È ormai tempo di festa a Lupia, frazione di Scigliano. Sono, infatti, gli ultimi giorni della tradizionale quindicina in onore della Madonna Assunta in Cielo che si festeggia il 15 agosto. Don Giuseppe Mancuso, parroco che divide il suo ministero proprio tra Scigliano e la vicina Pedivigliano, ha voluto che quest’anno fosse portata all’inizio di agosto anche la statua di San Rocco, santo che si festeggia il giorno successivo nella frazione Cupani, poiché la chiesa dove è posta è inagibile a causa di cedimenti strutturali. Le due statue hanno così permesso alla comunità di riunirsi in un’unica chiesa per la recita del S. Rosario e, successivamente, la partecipazione alla S. Messa.
Don Giuseppe Mancuso e Don Antonio Adamo di Paola
Un momento molto importante, ha sottolineato don Giuseppe, è stato l’oratorio estivo svolto nella prima settimana di agosto, cui hanno preso parte ben 48 bambini di Scigliano e anche oriundi di ritorno per le vacanze. Tanti bei momenti di preghiera e di riflessione e anche di svago e di formazione come la visita presso il Museo diocesano di Cosenza, dove si è svolta anche un’avvincente caccia al tesoro e la visita alla Cattedrale di Cosenza, come luogo giubilare, dove i ragazzi hanno potuto ammirare la Vergine del Pilerio, perennemente presente, che è la protettrice della diocesi della città Bruzia. Inoltre, proprio essendo nel giubileo della speranza, l’ultimo giorno di oratorio, i ragazzi hanno voluto farsi pellegrini andando a piedi da San Giuseppe fino alla casa di riposo di Calvisi come segno di speranza tangibile.
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Le Stelle del Mediterraneo sul palco
A corollario della festa religiosa, quella civile che si svolge nell’area circostante all’edificio di culto. Quest’anno ad allietare la serata dedicata alla musica un gruppo davvero spettacolare: “Le Stelle del Mediterraneo”. Con la sua leader Antonella Villella che, insieme ad altre tre ragazze (le Stelle, appunto) costituiscono il fulcro della band e ne sono l’anima danzante. Oltre a loro altri 6 musicisti compongono il gruppo. Ben 10 elementi che offrono uno spettacolo etnico popolare di oltre due ore. Cassa e tamburo, basso, chitarra, fisarmonica, flauto e 9 voci, tra solisti e cori ambosessi, che eseguono tarantella, taranta, tammurriata e pizzica. Le ballerine portano una Tarant- fusion con più stili e coinvolgono e intrattengono il tutto il pubblico, sia grandi che piccini, direttamente sotto il palco.
Lo scopo del gruppo è la diffusione della cultura del Sud e quella dell’area Mediterranea.
Alessandro Cosentini è giornalista pubblicista dal 2001.
Dal 2003 ha collaborato per varie testate televisive, radiofoniche e quotidiani regionali, occupandosi principalmente di cronaca e sport.
Attualmente la sua attività giornalistica si svolge soprattutto sul web.
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