Un talento poliedrico, una passione viscerale per la musica, le sonorità gotiche, sono questi, solo alcuni, dei tasselli presenti nelle melodie di Rita Alitto. La giovane calabrese, in arte “Blue Rose” muove i suoi primi passi, sul magico sentiero della musica, sin da piccola. Grinta, tanto studio, una meta da raggiungere, Rita Alitto ha le idee ben chiare sul percorso da seguire. Il suo primo singolo “Ma no” sta letteralmente spopolando sui Social. Conosciamo meglio Rita.


«Sono Rita Alitto in arte “Blue Rose”, i colori con i quali vedo la musica. Ho iniziato a scrivere canzoni a 12 anni, e proprio il mio primo singolo “Ma no” è nato in quegli anni. La mia musica ha subito diverse influenze esterne, sicuramente la musica classica ha un ruolo importante nella mia scrittura, in quanto studio pianoforte classico da quando ero piccola. Attualmente studio al Conservatorio di Cosenza. Sempre in quegli anni partecipavo all’orchestra della scuola e suonavamo in particolare un pezzo, chiamato “Scarborough fair”. Da questa ballata medievale probabilmente sono uscite le sonorità quasi gotiche che contraddistinguono la mia musica. Il testo è molto sentito e ho scelto questa tematica perché credo sia comune tra noi giovani cercare di mostrarsi diversi da come si è nascondendosi. Con questo testo cerco di incitare tutti a spogliarsi da quel velo che ci nasconde tutti ed essere noi stessi, senza paura del giudizio degli altri».
Ricordi i tuoi primi passi nel mondo della musica?
«Ho intrapreso questo percorso banalmente: a 8 anni una mia compagna mi ha proposto di fare canto con lei. Facevamo lezione insieme, lei studiava pianoforte e io canto, in questo modo io mi sono innamorata sia dell’uno che dell’altro».
E oggi?
«Oggi sono diplomata in canto e sto continuando con dei corsi Bachelor» (riflette ndr).
Cosa rappresenta per te la musica? E per il futuro quali novità in arrivo?
«La musica per me è un mondo dove posso esprimermi ed essere me stessa fino in fondo, senza alcuna finzione. Scrivo le mie canzoni partendo dalla musica che mi ispira per scrivere il testo. Scrivere canzoni è un modo di comunicare, anche quando non si riesce a parlare. Specialmente in questo periodo di quarantena mi sono resa conto che la musica mi è stata vicina e mi ha aiutato a superare le distanze.
Ho in programma un altro pezzo da far uscire entro questo mese, questa volta con un testo bilingue, le strofe in italiano e il ritornello in inglese».
Omar Falvo
Giornalista Pubblicista
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