«La vicenda del quattordicenne di Lamezia Terme che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, avrebbe pianificato un’aggressione nei confronti di una propria insegnante, manifestando le proprie intenzioni anche attraverso chat e strumenti digitali, impone una riflessione che va ben oltre il singolo episodio. Il caso richiama tutti alla responsabilità educativa».
È quanto rileva “Al Vaglio” (Associazione di Promozione Sociale che nasce a Lamezia Terme – Sambiase, progetta e organizza rassegne letterarie, azioni di promozione culturale e di valorizzazione del territorio) che ritiene – riporta la nota pervenuta in redazione che di seguito pubblichiamo – come la vicenda che coinvolge un minore debba essere affrontata innanzitutto con prudenza, rispetto e responsabilità, evitando giudizi sommari e spettacolarizzazioni. Allo stesso tempo, quanto accaduto richiama l’attenzione su fenomeni che riguardano sempre più da vicino famiglie, scuola, associazioni e l’intera comunità educante.


FRICINA affronta il rapporto tra giovani e ambiente digitale non limitandosi alla quantità di tempo trascorsa davanti agli schermi, ma interrogandosi sulla qualità delle relazioni che si costruiscono online, sull’uso delle parole, sul cyberbullismo e sull’odio in rete, sulla gestione delle emozioni e dello stress, sulla reputazione digitale e sulla capacità di riconoscere situazioni di disagio proprie o dei coetanei.
Particolarmente significativo, nella vicenda lametina, è anche il ruolo attribuito ai compagni che, di fronte a segnali ritenuti preoccupanti, si sarebbero rivolti agli adulti. È un elemento che richiama un principio fondamentale: educare alla cittadinanza digitale significa anche educare alla responsabilità verso gli altri, imparando a comprendere quando ciò che accade in una chat non può più essere considerato soltanto una conversazione tra ragazzi.


Il progetto prevede momenti dedicati all’educazione digitale, alla prevenzione del cyberbullismo, al linguaggio e alle relazioni, alla gestione delle emozioni, insieme ad attività nella natura, esperienze di digital detox, mindfulness e confronto diretto tra giovani ed esperti.
Al Vaglio intende sviluppare questo percorso anche attraverso il dialogo con scuole, famiglie, associazioni e istituzioni del territorio, nella convinzione che episodi come quello emerso in queste ore non possano trovare risposta esclusivamente quando il disagio è già diventato emergenza.
La prevenzione comincia molto prima: dall’ascolto, dalle relazioni e dall’educazione alla responsabilità, anche quando quella responsabilità passa attraverso uno smartphone».
































