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Home » L’emigrazione in un testo teatrale: “Quando a partire eravamo noi” di Giancarlo De Santis

L’emigrazione in un testo teatrale: “Quando a partire eravamo noi” di Giancarlo De Santis

Angelo Falbo di Angelo Falbo
25 Agosto 2020
in OPINIONI
0
L’emigrazione in un testo teatrale: “Quando a partire eravamo noi” di Giancarlo De Santis
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Titolo dell’opera: Quando a partire eravamo noi di Giancarlo De Santis

Il testo ha una struttura teatrale, tanto breve nelle pagine, quanto intenso nel contenuto ed efficace nella esposizione scenica e discorsiva…

La tecnica scelta aiuta la semplicità e la comprensione dei concetti

È composto su quattro livelli: voci fuori campo, voci di raccordo, voci di letture, tutto finalizzato a sostenere, sotto il profilo storico, sociale, culturale e letterario le tre scene:

1) La Partenza;

2) L’Arrivo e l’Accoglienza;

3) La Rievocazione: il ritorno immaginario nei luoghi di origine.

L’Emigrazione è un tema “madre”, capace di contenere molte considerazioni storiche-sociali-economiche-politiche.

Per quanto riguarda noi l’Emigrazione attiene alla formazione stessa dei nostri Paesi, del nostro Stato unitario e della stessa Repubblica.

Le nostre Comunità sono figlie di un fenomeno migratorio interno durato secoli… Da Scigliano , Pedivigliano, Rogliano, Colosimi, Bianchi, Soveria Mannelli da un versante, da Tiriolo, Gimigliano, S.Pietro Apostolo, Serrastretta, Castagna. Panettieri, Carlopoli dall’altro… il fenomeno migratorio interno e la successione di nascita di Contrade e Casali ha portato ad avere, tra il 1951 e il 1961, il massimo dell’incremento demografico dappertutto . Durante la presentazione del libro del prof. Mario Gallo, sul Casale di Pedivigliano, la bella ricerca storica ha rivelato al meglio quali sono state le dinamiche vissute nelle località sorte tra la valle del Savuto e quelle del Corace.

Le nostre Comunità sono figlie di un fenomeno migratorio interno durato secoli. Da nostri luoghi pedemontani prima si è svolto dando vita ai nostri Casali, e poi è giunto sulle fasce marine tirreniche, e, soprattutto, ioniche, oltre che nelle città dei rispettivi versanti.

Sulla strada della Storia dei Casali, dei Casati e delle loro maestranze, sui cammini della transumanza troviamo i coniugi Talarico Giovanni Federico di Carlopoli e Serafina Moraca di Murachi, avi dei tre fratelli partigiani Antonio, Caterina e Federico Tallarico ( la doppia elle l’hanno presa nel cognome a Marcedusa dove sono nati ).

Dentro il tema dell’Emigrazione incontriamo le scelte economico-politiche che hanno e stanno disegnando tuttora lo sviluppo e il dibattito in corso.

PERCHÉ SI MIGRA?

La prima risposta è di Natura: Perché la Terra gira e perché è rotonda Siccome gira avvicenda le stagioni e produce quindi fasi e ambienti climatici ora più ora meno favorevoli alle coltivazioni, più in un posto e meno in un altro: dopo la caccia e la pesca l’Uomo ha imparato a stabilirsi stanziale coltivando …ma non è mai pago… cerca sempre altro… vuole conquistare, esplorare

Siccome è rotonda e non ha spigoli (confini) la Terra stessa induce ad essere esplorata, a viaggiare a trovare nuovi territori

Il fenomeni migratori appartengono a tutte le specie viventi in grado di spostarsi… uomo compreso

Ed in ogni tempo della Storia in ogni luogo sono stati, sono e saranno presenti …. superando muri e non ci sono norme impeditive… che tengano.

Il testo di Giancarlo mette in rappresentazione uno degli aspetti migratori che ci appartiene.

È il tratto comune di questi nostri Paesi… Scigliano, Pedivigliano, Martirano, Motta, Conflenti, Bianchi, Motta, Colosimi… Decollatura, Soveria Mannelli, Cicala, Serrastretta, Cicala, Panettieri, Castagna e Carlopoli hanno all’origine ceppi di popolazione comuni.

