È di pochi giorni fa la notizia dell’invio al Consiglio di Stato di 40 concessioni di gioco online. Alla proposta, che deve ricevere il parere positivo entro giugno per poi finire in pubblicazione in Gazzetta, sta lavorando direttamente l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato.
40 concessioni, per ben nove anni, in una gara prevista dalla Legge di Bilancio 2020 alla quale potranno partecipare esclusivamente i soggetti con sede legale in Europa. Stando a quanto si legge su GiocoNews.it, le concessioni sarebbero rese operative a partire dal 1 gennaio 2023 e si dovrebbe partire da una base d’asta di 2.5 milioni di euro. Un movimento che potrebbe portare nelle casse erariali qualcosa come 100 milioni di euro, tenendo conto che le assegnazioni sono 40. In attesa di ufficialità, però si resta prudenti: tutto dipende dal testo definitivo, che è ancora in fase di lavorazione e che dovrà ricevere anche il via libera da parte del Consiglio di Stato.

La gara si sarebbe dovuta tenere entro dicembre 2020, ma a causa della crisi economica e sociale scaturita dalla pandemia Covid 19 ha subito un lungo rinvio. C’era da risolvere innanzitutto la questione territoriale, ossia dare una mano a tutti i segmenti terrestri, i più colpiti dall’uragano del coronavirus. Infatti nei giorni scorsi si era espresso sull’argomento direttamente il Sottosegretario all’Economia, Claudio Durigon, aprendo a una proroga delle concessioni vigenti. Da questa proroga dovrebbero essere escluse le parti online, che stanno vivendo un vero e proprio boom. Il sito di Repubblica riporta infatti questi numeri: nei primi undici mesi del 2020, la spesa del gioco online è stata di 1.39 miliardi di euro, vale a dire +45.9% rispetto al 2019. A dominare sono soprattutto i casinò games, seguiti da poker cash e bingo online.
“Il momento è particolarmente florido per investire nel gambling online”, spiegano gli analisti di Bonusricchi, un team che cerca di guidare gli appassionati attraverso il mondo dei casinò online. Momento giusto per investire, sia che si tratti di un semplice giocatore che vuole tentare la fortuna sia che si tratti di una grande multinazionale o una grande azienda. Capace quindi di mettere sul piatto 2.5 milioni di euro. La cifra chiesta per far partire l’asta delle concessioni per il gioco online.
I condizionali in questa storia, però, sono veramente tanti. Bisogna aspettare qualche notizia ufficiale per capire meglio e, soprattutto, per leggere il documento finale della gara.

























