di Giancarlo Caroleo –
A Gagliano, antico borgo della città di Catanzaro, grazie all’impegno di un numeroso gruppo di volontari, anche in occasione delle festività pasquali del 2026, è stata riproposta la drammatizzazione popolare della Passione di Gesù morto e resuscitato, ambientata in esterno nelle sue antiche rughe. La storia dell’evento, che accompagna la liturgia ufficiale della Chiesa, si perde nei meandri del tempo, essendosi tramandata, nella sua valenza di tradizione di pietà popolare, di generazione in generazione, senza mai essere stata oggetto di sistematiche ricerche storiche e antropologiche.
Di fatto, la Processione del Venerdì Santo, a Gagliano, riveste un importante significato che si connota con la stessa realtà territoriale, assumendo addirittura spiccata valenza identificativa e socio-culturale. Ecco due link sui canali sociali che possono essere seguiti:
Su Facebook – I Riti del Venerdì Santo Gaglianese ” A NACA “
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Tutta l’organizzazione della Passione di Gesù del Venerdì Santo viene presa in carico, ad anni alterni, rispettivamente, dalle due Confraternite che operano a Gagliano, anch’esse di tradizione ultracentenaria, ossia la Real Confraternita della Madonna del Carmine (in turno per il 2026) e la Regia Confraternita del SS. Rosario (già Confraternita di Santa Caterina), entrambe radicate e parimenti identitarie del borgo medesimo.

Al riguardo dell’alternanza di cui sopra, è utile il ragguaglio storico che riporta alla decretazione di don Antonio Cosentino, sacerdote di Gagliano che, per come riportato da alcune fonti orali, negli anni sessanta stabilì tale rotazione, al fine di renderne la partecipazione popolare più unitaria e condivisa all’interno del borgo,in quegli anni molto popolato. L’intera rappresentazione scenica della Settimana Santa, infatti, fino alla decretazione della rotazione annuale sopra accennata, era esclusiva prerogativa della Regia Confraternita del SS. Rosario.
Il sopraggiungere della pioggia incessante nella serata, però, ha impedito, per questo venerdì 3 aprile 2026, l’intera realizzazione della messa in scena della Passione. Dopo la celebrazione del Processo (resa in costume nell’anfiteatro di Via Candela e recitata riportando i dialoghi che sono stati tramandati nel tempo), non è stato possibile svolgere la Processione della Passione nelle vie del borgo, né la suggestiva ed emozionante scena finale della Morte del Signore, sulla Croce, elevata tra quelle dei due Ladroni, nello sfondo di un Giuda che, umiliato dal peccato di tradimento commesso, si impicca rimanendo penzoloni attaccato ai rami di un albero, nei pressi del Calvario, allestito in un’area di campagna poco distante. Nella speranza che nel prossimo anno accettabili condizioni del tempo permettano lo svolgimento integrale dell’intero copione, già in autunno partiranno i preparativi per l’edizione 2027 che, per effetto della rotazione temporale sopra accennata, trattandosi di anno dispari, sarà in capo alla Regia Confraternita del SS. Rosario.
Nel giorno di Pasqua, cessati i temporali, è stato possibile svolgere, nella Piazza del borgo gaglianese, l’altrettanto storica rappresentazione dell’incontro sceneggiato tra la Madonna e Gesù Risorto, accompagnata dai suoni festosi della Banda Musicale.
A seguire, si è svolta la Processione di Resurrezione, anch’essa molto sentita, a cui hanno partecipato anche molti fedeli provenienti sia dalle altre zone cittadine, sia da paesi del circondario, che ha percorso le vie principali del borgo, concludendosi con il rientro delle Statue nella Chiesa Matrice (che ospita, in una sua Cappella Perenne, la Real Confraternita del Carmine), tra sentiti applausi e sincera commozione della gente.
Giancarlo Caroleo

























