a chi – come i media internazionali – è alla costante ricerca di novità da proporre ad un pubblico che ama l’esotico o, meglio, il “neo-esotico”, visto che almeno dal tempo di quell’ “odio i viaggi e gli esploratori” che il grande etnologo Claude Levì Strauss impresse nell’incipit del suo famoso libro “Tristi tropici” – riferendosi alla modernità che cancellava inesorabilmente luoghi, culture ed etnie – l’esotico puro non esiste più.
“Esotico” è un aggettivo che si riferisce alla curiosità della gente di città per paesi lontani, poco civilizzati o comunque con paesaggi, culture, tradizioni molto diverse dalle nostre. Mentre con “neo-esotico” intendo tutto ciò che, pur contaminato dalla modernità, ha mantenuto, nella realtà o nell’immaginario collettivo, un che di diverso, di non omologato. Ed ecco che la Calabria si presta perfettamente a questa forma di esotismo di “prossimità”. Pur trovandosi in Europa, la Calabria è, infatti, una terra liminare, geograficamente e culturalmente isolata, che si protende, in forma di storta e nocchieruta penisola, verso il sud del Mediterraneo: come volesse staccarsi dal resto d’Italia per sfuggire alla modernità continentale.
A guardar bene, la Calabria annovera dentro di sé tutte le categorie più tipiche dell’esotismo: è “neo-autentica” perché, volendo, si può venire a contatto con forme di esistenza poco artefatte, come accade, ad esempio, in tanti piccoli paesi dell’interno; è “neo-selvaggia”, perché l’emigrazione ha spopolato colline e montagne, restituendole ad una natura avvolgente, incontenibile, quasi sempre con la suggestiva aggiunta di una “vista mare”; è “neo-pittoresca”, perché alle rovine della storia si aggiungono le “rovine” della modernità, caos urbanistico e “non finito calabro” compresi; è “neo-magica”, perché nell’era dell’assolutismo razionalistico, offre relitti di irrazionalità difficilmente rinvenibili nel resto d’Europa, che l’antropologo e storico delle religioni Ernesto De Martino descrisse così bene nei sui libri sul magismo nel Sud.
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PER CONTRIBUIRE ECONOMICAMENTE AGLI EVENTI.
Per contribuire alle spese del Festival chiunque può fare una donazione all’Associazione Turistica Pro Loco Platania con versamenti direttamente sull’Iban IT77 W070 9142 8400 0000 0154 914 scrivendo come causale “contributo per il Festival delle Erranze e della Filoxenia 2023” ma indicando per quale degli eventi in programma. Oppure, chi è in possesso di PayPal può farlo attraverso la mail info@prolocoplatania.it. Per informazioni chiamare il presidente della Pro Loco arch. Paolo Nicolazzo tel. 338/3011902. I donatori hanno diritto ad una dichiarazione per ottenere la detrazione fiscale degli importi donati.
L’INDENTIKIT DEL FESTIVAL DELLE ERRANZE E DELLA FILOXENIA
La Storia.
Il nostro festival nasce nella primavera del 2018 per volontà della Pro Loco di Platania guidata da Paolo Nicolazzo. Fu chiesta la collaborazione di Francesco Bevilacqua, il quale consigliò di non limitarci ad un solo paese, ma di creare una “rete” comprensoriale di comuni e di associazioni dell’area del Reventino-Mancuso, della quale Francesco si era a lungo occupato, dapprima proponendo l’istituzione di un parco regionale e poi pubblicando un libro dal titolo “Il Parco del Reventino, guida storico-naturalistica ed escursionistica al gruppo dei monti Mancuso, Reventino, Tiriolo e Gimigliano” (Rubbettino 2008). Nello stesso tempo Francesco individuò il titolo: “Festival delle Erranze e della Filoxenia”. Furono contattate e più volte sollecitate tutte le associazioni e le pro loco del territorio. Quelle che accettarono l’invito si misero insieme e diedero vita alla prima edizione l’estate del 2018. L’esperienza è proseguita negli anni successivi e viene riproposta anche quest’anno.
Chi siamo.
Siamo una “rete” di pro loco e di associazioni (anche di respiro internazionale) che anima le realtà locali del comprensorio montuoso del Reventino-Mancuso per l’intero anno ma con un picco di iniziative nella stagione estiva. Ad assumere le decisioni è il coordinamento informale delle associazioni senza un organismo giuridico unitario e senza un direttore artistico. Abbiamo deciso di non creare un ente sovraordinato che gestisca l’organizzazione del Festival. Le varie associazioni, i gruppi, i singoli contribuiscono alla realizzazione del festival in sinergia con tutti gli altri. Al nostro interno non esistono gerarchie e le responsabilità sono comuni, siamo tutti “soldati semplici” al servizio di una piccola-grande causa: la rigenerazione e la tutela dei nostri luoghi, dei nostri paesi, delle nostre comunità, della nostra cultura. Realizziamo gli eventi con forme di auto-finanziamento e con il volontariato, ma ogni associazione può chiedere per gli eventi da essa gestiti contributi economici a enti pubblici o privati
La nostra visione.
Il nostro modello di riferimento è la visione olistica (corrente di pensiero secondo cui un sistema complesso è sempre intrinsecamente maggiore e differente dalla semplice sommatoria delle sue parti) e sistemica (tutto è interconnesso) della cosiddetta ecologia profonda (deep ecology) e oggi anche della ecologia integrale di Papa Francesco.
La nostra missione.
La missione del festival è creare la consapevolezza nell’area del Reventino-Mancuso e nella contigua zona della Piana di Sant’Eufemia, che comunità e luoghi, gente e paesaggi sono un tutt’uno inscindibile: “non vi è comunità senza paesaggio; non vi è paesaggio senza comunità”. I luoghi, il paesaggio, la natura, la cultura (intesa in senso antropologico, come usi, costumi modi di vivere e concepire il mondo delle comunità) sono l’unica, vera attività produttiva di aree interne e/o marginali come quella che ci occupa. Qualunque attività economica (da quelle agro-silvo-pastorali della tradizione, a quelle enogastronomiche, turistiche, produttive, artigianali, commerciali, dei servizi e dell’innovazione) non può essere avulsa dal contesto del paesaggio in cui essa è inserita ed anzi proprio da quel paesaggio (inteso come crogiolo di natura e cultura) deve trarre ispirazione per proporsi come attività vocazionale. Insomma, ogni attività dovrebbe essere consona a quello che in architettura del paesaggio si chiama “genius loci” ossia l’identità estetica di ciascun luogo. Ma dovrebbe anche avere quello che in enologia si chiama “terroir” ossia un rapporto elettivo col proprio territorio che determina il carattere, l’unicità del vino che viene prodotto.
Il titolo del festival.
Francesco ha creato il titolo del festival pensando alla straordinaria vocazione all’accoglienza (la filoxenia, ossia l’amore per il forestiero) che è tipica delle nostre comunità e dei nostri paesi. Volendo così incitare le amministrazioni, le associazioni, i soggetti economici, la gente comune a proporsi come alternative alle realtà urbane, omologanti, individualiste, competitive, consumistiche. L’accoglienza declinata in tutte le sue forme potrebbe divenire l’antidoto all’abbandono, allo svuotamento (le erranze) dovuto ai decenni dell’emigrazione, delle fughe, dell’oceanizzazione (trasferimento delle comunità dall’interno sulle coste). È questo il senso del motto sotteso al titolo del festival: “Se gli abitanti diventano erranti, gli erranti si faranno abitanti”.



























