di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 260 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) –


Non ti nascondo che l’idea di celebrare matrimoni in “location di archeologia e di d’arte” è stato un mio antico sogno fin dal 1979 quando proponevo a parecchie Sovrintendenze e al medesimo Ministero dei Beni Culturali di permettere la celebrazione di matrimoni nel contesto delle aree archeologiche o monumentali più significative ed evocative. E a tale scopo ho sollecitato nei primi anni ottanta pure la presidenza dell’Archeoclub d’Italia, in Roma, in particolare il segretario generale dott. Francesco Berni.
1 – NEL 1979 DESIDERAVO SPOSARMI AL TEMPIO DELLA CONCORDIA DI AGRIGENTO


Tanto è che il francescano Padre Nicola Criniti (nativo del vicino paese di Santa Caterina dello Jonio) ha celebrato su mio invito una santa Messa nell’amenissimo Parco della Villa del barone Paparo il 21 settembre 1971 a Badolato Marina. E già la mia band “Gli Euro Universal” nel luglio 1968 aveva suonato la “Messa Beat” (con chitarre elettriche e batteria) dentro la nostra chiesa parrocchiale, ripetuta poi in luoghi sacri di Assisi e Roma il 5 e 6 ottobre dello stesso anno.
2 – BADOLATO BORGO DELLE SERENATE


A lui, stamani, ho ribadito l’importanza di far dichiarare e far diventare veramente con i fatti “BADOLATO BORGO DELLE SERENATE” e di iniziare le procedure affinché LE SERENATE (di tutto il mondo, non soltanto badolatesi) sia riconosciute PATRIMONIO DELL’UMANITA’ dall’UNESCO.


Badolato, è risaputo, fino agli anni 1960-70 (praticamente prima che l’esodo emigratorio indebolisse il paese) era tutto un canto di serenate individuali e collettive, specialmente durante la prima notte di nozze degli sposi. Infatti, Guerino mi ha detto che i matrimoni esteri (celebrati da qualche tempo a questa parte al borgo) prevedono proprio le serenate e tutto ciò che di più tradizionale il borgo possa riservare (pranzo nel katoio con gastronomia locale, accompagnamento canoro degli sposi con corteo verso la casa della prima notte, ecc.). Una tradizione che fa impazzire di gioia e di significato queste coppie estere.


Ma anche qui in Molise, mia residenza d’esilio, i festival delle serenate sono assai diffusi e di grande successo, come in tante regioni italiane. Badolato borgo intende lavorare pure per le serenate italiane ed estere affinché si ottenga tutti insieme il riconoscimento dell’UNESCO.
3 – LA PIETRA E LA FONTANA DELL’INNAMORATO


Poi, si sa, ogni paese, specie nel nostro Sud, le fontane e le fontii erano il luogo privilegiato per i giovinotti di adocchiare a fini amorosi le giovinette che non avevano altra occasione (a parte le messa domenicale e le processioni religiose o le fiere) per scambiare sguardi o parole d’amore.
Quindi anche la fontana della ruga delle Margherite alla Jusuterra viene ora raccontata appunto come la fontana degli innamorati da Guerino Nisticò o da altri accompagnatori turistici al borgo di Badolato.




4 – COMITATO PER LE SERENATE PATROMONIO IMMATERIALE UNESCO


- Da badolatese, ovviamente, gradirei che tale Comitato abbia sede a Badolato, ma, a parte il mio sano campanilismo, ovunque sia la sede, è importante ed essenziale che tutti possiamo essere uniti ed efficaci nel raggiungere tale traguardo che sarà altamente educativo per le presenti e le future generazioni in ogni parte del mondo dove la pratica delle “Serenate” fa sognare e portare a compimento i buoni sentimenti, principalmente quello dell’amore nuziale e coniugale, matrimoniale e generazionale.
5 – BADOLATO TUTTO L’ANNO


L’ho ribadito pure nella recente lettera n. 240 che hai pubblicato giovedì 28 marzo 2019 alle ore 09,30 ( https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-240-il-fai-fondo-ambiente-italiano-e-badolato-1987-2019/). Ognuna delle 52 settimane di cui si compone l’anno può essere utilizzata per una diversa iniziativa che valorizzi le principali peculiarità culturali e produttive del nostro territorio. Ecco, la settimana delle serenate potrebbe svolgersi in un periodo estivo di grande affollamento anche turistico, ma anche sotto Natale che, volendo, a Badolato potrebbe durare addirittura un intero mese, dal 7 dicembre al 6 gennaio.
6 – IL NATALE LUNGO UN MESE OVVERO LA BADOLATO DEI BAMBINI
Caro Tito, questo appena letto potrebbe essere lo slogan migliore (secondo me) per caratterizzare il mese di dicembre e i primi sei giorni di gennaio. Ma potrebbe essere denominato pure BADOLATO SESAMO E COUS-COUS FEST. Ne ho parlato stamani con lo stesso Guerino Nisticò. Il sesamo, in particolare, da noi, in Calabria, dà maggiormente il senso del Natale.
E il cous-cous potrebbe essere il pasto povero per attendere il periodo natalizio che, da noi in occidente, rappresenta la festività dell’eccesso alimentare e consumistico. Inoltre il “cous-cous” (come dimostrano tutte le sagre e manifestazioni dedicate a questo cibo mediterraneo) è un elemento di fratellanza tra diversi popoli prevalentemente frugali. Quindi, il cous-cous prima di Natale potrebbe essere un invito alla frugalità, all’unione tra i popoli, al risparmio energetico e al buon uso delle risorse del nostro pianeta.