Noi tutti che abitiamo in questi Paesi dovremmo essere esperti di migrazione.

Perché guardandoci indietro siamo tutti figli di un aspetto del fenomeno migratorio

Perché i nostri Paesi sono stati insediati da migranti.

Perché presentemente, guardandoci intorno ne viviamo esperienze e conseguenze.

Chi non ha osservato le case e i palazzi abbandonati di interi rioni o rughe?

Chi non ha letto i numerosi cartelli di “vendesi”, per anni appesi su tanti balconcini con i numeri dei cellulari inutilizzati?

Chi è che non è in grado di parlare, raccontare qualcosa sull’emigrazione anche senza avere aperto mai un libro?

Noi siamo i testimoni diretti del fenomeno migratorio, che sta durando da secoli in queste nostre comunità ridotte ormai alle minime presenze…

In questi giorni sono più ravvivati i nostri vicoli e locali …diamo un Saluto di

Bentornati ai tanti compaesani.

la tragedia epidemica ha fatto ritornare, anche se per pochi giorni, più compaesani di quanto non si temesse fino al mese di Luglio.

Anche da qui facciamo partire un Saluto e i nostri Sentimenti di cordoglio per tutti coloro e per i loro Familiari che sono rimasti vittime della pandemia… tra di loro ci sono diversi Nostri compaesani.

Siamo esperti di Emigrazione perché è dentro le nostre storie personali e collettive-

Ma non ne siamo pienamente consapevoli.

Né delle cause, né delle conseguenze.

Lo dimostriamo ogni qualvolta investiamo di brutte parole e con brutti gesti coloro che arrivano sulla “Nostra  Penisola”. Come se qualcuno ce l’avesse data in dono.

Non siamo divenuti consapevoli perché l’Emigrazione si porta dentro un carico di questioni che non si vogliono comprendere, affrontare e risolvere.

Chi le ha sofferte vuole rimuoverle e non vuole parlarne, tranne che per favorire racconti, per enumerare le sofferenze con l’orgoglio delle riuscite…

Chi ha contribuito alle cause con le scelte governative ha interesse a non approfondirle…ha interesse a farne statistica… a lasciarle ai centri studi.

Chi ne ha fatto letteratura… ha aiutato a capire…

Chi ha voluto… Solo chi ha voluto ne ha tratto consapevolezze civiche sfuggendo a nostalgiche ricostruzioni…

Perché si parte?

Risposta: Chi parte, lo fa perché sente di non star bene più dove si trova.

Lasciamo stare la Terra che gira e che è rotonda… queste restano le ragioni ineliminabili, di fondo… che dovrebbero aiutarci a capire di essere ospiti temporanei dei luoghi e a sentirci nelle coscienze Cittadini del Mondo.

Perché Pietro e Maria sono andati in America? (Stati Uniti )

Noi, Pietro e Maria, i protagonisti principali, possiamo elevarli a rappresentanti di tutti gli emigrati-immigrati.

Lo dicono loro perché vanno via….Maria con dura semplicità, con rammarico e con una punta di amara constatazione dice…” …la terra dove siamo nati non ci vuole… “ Un’ affermazione a suo modo caustica che, commuove, ma non aiuta a rispondere, individuando le cause….

Lei non potrebbe …Noi invece dobbiamo tentare di capire di più.

La migrazione ha tre fondamentali aspetti: 1) La partenza 2 ) Il Viaggio 3) L’Arrivo.

Si può partire per varie ragioni…Pietro e Maria sono partiti per andarsene dalla miseria, dalle angherie, dalle “male annate”.

Spinti dal bisogno e speranzosi di trovare almeno una possibilità di migliorare la propria sorte…

La loro vicenda si svolge tra la fine dell’800 e i primi decenni del 900.

Il Paese è demograficamente molto cresciuto, sono in troppi. Non c’è terra per tutti.

La loro è poca, non riesce ad alimentare una famiglia che diviene numerosa.

