Per continuare a parlare di sanità in Calabria usiamo l’ironia, che sembra essere ormai rimasta l’unica arma a nostra disposizione per affrontare queste tematiche.
Così, come in un precedente articolo di commento ad alcune dichiarazioni del commissario alla sanità calabrese Massimo Scura, che invitava una parte di cittadini a raggiungere i vicini ospedali fuori regione per potersi curare, avevamo coniato lo slogan “d’ora in poi i calabresi li cura Scura”, oggi ci viene spontaneo immaginare il commissario come una specie di supereroe d’altri tempi, un novello superman dotato di vista a raggi x, pronto a tappare tutti i buchi di cui lui stesso è la causa, con una politica sanitaria che taglia indiscriminatamente senza tener minimamente conto dei “costi sociali” che ne possono derivare.
Lo immaginiamo quindi togliersi i panni di ingegnere (la sua qualifica) e di commissario (il suo ruolo attuale) per indossare il camice di radiologo e approdare all’Ospedale del Reventino per assolvere anche a questo delicato compito.
Ma, ironia a parte, la realtà è ben diversa e ha costretto il Comitato Pro Ospedale del Reventino a inoltrare un esposto al Prefetto di Catanzaro Luisa Latella, in data 31 agosto 2015, proprio sull’assenza della figura di radiologo presso l’Ospedale di Soveria Mannelli.
Ecco di seguito il testo integrale del suddetto esposto, a firma del Presidente del Comitato Pro Ospedale del Reventino, Antonio Maida.
<< Con la presente si segnala alla Vs. attenzione una pericolosa criticità riguardante l’assenza del medico radiologo presso la struttura ospedaliera di Soveria Mannelli.
La struttura è priva del professionista poiché posto in pensione, la figura medica resta sguarnita, prioritariamente per quanto riguarda le ecografie, competenza assoluta del medico radiologo.
Il problema riguarda più che altro il Punto di Primo Intervento (Pronto Soccorso), che resta privo di tale ausilio, quanto mai imprescindibile per diagnosi immediate che da tale assenza potrebbe generare una non congrua definizione di moltissimi casi in cui si renda necessaria un’indagine esplorativa, soprattutto per quanto riguarda la chirurgia addominale.
E da ieri la notizia dell’ospedale di Tropea, dove l’impossibilità di avere l’ausilio di una indagine ecografica ha cagionato l’ennesimo caso di malasanità. Lo si apprende da fonti giornalistiche nello specifico da sito milanotoday.it (ed altri) dove il titolo riporta testualmente: “La macchina per l’ecografia è rotta: turista milanese muore in Calabria; all’ospedale di Tropea non possono farle le analisi corrette: l’ecografo è rotto da due mesi, e quando arriva a Vibo Valentia è troppo tardi: intestino perforato”.
Nel caso in oggetto la denuncia alla magistratura è stata inoltrata dal sig. Massimo Girtanner, coordinatore cittadino di Milano di Fratelli D’Italia ex presidente del Consiglio zona 6, per il caso accaduto alla signora Gilda Rizzo, afferita nella struttura con dolori addominali, con valori ematici alterati e abbassamento importante dell’emoglobina. Una TAC fatta a Vibo, giorni dopo, rivela le gravissime condizioni della donna che evince una perforazione dell’intestino quando oramai è troppo tardi. Un’ecografia a Tropea fatta in tempi utili (nell’immediato) avrebbe salvato la vita alla donna.
Il Girtanner ha interessato il ministro Beatrice Lorenzin per avviare dovute indagini.
Questo Comitato, con la presente intende porre l’attenzione su questa pericolosa assenza del radiologo a Soveria Mannelli al fine di evitare potenziali ed ulteriori casi di malasanità (simili a quello di Tropea), evidenziando come il Pronto Soccorso sia privo della più fondamentale consulenza diagnostica. >>




























