<< Avevamo sperato tantissimo in questa strada, che avrà un senso solo quando sarà completata, collegando la superstrada del Savuto con quella dei Due Mari. >>
Lo ha detto il presidente del Comitato di cittadini “La Strada che non c’è”, Domenico Mazza, nel corso della cerimonia di presentazione e “consegna ai cittadini” dei primi 5 km dell’opera, in realtà ancora lontana dall’essere ultimata.
Domenico Mazza non si è certo lasciato irretire dalla presenza di ben due Presidenti, della Provincia di Catanzaro e della Regione Calabria, e ha espresso
con chiarezza e determinazione il suo pensiero, pubblicamente e nel poco spazio che gli è stato concesso.
È per questo che abbiamo voluto approfondire con lui alcuni aspetti dell’annosa questione, in una breve intervista che ha voluto gentilmente concederci.
Domanda) Per prima cosa, pensa davvero che questi primi 5 Km rappresentino un nuovo inizio nella storia travagliata della Strada che non c’è?
Risposta) << Me lo auguro. Questi pochi km, che per noi sono 3,7, hanno solo un valore simbolico perché non serviranno a nessuno se la strada non verrà completata interamente e in tempi accettabili dalla provincia di Cosenza alla SS 280 dei Due Mari.
Sono comunque importanti perché finalmente si è smosso qualcosa, e speriamo che questo sia solo un punto di partenza e che porti al più presto alla risoluzione di questa prioritaria problematica. >>
D) Come avrebbe potuto incidere sullo sviluppo del nostro territorio questa strada, che verosimilmente, e in un Paese civile, poteva già essere pronta all’uso fin dai primi anni duemila?
R) << Avrebbe inciso veramente tanto, sia dal punto di vista economico che sociale e culturale. Sicuramente era già necessaria quando fu progettata, negli anni ’80, figuriamoci quanto più necessaria è oggi.
Lo è non solo per il territorio che attraverserà, ma per tutta la regione in quanto collega due importanti capoluoghi di provincia, Catanzaro e Cosenza, passando per l’entroterra nella zona centrale della Calabria (Reventino e Savuto).
È paradossale avere a disposizione collegamenti digitali al passo con i tempi, come fibra ottica e simili, ed invece avere strade asfaltate la cui costruzione risale al tempo dei Borboni e che ormai sono obsolete e inadeguate.
Il gap è oggi troppo elevato e ci dobbiamo tutti adoperare affinché si crei uno sviluppo e si eviti lo spopolamento dei nostri bellissimi territori, dove attualmente è molto difficile fare impresa e creare lavoro. >>
D) Lei crede nel completamento del lotto Decollatura-Altilia entro il 2019? E non le sembra comunque un’aspettativa ancora troppo lontana nel tempo, considerando che ad esempio in Giappone sono in pratica riusciti a ricostruire un’autostrada semidistrutta da un terremoto in appena una settimana?
R) << Nell’incontro dell’altro giorno al Liceo di Decollatura, con il Presidente Oliverio e il Presidente Bruno, abbiamo fatto presente che se continueranno con gli stessi ritmi, per completare la strada che non c’è saranno necessari altri 270 anni… pertanto questo non è umanamente accettabile.
Però nello stesso tempo crediamo nelle persone e i Presidenti ci sono sembrati convincenti, questa volta. Anche se si doveva fare di più già tanti anni fa. Crediamo nei fatti e non nelle parole che da anni sentiamo a fiumi. >>
D) Il Comitato di cittadini da lei presieduto intende continuare a operare e vigilare, o si accontenterà di questo risultato parziale appena raggiunto?
R) << Continueremo a vigilare costantemente e non ci fermeremo fino a quando anche l’ultimo centimetro di questa strada non verrà completato. Non ci arrendiamo e non faremo sconti a nessuno. Se sarà necessario siamo pronti a nuove eclatanti forme di protesta.
A tal proposito voglio ringraziare i miei compagni di battaglia che con serietà, spirito di sacrificio, abnegazione e amore per il territorio, combattono con me questa lunga e dura lotta che spero riusciremo, un giorno, a vincere con l’aiuto di tutti.
Il nostro comitato, nato nel 2011, è aperto a tutti coloro che desiderano collaborare per la causa. >>
In conclusione, vogliamo riconoscere appieno i meriti del Comitato “La Strada che non c’è” e del suo presidente Domenico Mazza, che hanno quanto meno tenuta viva la speranza, e spesso la giusta indignazione popolare, per una vicenda di ordinario malgoverno che si trascina ormai da più di trent’anni.
di Raffaele Cardamone




