La struttura fondiaria è quella padronale – baronale, e su essa si è costituita la struttura sociale: pochi grandi proprietari, tanti piccoli coloni, contadini, mezzadri, braccianti.

Sono andate deluse le aspettative annunciate dall’arrivo dei francesi, circa la spartizione dei demani silani. È stata la Sila che ha nutrito le nostre comunità… Sono andati delusi i proclami di Garibaldi (a Bronte…rileggersi “La Libertà”, novella di Verga, o rivedere il film “Storia di una storia che i libri di storia non riportano,” )… Le promesse di Re Vittorio Emanuele II, mentre scende nel Sud, sono svanite… I Don Peppino, che esige le tasse e i debiti contratti, regolano le esistenze di tanti abitanti… La ribellione? Neppure quella è percorribile : esempi di catturati, imprigionati, condannati a lunghi anni di galera… danno il senso di uno Stato nemico… che tassa… chiede cinque anni di vita di servizio militare lontani da casa… non difende dalla penetrazione di leggi commerciali sfavorevoli ai piccoli contadini che di anno in anno arretrano nelle loro condizioni… indebitandosi …rimettendoci terra e casa… il grano si vende di meno… perché arriva da fuori, la coltivazione dei bachi purtroppo è esposta agli eventi climatici…

Lo scenario sociale intorno è miserabile: si vendono figli, si fanno prostituire ragazzine, si affidano ad aguzzini giovinetti e giovinette, per ricavare qualche soldo e tirare avanti… finiscono sul mercato del lavoro in Belgio… Svizzera… Francia.

La terra da coltivare?

La lotta per la terra… è un tratto storico della questione meridionale, che aveva già spinto alle ribellioni contro le baronie ai tempi dei Borboni, che ha prodotto le ribellioni dei Casali e dei Casalesi, soprattutto nella Sila cosentina, che certamente è confluita nel Brigantaggio costituendone, uno dei rivoli alimentatori, che oltrepasserà il secolo 19°secolo per consumarsi in Sicilia e in Calabria con due tragici eccidi …Portella delle Ginestre 1° Maggio 1947 e Melissa 29 Ottobre 1949.

Qui bisognerebbe aprire un’ampia finestra per approfondire il fenomeno del bisogno di terra – lavoro e del Brigantaggio e capire quanto ciò fu nocivo e distorsivo al fine di un dispiegamento di politiche che davvero facessero sentire tutti egualmente italiani… spingendo invece verso scelte autoritarie di ordine pubblico.

Lo Stato ha preso la strada di uno sviluppo industriale concentrato al Nord,  abbandonando le vocazioni agricole del Sud e lasciandolo a divenire una colonia di consumi assistiti e fornitore di forza lavoro.

Pietro e Maria, strattonando i figli per tenerseli vicini, si avventurano anche a piedi …poi su mezzi che li portino ad un porto francese perché da lì si possano imbarcare pagando di meno!

Il viaggio… condizioni miserevoli… infezioni e scontri feroci tra gruppi… sporcizie e fame… morti… tifo… colera… polmoniti …sacchi di iuta e salme scivolate in mare, tonnellate di carne umana, spesso neppure negli elenchi di bordo per evitare denunce di sovraccarico; intemperie e burrasche marine, affondamenti e annegamenti.

Non dobbiamo immaginarle …Sono scene che vediamo tutti i giorni …Basta trasferirle dal Mediterraneo negli Oceani.

Basta riprenderle dal libro nel quale l’Autore le ha descritte con levità di parole, ma con dentro molta sensibilità, e trasferirle nei moderni video… davanti a Noi …Sono eguali.

Giustamente, sottolinea Giancarlo, cambia il fattore spazio-temporale. I drammi umani sono gli stessi. Molti, partiti con la speranza di costruirsi migliori condizioni di vita, non sono mai arrivati ad un porto. Son rimasti a giacere in un fondo marino fino alla dispersione totale dei loro corpi, senza la vicinanza di una preghiera, di un fiore o di una croce… scomparsi …spesso cancellati negli elenchi delle “tonnellate umane”… Per evitare denunce di avere imbarcato più del numero consentito… Amen.

