La mostra su Camillo Pane “Pittore del Reventino” ha fatto finalmente cadere il velo dell’oblio che era calato vent’anni fa sulla sua opera. Una mostra significativamente itinerante tra i due comuni, Decollatura e Soveria Mannelli, quello di nascita e residenza, e quello in cui ha lavorato come infermiere dell’ospedale.


Sono i luoghi che hanno segnato la sua vita, interrotta prematuramente da una tragedia inimmaginabile che colpì profondamente le comunità in cui aveva vissuto e operato e determinò una sorta di rimozione collettiva che ora può finalmente lasciare il posto al ricordo.
«Camillo Pane è un artista che vive ancora tra noi con le sue opere» ha detto Michele Astorino, presidente della Pro-loco Decollatura che, assieme alla Pro-loco Soveria Mannelli presieduta da Antonio Pascuzzi, ha promosso la mostra, ideata e allestita da Filippo Cardamone, un operatore culturale del territorio non nuovo a riscoperte di questa portata.


Oltre ai già citati, hanno partecipato all’evento di presentazione della mostra i sindaci di Decollatura e Soveria Mannelli, Raffaella Pane e Michele Chiodo, il fratello dell’artista Fotino Pane e il critico e conoscitore dell’artista Angelo Caridi, che ne ha analizzato il segno grafico-pittorico, peraltro sempre propenso alla poliedricità, alla sperimentazione di tecniche anche molto diverse tra loro, ma sempre efficaci ed estremamente espressive.
Da oggi (7 agosto 2026), la mostra è visitabile presso La Casa della Cultura “Gerardo Marotta” (ex Mercato coperto) di Soveria Mannelli.
Raffaele Cardamone






























