A quasi due anni dalla sentenza del Tribunale di Cosenza, arriva la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello della seconda sezione penale del Tribunale di Catanzaro in data 21 ottobre 2025, che ha assolto Gregorio Scalise, allora dipendente della società di servizi Presila Cosentina S.p.a. dall’accusa di appropriazione indebita perché il fatto non sussiste.
La vicenda, che aveva assunto contorni seri (come riporta il documento ndr) visti i legami di parentela dell’imputato con il primo cittadino del comune di Panettieri, ove Scalise risiede e della presunta vittima della vicenda, Alessandro Mancuso, ex sindaco del comune e padre dell’allora consigliere comunale di minoranza, Domenico, è stata derubricata mettendo, dunque, un punto fermo sull’accaduto.
Riassumendo in breve i fatti, Scalise era stato accusato di aver, illecitamente, trafugato un PC smaltito dal Mancuso presso l’isola ecologica del Comune con documenti informatici privati di cui l’amministrazione era entrata in possesso. Il PC in questione, occorre dirlo per onestà, non è stato mai trovato.
La brillante difesa dell’avvocato Raffaele Brescia del foro di Cosenza, ha permesso di fare luce sull’intricata e per certi versi grottesca vicenda, resa ancor più surreale dall’abuso commesso ai danni del sindaco con registrazioni illegali in ambito comunale e di far valere la sua tesi che, fin dal principio, aveva puntato sull’insussistenza delle accuse che, infatti, sono poi cadute.
Soddisfazione è stata espressa, infine, da Scalise per la felice conclusione del procedimento. “Ringrazio immensamente il mio legale (avvocato Brescia) – ha dichiarato il neo assolto – che ha condotto la sua difesa con professionalità e competenze estreme che hanno fatto piena luce su quanto successo, oggettivamente un po’ surreale”.





