L’Arrivo è il secondo tempo della tragedia migratoria: selezioni truffaldine, quarantene, rimpatri dei minori non accompagnati e delle donne sole… su queste, dipende…, si decide a seconda delle fattezze e le disponibilità. Molte, (richiamate da catene di falsi innamorati fermi a guardare nascostamente il loro arrivo per poi presentarsi)… vengono avviate alla prostituzione….il mercato del corpo femminile è stato sempre fiorente e non ha incontrato limiti di confini o di altri reali impedimenti… I ragazzi, se di età giusta, partiti soli, finiscono nelle mani di un caporalato aguzzino.

CAPORALATO?  

Ne sentiamo parlare anche oggi…

Pietro e Maria si sottraggono a questo fenomeno di ulteriore crudeltà. Sono un nucleo familiare… Hanno venduto tutto, dovevano farlo per ricavare i soldi del viaggio… Ma lo hanno fatto convintamente perché sono così indispettiti per la mala sorte nel proprio Paese, che si sono prefissati di non tornarci più… Non come altri che sono partiti per fare un gruzzoletto e poi tornare…

Qui che mondo trovano?

PIETRO E ANGELO

Il dialogo infervorato tra Angelo, fratello di Maria, che si è accompagnato anche per sfuggire ai cinque anni di servizio militare, con suo cognato Pietro, offre un quadro chiaro delle ostilità e delle insidie che hanno dovuto fronteggiare.

Pietro sa delle ingiustizie che stanno subendo gli italiani, delle accuse di essere sporchi, di essere violenti, con i coltelli sempre in mano…..di essere dei siciliani ( il termine è ora da aggiornare… oggi si direbbe calabresi …abbiamo occupato il primo posto nella classifica mondiale dei fenomeni criminali), di essere peggio dei cinesi, secondi a loro, “…solo nelle capacità di stare in tanti in un piccolo spazio…”.

Ma, Pietro è per l’integrazione…la violenza non aiuta e non risolve…loro sono partiti per migliorare e se si deve soffrire per far star meglio i figli vale la pena…Intanto Antonio… Antony… sa più l’Inglese che l’Italiano… veste, studia e si comporta per uscire fuori dai quartieri dove ci sono migrati …lì ci sono occasioni a rischio …c’è malavita… La madre Maria fa di tutto per preservare il figlio dalle ostilità dei luoghi e delle azioni violente o ribelliste  …lo ha fatto diventare un americanino che neppure sa della sua provenienza, della lingua e delle peripezie affrontate dai suoi…

Angelo…  Ribatte  Ma vedi come ci trattano?

Costruiamo strade, ferrovie, ponti, palazzi, scuole, ospedali, lavoriamo nelle miniere, facciamo lavori sporchi che loro non vogliono più fare …e per Loro siamo sempre sudici e delinquenti….bisogna farsi anche rispettare… invece si ci mettono pure i preti, assieme agli italiani che si sono sistemati a convogliare i voti per i repubblicani… e i repubblicani non consentono prospettive di progresso per gente come noi…a loro interessano che si lavori e si stia tranquilli ringraziando per quel facciamo…e che facciamo? I lavori più duri e sporchi…. Giustamente l’Autore richiama a considerare gli aspetti negativi dell’arrivo degli Italiani …abbiamo esportato la delinquenza… Non che lì non ci fosse già…ma la mafia ha esercitato una pressione delinquenziale sistematica… per anni è divenuta una forma di Antistato,,,,   I padrini di turno li abbiamo presenti     Tanti sono stati accusati innocenti e condannati senza vere prove, sol perché italiani…  Sacco e Vanzetti  Tanti sono morti sui cantieri e nelle miniere da onesti lavoratori… a Monongah 1909 – Virginia Occ.- oltre 1.000 morti di cui 171 italiani…tra i quali un centinaio di molisani una trentina di abruzzesi e una quarantina calabresi,  non si sono mai trovati tutti i corpi…per questo si scrive “trentina”…Marcinelle 8 Agosto 1956 ( Belgio ) con 262 morti di cui 136 italiani  …diversi calabresi

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Le condanne generiche fanno sempre male, dovremmo saperlo nei nostri giorni… sono ingiuste e producono vittime innocenti….

