Gruppone e gruppetto in fuga (unico sport dove, come diceva il compianto Gianni Mura, chi fugge non è un vigliacco). Dopo 30 anni le strade dei paesi compresi nell’area Reventino-Savuto hanno rivisto i corridori e le loro biciclette, ormai avanguardistiche, certamente altro mondo rispetto al 1989, ultima volta in cui la Corsa Rosa passò da queste parti. Allora la vinse lo sfortunato Laurent Fignon, andato via troppo presto, quest’anno ancora non sappiamo neanche come andrà a finire. Il vero dominatore di questa strana e inusuale edizione autunnale, infatti, sembra essere purtroppo ancora il covid che ha già fatto fuori due squadre, ritiratesi per colpa dei contagi.




Volendo parlare di sport e di Giro, invece, Belle le foto della nostra lettrice, Raffaella De Grazia, che, crediamo, con questi scatti in bianco e nero al passaggio dei corridori, abbia voluto dare un tocco un po’ retrò forse proprio per celebrare questi 30 anni di assenza del Giro dai nostri territori.




Fare squadra, darsi il cambio, aiutarsi. In un momento difficile come questo, sembra essere veramente la cosa più importante. Chissà se e come, si riuscirà a portare a termine questa edizione. Già dall’altra parte delle Alpi, i cugini francesi, sono riusciti a vedere la “maglia gialla” sotto i Campi Elisi, ma dovranno rinunciare ad un altro simbolo delle classiche monumento europee, la Parigi Roubex e tanti saluti al maledetto pavé che la rende unica; la grandeur francese conta decine di migliaia di contagi al giorno. Stop.






