Riguardo il SESAMO, fino agli anni settanta-ottanta era assai frequente trovare le famiglie contadine badolatesi riservare una parte dei loro terreni alla coltivazione della pianta del sesamo non a fini commerciali ma unicamente per poter comporre il dolce natalizio del “cunfettu” cioè un torroncino (in genere cm. 12 x 2 x 2) fatto essenzialmente di sesamo, noci e mandorle (tutto preventivamente tostato), buccia di arancia o mandarino amalgamati con miele o vino cotto. Una delizia, davvero, di cui noi bambini andavamo ghiotti.
E, poiché io stesso ne andavo ghiottissimo, aiutavo i miei genitori a prendermi cura della piantagione familiare annuale. E poiché il torroncino del sesamo ricorda il Natale, propongo di realizzare a Badolato borgo una sagra proprio riservata ai bambini, pure dal momento che le manifestazioni in atto hanno un destinatario indifferenziato, ma comunque preferibilmente adulto. Una festa questa del “Sesamo e Cous-cous Unicef Fest” tutta dedicata ai bambini che vi partecipano ma anche a quelli che hanno bisogno di essere aiutati tramite l’UNICEF (agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia del mondo) che potrebbe patrocinare l’evento.


Una simile manifestazione (che potrebbe durare da un giorno prima dell’Immacolata, una festa assai sentita a Badolato, fino all’Epifania) potrebbe essere l’occasione di parlare di alimentazione per l’infanzia e, più in generale, di sana alimentazione per tutti. Quindi pediatri, dietisti e quanto altro utile alla crescita dei bambini potrebbero essere al centro della sagra lunga un mese, durante cui esporre tutti i dolci tipici della tradizione del Natale. Si potrebbe persino coniare uno slogan efficace BADOLATO IL NATALE LUNGO UN MESE (cioè dal 7 dicembre al 6 gennaio).


La seconda settimana (dal 14 al 20 dicembre) potrebbe essere dedicato ai dolci natalizi e, specialmente, al dolce preferito da tutti, in particolare dall’infanzia, vale a dire la NUTELLA chiedendo alla Ferrero SpA un’adeguata sponsorizzazione. In tale settimana, potrebbero esserci incontri con tutti coloro che si occupano dell’infanzia a vario titolo (pediatra, dietisti, giornalisti, scrittori, stilisti, costruttori di giocattoli ecc.). La terza settimana (dal 21 al 27 dicembre) potrebbe essere dedicata ai doni di Babbo Natale e della Befana. Pure in tali giornate potrebbero realizzarsi incontri con studiosi, artigiani ed industriali di prodotti e servizi per l’infanzia. Ma queste dal 21 al 27 dicembre possono essere giornate dedicate, più intimamente e religiosamente, ai canti natalizi e, in particolare, alle SERENATE A GESU’ BAMBINO.
Infatti, la quarta settimana (dal 28 dicembre al 3 gennaio) potrebbe essere dedicata ai Canti di Natale e a tutte le altre tradizioni e curiosità natalizie, con alcuni “Babbo Natale” presenti a Piazza Castello per distribuire regalini e dolcetti ai bambini. In particolare, tra Natale e Capodanno potrebbe avere luogo una mostra mercato dell’Editoria per l’Infanzia (libri di favole, libri più pedagogici, video-fiabe, telefonini, programmi TV e quanto altro l’industria del settore riserva ai bambini). Pure qui potrebbero esserci incontri e dibattiti su come migliorare l’educazione dei bambini in tempi in cui i mezzi di comunicazione di massa possono riservare parecchie insidie. Qualche giornata potrebbe essere riservata al cinema per l’infanzia e sull’infanzia con interventi di registi, autori, giornalisti, ecc.


Gli ultimi tre giorni dovrebbero essere riservati alle conclusioni, tenute dai bambini e dai loro genitori, nonni, educatori, parenti, ecc. sia sulla manifestazione del NATALE LUNGO UN MESE e sia sui desideri di miglioramento e le esigenze delle famiglie. Ovviamente, questo mese potrebbe essere il “contenitore” di tantissime altre cose. L’importante, come sempre è iniziare. Poi, andando vedendo. Ricordando che Giffoni Valle Piana è un paese di 12 mila abitanti dell’entroterra della provincia di Salerno e, benché isolato tra le montagne, è riuscito a diventare il più importante festival cinematografico per bambini e ragazzi al mondo. E adesso è alle soglie del 50° anno di attività continuativa. Volere é potere!
7 – SALUTISSIMI
Caro Tito, che dirti?… Noi vorremmo il meglio del meglio per i nostri rispettivi paesi natii. Purtroppo non sempre è possibile realizzare desideri, programmi e proposte (anche se fattibili con poco sforzo). Il nostro compito di “intellettuali” (che abbiamo anche esperienza di parecchi impegni profusi in campo sociale) è sempre quello di fornire prospettive e lungimiranze, sebbene con eccesso di ottimismo. Meglio essere utopici che inattivi. Ed è più probabile che qualcosa nasca dall’Utopia piuttosto che dall’Apatia.
Con l’appuntamento alla “Lettera n. 261” ti ringrazio e ti saluto. Sempre molto cordialmente e con riconoscenza.
di Domenico Lanciano
[Pubblicato su autorizzazione dell’autore e tratto da CostaJonicaWeb.it, Quotidiano on line per Calabria e Sicilia – Editrice “Associazione MaryWebEventy” – Messina] – Le foto sono state tratte dal web.





























