Catanzaro – La Flc Cgil Calabria ha attuato uno sciopero con un presidio organizzato davanti alla sede dell’Ufficio colastico regionale della Calabria a Catanzaro. che si è svolto nella giornata dello scorso, 7 maggio 2026, contro la riforma dell’Istruzione Tecnica che offre percorsi quinquennali (diploma) che uniscono ad base culturale a competenze scientifico-tecnologiche.
La protesta del sindacato – come riporta una nota perventua in redazione – mira ad ottenere il rinvio dell’imminitente applicazione della riforma dell’Istruzione Tecnica, ed ha chiesto al Direttore Generale, Loredana Giannicola, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, l’autorevole intervento presso le sedi ministeriali per ottenerne lo slittamento all’anno scolastico 2026/2027.


“Questa riduzione impoverisce l’offerta formativa e snatura la funzione educativa degli istituti tecnici”, scrive il segretario generale della FLC CGIL Calabria, Alfonso Marcuzzo, in una nota sottoscritta anche dai componenti della segreteria Amelia Rovella, Carmen Aiello, Grace D’Agata e Ivan Caroleo.
“In Calabria – viene aggiungiunto – la riforma rischia di aggravare un quadro già fragile: aumento del personale in esubero, divario territoriale e indebolimento del presidio pubblico della scuola. La scuola in Calabria rappresenta spesso l’unico presidio dello Stato; svuotarla di ore e contenuti significa indebolire la democrazia sul territorio.
La FLC CGIL chiede il rinvio dell’applicazione, la tutela degli organici e l’apertura di un tavolo regionale per valutare l’impatto sulla rete scolastica calabrese”.




























