Il nome Decollatura ha a lungo alimentato equivoci. Esso, infatti, racchiude un affascinante intreccio di leggende storiche, tradizioni religiose e studi filologici moderni. L’origine del toponimo Decollatura ha diviso per secoli storici e linguisti, passando da cruenti racconti antichi a interpretazioni amministrative più recenti.
Per molto tempo, il nome Decollatura è stato associato a un’ipotetica decapitazione di massa di martiri cristiani o di briganti avvenuta su un colle. Di tale ipotesi, però, non c’è conferma in alcun documento storico, pertanto, fino a prova contraria, resta una leggenda priva di fondamento storico ufficiale.
Secondo alcuni storici cinquecenteschi, come ad esempio Gabriele Barrio e Girolamo Marafioti, il toponimo deriverebbe dal latino “decollatorium” e sarebbe legato allo scontro avvenuto attorno nel 275 a.C. tra i Mamertini e l’esercito di Pirro, nel quale moltissimi soldati epiroti vennero decapitati. Anche tale ipotesi però, viene oggigiorno considerata storicamente insostenibile, poiché dell’ubicazione di questa battaglia non v’è alcuna prova né storica né archeologica.
Esiste poi un’altra convinzione popolare, che associa il nome alla conformazione del territorio, sostenendo che Decollatura derivasse molto semplicemente dai “dieci colli” sui quali sorge il paese.
Nel 2017 il professore e storico locale Giuseppe Musolino, nel suo libro Decollatura. Volume I, ha proposto una nuova lettura, ossia che il toponimo derivi dall’antico termine “corretura”, cioè il diritto di passaggio sul valico. Attraverso successive deformazioni linguistiche, “corretura” sarebbe diventata Decollatura, inteso quindi come “il luogo in cui si paga la corretura”.
Il toponimo Decollatura non avrebbe nulla a che fare con “decollare” né con episodi di ghigliottina. Ma deriverebbe dal latino medievale “de collatura o ad collaturam”, letteralmente “dalla colla, dalla collatura”. “Colla” nel latino locale indicava la “colla di monte”, cioè il crinale, la linea di cresta, il punto più alto di una dorsale montuosa.
La geografia confermerebbe la seguente tesi. Decollatura, infatti, sorge sul valico appenninico che divide il Mar Ionio dal Mar Tirreno, a circa 750 m s.l.m. Per secoli ha rappresentato il “passo” obbligato per chi dalla piana di Lamezia voleva raggiungere la Valle del Savuto e la Sila. Un punto di “collatura”, di unione e divisione tra due versanti. Da qui locus de collatura, poi contratto in Decollatura.
E oltre alla geografia questa tesi si legherebbe anche alla tradizione locale. Già lo storico Barrio, citando Strabone, parlava di una “valle sopra Nicastro chiamata collatura” percorsa da Pirro. “Collatura” indicava, come già accennato, il crinale, la “colla di monte”, cioè la linea di cresta montuosa. Da locus de collatura – luogo sul crinale – al toponimo attuale il passaggio è quindi foneticamente plausibile.
Filippo Cardamone
































