Non solo nelle fiabe esistono alberi che nascono così, all’improvviso, nello spazio di una notte o di un mattino.
Un simile piccolo miracolo è avvenuto anche a Soveria Mannelli, in pieno centro, nel bel mezzo di corso Garibaldi e più precisamente nella piazzetta “Largo ai Giovani”, che già dal suo nome immaginifico lascia presagire sorprese soltanto piacevoli. E per di più si tratta di un albero d’ulivo, poco avvezzo ai nostri climi rigidi di montagna.
Ma questi sono eventi che non accadono in modo fortuito e dietro c’è sempre la mano dell’uomo. In questo caso, come nella migliore italica tradizione rinascimentale, quella di un filantropo, Francois Xavier Nicoletti, e quella di un artista, Francesco Talarico.

Il presidente della Fondazione Heritage Calabria, Francois Xavier Nicoletti, ha infatti voluto donare un’opera imponente e importante, “L’albero della pace” appunto, proprio alla Città di Soveria Mannelli.
Si tratta di una scultura in ferro battuto ideata e realizzata dal Maestro Francesco Talarico. Una grande istallazione che riproduce un albero d’ulivo a grandezza naturale e che intende simboleggiare la pace, la fratellanza, l’unione e l’amore tra i popoli del mondo. E d’altra parte, anche l’UNESCO ha nel proprio simbolo proprio due ramoscelli d’ulivo incrociati, che circondano una mappa del mondo, quasi a volerlo abbracciare, proteggere e preservare da guerre e violenze.

L’albero d’ulivo è costituito da più di 8.000 foglie e oltre 3.500 frutti, lavorati singolarmente e successivamente assemblati. Una curiosità: su uno dei rami è poggiata anche una lucertola che vi si arrampica.
Il sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni, con tutta la giunta comunale, ha ovviamente accettato il dono con grande entusiasmo e presenziato alle operazioni di installazione che sono avvenute lo scorso 23 novembre 2016, alla presenza dell’autore, del donatore dell’opera e di un’équipe di tecnici dell’azienda “I Figli del Fabbro”, con sedi a Pietrapaola e Mandatoriccio, con la quale collabora il maestro-artista Francesco Talarico.
Le prime impressioni, a giudicare dal numero di persone che si fermano ad ammirare l’opera, sono del tutto positive. L’installazione ha destato molto interesse e curiosità, ma soprattutto ha arricchito di una vera e propria opera d’arte un angolo della nostra città molto frequentato dai giovani e passaggio obbligato per chi ne percorre il corso principale.





























