

E noi abbiamo il dovere di inoltrarla all’opinione pubblica e ai vertici dello Stato.
Ai super Manager della Sanità, Dott.Longo e Co.
“Nella ricerca del Commissario alla sanità calabrese, lunga ed elaborata, oltre che paradossale e tribolata, è stato scelto Lei come candidato ideale per risanare la precaria e difficile situazione della sanità in Calabria. In particolar modo bisognava lavorare sull’emergenza Covid e sulla difficoltà di reperire posti per gli “eventuali” contagiati/malati. Abbiamo costruito l’ospedale da campo a Cosenza con un “modesto” investimento di circa 1 milione di euro che ha visto nella sua massima attività 6 persone! mentre nel presidio ospedaliero dell’Annunziata sono stati messi a disposizione circa 120 posti (o qualcuno in più), ledendo il servizio ordinario dei reparti già in affanno in precedenza. Bene caro Dott. Longo, un super manager/Commissario come lei ha il compito, tra gli altri, di monitorare costantemente la situazione e di apportare continui aggiustamenti per ottimizzare al meglio risorse, servizi e prestazioni (To manage=accudire). Premessa fatta, arrivo al dunque: il mio papà ultranovantenne (benedica) cade rovinosamente per sincope e si frattura il femore, viene portato in pronto soccorso e la situazione precipita, scompenso cardio-polmonare con versamento pleurico. Tre giorni solo su una barella, situazione igienica inesistente, assistenza non pervenuta, digiuno completo da acqua e cibo (perché fa bene) nessun supporto antidecubito (Le invio in privato la foto del risultato), alta erogazione di ossigeno terapia senza idratazione costante della bocca, un inferno, senza considerare che per avere info abbiamo trascorso una media di 8 ore al giorno, attivando logicamente tutte le conoscenze. Io ringrazio il personale tutto del pronto soccorso per le prime cure prestate, ma non è pensabile che 10 persone possano soddisfare le esigenze di 100 persone. Il mio papà avrebbe avuto estrema necessità di trasferimento in un qualunque reparto per una assistenza più precisa ed adeguata al suo particolare caso…MA…ma tutti i reparti hanno i posti congelati per gli “EVENTUALI” malati Covid, oggi, come ieri, non pervenuti! Conclusione: per poter assicurare una dignitosa esperienza al mio papà sono stata costretta al trasferimento a domicilio, di cui Lei forse disconosce le dinamiche e il business a cui è legato. Egregio Dott.Longo e Co. provvedete immediatamente a ridistribuire i posti sottratti ai reparti, il pronto soccorso è al collasso e i pazienti “su letti a castello” attendono cure, interventi urgenti, soluzioni personalizzate, DIGNITÀ. Io Vi considero responsabili per l’inferno inflitto al mio papà e a tutti i pazienti in sofferenza!!! Chissà se oltre al portafogli avete anche qualcosa di altro pieno…”
Movimento Difesa del Cittadino Calabria
Membro del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti presso il Ministero dello Sviluppo Economico




























