Nella trasmissione “Piazza Esperia”, condotta da Salvatore Audia sulla televisione regionale Esperia TV, si è parlato ancora di Soveria Mannelli, sempre sulla scorta degli echi che ha inevitabilmente lasciato l’articolo apparso sul New York Times, in cui si racconta la storia recente della cittadina del Reventino e di come questa sia riuscita, grazie alle intuizioni del sindaco di allora Mario Caligiuri, a cogliere appieno – e per tempo – le potenzialità offerte dall’internet e dal rapido sopraggiungere dell’era digitale, valorizzando quanto di buono già c’era nel proprio tessuto sociale ed economico.
Il conduttore di “Piazza Esperia” ha voluto raccontare, in un bel servizio intitolato appunto “Modello Soveria”, come un piccolo centro di un’area interna calabrese sia potuto diventare un punto di riferimento per la cultura, anche grazie alla presenza di una delle case editrici più importanti e più brillanti del panorama nazionale: la Rubbettino Editore.
Nel corso della trasmissione è stato quindi intervistato al telefono il consigliere comunale ed editore Florindo Rubbettino, che ha affermato, tra l’altro:
<< Fa piacere scoprire che il New York Times si è accorto di noi, di una Soveria Mannelli che è stata sempre una città aperta al mondo, senza complessi di inferiorità. Certo, è un bel segnale fare impresa culturale in un luogo così periferico della Calabria, ma a Soveria Mannelli c’è una cultura del lavoro importantissima e in alcuni casi ultracentenaria (con la Camillo Sirianni e il Lanificio Leo). E’ una comunità abituata a lavorare, a fare da sé, senza reclamare aiuti esterni. La parabola di Soveria Mannelli significa che non tutto è perduto per la Calabria e che c’è ancora tanto su cui lavorare e da cui ripartire. >>
Per chi volesse approfondire l’argomento, vedendo l’inizio della trasmissione e per intero l’intervista telefonica a Florindo Rubbettino, non rimane che accedere al seguente link (sul sito ufficiale del Comune di Soveria Mannelli):




























