Nel Catasto Onciario di Motta S. Lucia del 1754 viene riportato il seguente fuoco: «Antonio Cardamone, Massaro; Maria Giudice, moglie; Francesco, fratello, forese [contadino, NdR]; Pietro, fratello, forese».
«Abita in casa propria nel luogo detto Li Mannelli. Possiede dieci tomolate di terreno in detto Galice, luogo confinante con Lorenzo Cardamone, fruttano tumula sette germano, assorbita d’altrettanta ne paga alla chiesa di Visora delli Conflenti. Altre tre tumulate di terreno nel luogo detto Li Rocchi. Quattro tumulate di terreno detto Granarello confinante con Don Giacomo Cardamone di rendita tumula quattro germano ed altre tante ne paga alla Baronal Camera. Una tumulata e mezza di terreno detto Li Follini confinante con Don Giacomo Cardamone, stimato cavalli dieci assorbiti da tumula due quarti due germano, ne paga a Nicola Arcuri da Scigliano. Un bove a società con massaro Prospero Cardonetto di Scigliano ed un altro a società con Don Gaetano Pallone di essa città, stabilita la rendita di sua proporzione ducati sei» (Mario Gallo, Soveria Mannelli Saggi e documenti storici, 1991, p. 47).
«Nel 1794 Mannelli Sottani ab antiquo in territorio di Motta, con atto notar Giuseppe Talarico di Scigliano del 2 aprile venne concessa in enfiteusi dal Monte di Pietà di Scigliano a Filippo Cardamone di Pietro per l’annuo canone di ducati 9 e grana 60, pari a L. 4.480 da pagarsi ogni fine agosto» (Mario Felice Marasco, Soveria Mannelli e il suo territorio, 1969, p. 205).
Questi riferimenti bibliografici fanno riferimento a dei terreni in Granarello e Galice che a distanza di più di 250 anni appartengono in parte al sottoscritto Filippo Cardamone, classe 1966. Erano coltivati sino agli anni ’90. Prima li coltivavano a grano i fratelli Giuseppe e Michele Cardamone poi su questi terreni operò l’azienda agricola di Colosimo Teresa moglie di Giuseppe Cardamone sino agli anni ’90.
Granarello significa luogo del grano, mentre Galice significa luogo del corso di acqua. Infatti in questa località si trova il mulino ad acqua della famiglia Pascuzzi insieme a un canale di scolo delle acque del mulino che, sulla mappa del Catasto del 1936, si riversano sul fosso Cilla che è la sorgente del fiume Amato, dopo aver attraversato parte del fondo Galice di Cardamone.
In realtà osservando bene il terreno il canale attraversa tutto Galice di Cardamone per giungere nella proprietà della famiglia storica di Cimino fino a un pozzo, per poi discendere per l’attuale fosso di Cilla (si veda la mappa sotto).


Sono convinto che questo era il tracciato originario del fosso Cilla-fiume Amato e che dopo il decennio francese fu modificato con l’attuale.
Filippo Cardamone































