

Il progetto di ricerca comprende: la mostra, una pubblicazione e un documentario narrativo, parte dall’antichità e dalle prime raffigurazioni del bos-primigenius, delle quali la più antica è sita qui in Calabria, a Papasidero.
Proprio la nostra regione anticamente era nota come terra dei Vituli, una popolazione che abitava le terre a sud dell’Istmo di Catanzaro, il cui etonimo era etimologicamente relato sia al vocabolo indicante il toro, animale sacro ai Vituli e da loro divinizzato, che i tori stessi: il greco italós infatti è di derivazione italica, specificamente deriva dalla parola osco-umbra uitlu, toro appunto (vedasi il latino uitellus, forma con suffisso diminutivo che significa vitello).
Ouitoulía venne così a significare “terra dei Vituli” o “terra dei tori”. Da un culto antichissimo alla pratica ancora attuale della transumanza della azienda Mancuso di Marcedusa, percorrendo il tratturo che da Marcedusa porta a Spinalba e alle sorgenti del Soleo, nella Sila Piccola Catanzarese, passando per Arietta di Petronà, comune in cui, il passaggio di uomini e animali è stato recepito nella toponomastica con l’intitolazione di una strada, una Via dei Vaccari, per l’appunto.
La presenza del pascolo silano ci è noto sin dall’antichità grazie a Virgilio che lo descrive nelle Georgiche, diventando oggi un elemento essenziale del paesaggio e della sua tutela come giacimento culturale. Artisti come Nuccio Loreti recentemente hanno riproposto questo tema con la scultura Vitulus. Al convegno inaugurale partecipano: Sebastiano Tarantino, Sindaco di Taverna, Clementina Amelio, Assessore alla cultura, Teresa Gualtieri, Presidente nazionale Club Unesco, Nicola Cucci, Direttore Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro, Giuseppe Valentino, Direttore Museo di Taverna, Nuccio Loreti, Artista, Eugenio Attanasio – Presidente della Cineteca della Calabria, Domenico Levato – Consigliere Cineteca della Calabria e Antonio Renda, Fotografo. Modera Luigi Stanizzi, con interventi musicali di Pierluigi Virelli duo e contributi audiovisivi di Nicola Carvello.




