Dall’alto dei nostri due millenni di civiltà dovremmo capirlo…e invece ci consentiamo di farne propaganda odiosa, e certi politicanti ci godono, pur dopo aver dato prova di una fallimentare campagna anti immigrati…

Il fatto è che, pur tenendo inattuati i principi di universalità della nostra Costituzione, ci vogliamo considerare una società moderna e civile, tenendo sul suolo della Penisola più di 800mila persone che vi sono nate e che, dopo venti anni e più, non possono ufficialmente figurare “cittadini italiani”! Una vergogna e basta.

Dobbiamo assistere a chi ostenta un crocefisso inveendo e seminando dosi di ostilità in contrasto netto con gli insegnamenti evangelici e dei principi di civiltà del rispetto delle Persone…mandiamo navi…blocchiamo i porti…e stupidaggini del genere applaudite ostentatamente, dimenticando i nostri  perenni flussi migratori…

E ne mentre gli Italiani continuano con i bilanci demografici in rosso crescente.

Il segno di sofferenza estrema di Cristo in croce non si addice né per essere portato come un gadget commerciale e meno che meno per farne scudo di comportamenti di nulla solidarietà e di nulla umanità…

Sulla pelle della gente… su qualsiasi colore della pelle… non dovremmo mai fare propaganda elettoralistica… Noi che abbiamo dato in ogni angolo del Pianeta circa venticinque milioni di connazionali… due di soli calabresi…

A volte ce ne vantiamo pure. Pensiamo di riconciliarci anche con le nostre presenti sofferenze e difficoltà evocando le affermazioni di uomini e donne connazionali divenuti famosi… Ne diventiamo orgogliosi.

Oggi più di altri vantiamo le origini italiane di Papa Francesco… Meritatamente.

Naturalmente il fenomeno migratorio non si liquida enumerando le cause delle partenze e le sofferenze affrontate dagli emigrati, prima, durante e dopo. L’autore lo scrive chiaro. E’ un fenomeno a più facce.

L’emigrazione va vista nel più ampio quadro storico degli avvenimenti interni ed esterni.

Valutando gli aspetti di beneficio che le sofferenze affrontate hanno prodotto ai singoli, alle comunità di partenza e di quelle di arrivo.

Vedete… senza le entrate… le rimesse degli emigrati, l’Italia, che già era rimasta tanto indietro, non sarebbe mai divenuta , già fin dai primi del 900, una nazione industrializzata… e le rimesse agli inizi sono appartenute a Italiani tanto delle regioni del Nord che del Sud. Anzi dal Veneto e dal Piemonte si emigrava di più.

CONCLUSIONE

Il figlio Antonio, Antony, affermato cittadino americano riconosciuto anche dai documenti, ad un certo momento della sua vita… avverte la interiore urgenza di un immaginario viaggio per rivedere da dove è venuto… soprattutto di far conoscere i luoghi a suo figlio di nome Pietro, come il Nonno… eh già …il nipote si chiama Pietro come il nonno…inglese o non inglese …nella prima e nella seconda generazione con gli emigrati sono sbarcati pure certi costumi…non solo i maccheroni al sugo per la festa domenicale , ma più forte come legame i nomi… dei progenitori…

A questo punto… la scena del dialogo tra Padre e Figlio comunica una intensità emotiva che le mie parole possono solo disturbare… Il dibattito sull’argomento  consente di analizzare insieme alcuni numeri della emigrazione interna italiana, che confutano le tante prosopopee padane, interessate ad ottenere l’Autonomia differenziata, indifferenti al rispetto del terzo articolo della Costituzione italiana, che aspetta di essere attuata.

NEL PRIMO COMMA E NEL SECONDO – NEL PRINCIPIO E NEL COMPITO

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

di Angelo Falbo

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Angelo Falbo

Angelo Falbo

Preside in pensione. Laurea in Materie letterarie presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Intellettuale e scrittore. Vive a Carlopoli. È il responsabile della Lega SPI-CGIL del Reventino.

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