E’ tornato, il 6 dicembre scorso, il FESTIVAL DEL LAMENTO, nella sua edizione autunnale, proseguendo il riuscito esperimento culturale, ma non solo, ideato da Gaetano Moraca e curato dall’associazione DEDA Aps a Soveria Mannelli.


Il successo si è ripetuto con cadenza annuale e sempre nei primi giorni agosto del 2024 e del 2025, con edizioni speciali per lo più nel mese di dicembre degli stessi anni.
Questa edizione invernale ci ha preso per mano e condotto ad esplorare argomenti nuovi e assolutamente inediti ed interessanti, tutti affrontati durante una specie di maratona culturale nell’intero pomeriggio del 6 dicembre: “LAMENTI DEL GENERE” il TEMA conduttore che ha incrociato femminismo, spiritualità, memoria storica e teatro, aspetti sviscerati attraverso vicende di donne, narrando di disobbedienza, di esistenza e resistenza.
Protagoniste assolute, si diceva, donne con storia diverse, ma sempre in prima linea, siano esse una pastora valdese come Giuseppina Bagnato o scrittrici come Chiara Tagliaferri e Giulia Blasi, queste ultime con ruoli di protagoniste nel femminismo militante italiano o, per ultima, ma non ultima, Francesca Ritrovato, attrice teatrale che ha letteralmente incantato e conquistato la vasta e varia platea dell’Officina della Cultura e della Creatività, luogo nel quale l’evento si è svolto, con i posti a sedere occupati e con numerosi ospiti in piedi, ma tutti impegnati a seguire con attenzione e religioso silenzio i tre appuntamenti.
Ad iniziare è stata Giuseppina Bagnato, che ha dato inizio alle “Lamentazioni Serali”, con una narrazione dal titolo carico di significato “In viaggio con le donne della genealogia di Gesù”.
Un racconto intenso e profondo della vita delle donne che hanno preceduto Maria e che nel corso della loro esistenza hanno incontrato sempre il potere maschile, capaci di affrontarlo e anche di abbatterne le logiche di potere con coraggiosa e determinata disobbedienza, tesa a conquistare, pur in quelle società patriarcali, un ruolo da protagoniste.
Se con la Bagnato abbiamo dato uno sguardo ad un passato lontano, raccontato nella Bibbia e nei Quattro Vangeli, con l’arrivo di Chiara Tagliaferri e Giulia Blasi sale sul palco, dell’Officina della Cultura e della Creatività, una donna moderna di cui le due scrittrici parlano in un dibattito a due voci, con la moderazione e le domande pertinenti e puntuali di Gaetano Moraca, dal tema attualissimo: “ Cosa vuol dire essere femminista oggi, soprattutto in provincia e nei piccoli centri?”
I loro interventi spaziano assai dalla disobbedienza civile all’autodeterminazione della donna, sulla base di una motivazione che riesca a realizzare una felicità collettiva, perché o “siamo tutte insieme”, ovvero divise perderemo la nostra battaglia.
Dopo un breve intermezzo, dedicato ai REFRIGERI, cioè al momento gastronomico conviviale, ormai tradizione consolidata durante i vari appuntamenti del Festival, si giunge al momento finale costituito da una rappresentazione teatrale, un monologo condotto da Francesca Ritrovato dal titolo “ALIENATE”, da lei scritto e interpretato, con canti struggenti e accorati, in cui è stata accompagnata con l’esecuzioni di pezzi musicali cantati da Fabio Macagnino con la sua chitarra.
Il monologo nasce dalla ricerca sulle cartelle cliniche conservate nell’ex Manicomio di Girifalco, in provincia di Catanzaro, uno studio incentrato sulla vita e sulla storia di donne, lì costrette per motivi che nulla c’entravano con una presunta malattia mentale, rinchiuse e considerate PAZZE e RIBELLI perché con la loro vita e le loro scelte avevano rotto gli schemi e comportamenti imposti da una società fortemente conservatrice, nel cui ambito alle donne non era permessa alcuna libertà di autodeterminazione. O semplicemente perché agli occhi della società contemporanea apparivano, anzi erano, e si è già sostenuto, delle RIBELLI rispetto a regole imposte e tramandate da secoli e ormai ritenute inscalfibili pena esser considerate delle FOLLI SOCIALI.


In conclusione ci sentiamo di dire che con questo appuntamento, di livello culturale e sociale altissimo, il FESTIVAL DEL LAMENTO si conferma come momento fondamentale di confronto e di discussione, unico nel panorama calabrese, e non solo, così come è stato di recente riconosciuto anche dal Ministero della Cultura, dove gli animatori dell’associazione DEDA, tutti giovani, ragazzi e ragazze, sono stato convocati e premiati per la loro attività.
Non possiamo che affermare: arrivederci ai prossimi appuntamenti.!!!


































