Il nostro presente è fortemente condizionato dalla tecnologia, una realtà applicata ormai ad ogni ambito della nostra vita e che, senza la quale, probabilmente non riusciremmo a vivere. Ciò che ci attende nel futuro in campo tecnologico non lo possiamo sapere con certezza, ma lo possiamo di certo immaginare.
La prima interessante sfida riguarda l’intelligenza artificiale. La società internazionale di consulenza McKinsey ha stimato che il settore dell’intelligenza artificiale conoscerà un aumento nel volume di affari del 23% tra il 2017 e il 2030, pari a 500 miliardi di euro. A trascinare questo boom saranno i servizi finanziari con 250 miliardi di investimenti e il settore energetico con 170. In Italia sostengono di averla implementata già l’86% delle imprese, soprattutto per servizi come i chatbot per l’assistenza ai clienti e strumenti di cybersecurity, ma solo il 3% si trova in una fase avanzata.
Questo ritardo è dovuto soprattutto al timore delle aziende di non avere personale con una preparazione adeguata a gestire il cambiamento apportato dalle intelligenze artificiali. Questa perplessità accomuna tutta l’Europa, come dimostrano anche gli scarsi investimenti per sviluppo e ricerca, pari allo 0,01% del Pil annuo dell’Unione. Per fare un paragone, la Cina investe lo 0,06% del suo prodotto interno lordo e gli Stati Uniti addirittura lo 0,3%. La corsa tra le prime due economie mondiali è dovuta anche alle previsioni sulla diffusione dei chip edge Ai, ossia chip che favoriscono il machine learning direttamente sul dispositivo dove sono installati.

Le auto a guida autonoma
In un futuro non troppo lontano potremo sederci comodamente in auto e goderci il viaggio senza dover guidare grazie alle auto a guida autonoma. Secondo lo studio Forecast Analysis: Autonomous Vehicle Net Additions, Internet of Things, Worldwide della società per azioni Gartner, entro il 2023 saranno in circolazione 745mila veicoli a guida autonoma in tutto il mondo.
Si partirà in Nord America, Cina ed Europa, dove sono già in fase di approvazione le normative per regolare il settore, ma entro il 2028 un quinto dei Paesi del mondo dovrebbe dotarsi di una legislazione in materia. Al momento, sono ancora pochi i veicoli completamente autonomi, a eccezione di alcuni prototipi sperimentali, e la maggior parte hanno ancora bisogno della supervisione di un essere umano per essere considerati sicuri. Questo dovrebbe cambiare nel corso dei prossimi 5 anni, quando è previsto che gli algoritmi di guida riusciranno a superare concentrazione e riflessi di un guidatore. Anche in questo settore, i tempi dipenderanno dall’accelerazione del machine learning.
La robotica
Il 2020 sarà l’anno di lancio per diverse novità riguardanti il mondo della robotica. Trainato dallo sviluppo del 5G e delle nuove Ai, il giro di affari della robotica raggiungerà il prossimo anno i 18 miliardi di dollari nei robot industriali (+9% rispetto al 2019) e i 16 miliardi per quelli professionali (+30%), come cura per la persona in ambito sanitario o per il settore logistica e retail. Il boom è dovuto soprattutto alla Cina, che da sola ha assorbito nel 2018 il 36% della produzione globale, mettendo in funzione nelle sue fabbriche 154mila robot. La seguono Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud. In tutti e quattro i Paesi, la maggior parte delle unità viene inserito nelle catene produttive del settore automobilistico e in quello elettronico. Per il 2021 è previsto che a livello mondiale saranno in uso almeno quattro milioni di robot nelle catene di montaggio di tutto il Pianeta.
Il mondo dei giochi
Anche il mondo dei giochi sta per subire profondi cambiamenti. Già al momento sono sempre più gli utenti che si collegano alla rete per giocare ai siti come NetBet Slot. Ma il futuro si chiama cloud, come annunciato dallo studio di Google Stadia secondo cui in futuro non ci sarà spazio per il gioco fisico o le console, ma si giocherà accedendo alla propria libreria e giocare da remoto. Se da una parte questo può significare l’affermarsi del concetto, quasi mitologico, di console unica, dall’altra può voler dire scoprire il fianco a nuove criticità.
Da un punto di vista di costi e benefici per la collettività, l’adozione di soluzioni cloud-based facilita senza dubbio la conservazione della memoria storico-videoludica: una raccolta digitale estromette, in una certa misura, la componente hardware dal processo di conservazione, e solleva l’utenza dall’impellenza di conservare e tenere in condizioni ottimali le molteplici macchine necessarie per riprodurre tutti i giochi che via via il progresso tecnologico distanzia dagli standard moderni.

























