Sono stati momenti davvero profondi e toccanti quelli vissuti in occasione dell’ultimo incontro dedicato alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, organizzato dall’IIS “L. Costanzo” presso la sede centrale di Decollatura. La manifestazione, organizzata dalla dirigente Maria Francesca Amendola in sinergia col DSGA, Giuseppe Ferrise, faceva parte di una serie di appuntamenti tesi a far conoscere meglio e più da vicino un fenomeno che, come ha sottolineato anche la stessa preside “Riguarda, purtroppo, non solo le donne sposate vessate dai propri mariti, ma anche ragazze giovanissime che, troppo spesso, sono vittime di aggressioni e maltrattamenti. La panchina che coloreremo oggi, come abbiamo fatto a Lamezia una settimana fa, è significativa e il colore rosso rappresenta un pericolo e deve destare attenzione”.
La “Giornata di sensibilizzazione contro la violenza di genere” ha visto una prima parte svolgersi nell’aula magna del liceo e la conclusione all’esterno della scuola, come si accennava, con la pitturazione di una panchina rossa, che è stata successivamente installata nello spazio antistante l’Istituto. All’evento hanno partecipato il «Centro antiviolenza Demetra» di Lamezia Terme e gli alunni del triennio sia del liceo che dell’agraria di Soveria Mannelli – uno dei 5 plessi dell’istituto – i quali, visto il rifacimento in atto della scuola di via Scaglioni, stanno svolgendo le attività didattiche proprio nell’edificio principale del Costanzo.
L’apertura è stata affidata al sindaco di Soveria Mannelli, Michele Chiodo (la sindaca di Decollatura, Raffaella Perri era assente per motivi istituzionali ndr), il quale ha sottolineato che “La violenza di genere è una tematica molto sensibile e la scuola è la sede più opportuna per discuterne. Ho molto apprezzato, infatti, che gli alunni dell’ITI (Istituto tecnico informatico) a Soveria, a prevalenza maschile, abbiano deciso, durante un’assemblea organizzata, di invitare autonomamente un ospite dall’Unical per parlare di questo tema che, evidentemente, non è lontano da noi. Inoltre – ha concluso Chiodo – l’interfaccia con le forze dell’ordine e, soprattutto, i carabinieri sia la cosa più importante nei piccoli centri come i nostri, dove la sensibilizzazione è l’aspetto fondamentale”.
La dirigente, Amendola ha espresso grande soddisfazione per “L’attenzione dei ragazzi verso questa importante tematica e mi fa particolarmente piacere avere come ospiti le rappresentanti del Centro antiviolenza Demetra per il quale il nostro istituto, con un nostro ex alunno, ha creato il logo che attualmente li rappresenta”.

E proprio Roberta Cretella, Operatrice specializzata del CAV Demetra, ha spiegato ai ragazzi cos’è Demetra e cosa fa per le donne. “Il Centro Antiviolenza Demetra è stato fondato nel 2009 grazie a una sinergia tra enti pubblici: il Comune di Lamezia Terme e l’ASP territoriale – ha detto Cretella, intervenuta durante l’attività con gli studenti e le studentesse – e un ampio partenariato sociale del terso settore con capofila l’Associazione Mago Merlino. A questi si aggiunge poi la stretta e continua collaborazione con le Forze dell’Ordine”.
Numerose le domande portate dalla platea studentesca a cui la Cretella ha risposto e precisato:
“Il percorso delle donne che si rivolgono al nostro CAV inizia sempre con il primo contatto con le operatrici di sportello, contatto prima telefonico e poi ci raggiungono in sede”. Questo il primo approccio e poi, alle domande sul come le donne proseguono il cammino di fuoriuscita dalla violenza la Cretella ha precisato che: “Il Centro accompagna le donne dal punto di vista legale, socio sanitario, psicologico con interventi personalizzati e supporto continuo, inclusi percorsi di reinserimento nel mondo del lavoro. È fondamentale – ha concluso- sottolineare che il nostro Centro è collegato al numero antiviolenza 1522 numero di emergenza Nazionale che mette in rete i centri antiviolenza autorizzati e che i nostri numeri sono reperibili H24”.
Concetti ribaditi e amplificati dalla psicologa del Centro lametino, Masha Russo. “Sono contenta – ha detto la Russo – di essere qui oggi con i giovani studenti. Prossimamente ci rivolgeremo anche alla scuola primaria. Un concetto importante da ribadire è la trasversalità sia delle vittime che degli aggressori in fatto di status sociale, cultura, razza, religione, ecc. Tutti i soggetti possono essere potenziali vittime. Una cosa fondamentale da dire del Centro antiviolenza Demetra è che il servizio è completamente gratuito e noi siamo lì per dare un aiuto a tutte coloro che ci contattano. Purtroppo non è facile parlare di certe cose quando la propria autostima è azzerata, quando si prova vergogna per quello che si è subito ed è difficile farlo anche per certi tabù che ancora permangono nella nostra società. Purtroppo non esiste un percorso giusto per tutti i casi – ha concluso Russo –, non si è mai preparati abbastanza per affrontare certe cose, ma già il fatto stesso che le chiamate verso i nostri contatti siano in netta crescita rispetto a prima, dice che c’è più consapevolezza e più coraggio nel non voler più tacere”.
E non tace, ormai, Giusy, una giovane signora testimone diretta di un grave episodio di violenza domestica che ha raccontato senza paura e senza veli, la sua esperienza drammatica. Una narrazione che ha commosso l’attenta platea di giovani discenti e gli insegnanti. “Io credevo fosse un grande amore – ha raccontato tra i passaggi più toccanti Giusy – e dal mio ex ho ricevuto le parole più belle e più dolci che una donna si possa sentir dire, ma, subito dopo, anche quelle più brutte e più dolorose: ‘sei una nullità! Non vali niente! Addirittura mi ripuliva il viso dal trucco per dirmi che non ero niente. Mi aveva allontanata da tutto e da tutti, ero sola. Però – ha ribadito con commozione, ma anche con decisione e forza Giusy – mi sono salvata. Ce l’ho fatta grazie all’amore per mia figlia, ma perché sono riuscita ad amare anche me stessa e grazie ai carabinieri e ai miei vicini sono riuscita a venire fuori da quell’orribile tunnel”.

Aver parlato così direttamente, ha suscitato nei giovani e nei loro docenti un senso di gratitudine spontanea nel proprio animo e che hanno voluto esprimere nei confronti di Giusy e anche il coraggio di raccontare senza paure e pudori le proprie esperienze negative.
Bellissime, infine, le letture di alcuni racconti tratti dal libro “Ginestre” di Alessandra D’Agostino da parte delle ragazze del socio-sanitario e la nota “lista stupri” prodotta da un papà e una mamma di una ragazza del liceo “G. Cesare” di Roma in riferimento ai deplorevoli episodi avvenuti nella scuola e le riflessioni degli stessi ragazzi su altri casi di violenza.
Al termine della manifestazione, sotto il bellissimo sole di inizio dicembre, Giusy insieme agli studenti, alla dirigente e, a seguire, a tutti gli attori della bellissima giornata dedicata al sociale, hanno dato il simbolico colore rosso alla panchina simbolo del rigetto verso ogni forma di violenza.




























