Per la seconda volta in due anni, gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Rodari” sono tornati per così dire “sul luogo del delitto”, in località “Calvario” di Soveria Mannelli. Un delitto non certo loro, ma di chi continua a inquinare impunemente l’ambiente senza dare segni di pentimento neppure davanti a un gesto così generoso.
Anche questa volta, infatti, i ragazzi, animati da uno spirito encomiabile, si sono trovati a dover riempire diversi sacchi di rifiuti e di oggetti tra i più impensabili, tutti raccattati in un tratto del letto del fiume Amato e nei suoi immediati dintorni.
In questo caso, sono state le classi II A e II B dell’Istituto, accompagnate dalle insegnanti Pasqualina Arcuri, Tommasina Baratta e Cinzia Fiorenza, e dal carabiniere Antonio Mancuso del Reparto Biodiversità di Catanzaro, comandato dal Colonnello Nicola Pucci, a dimostrare un grande attaccamento al proprio territorio.
Alla fine del lavoro, tutta la zona, che ricomprende un’area pic-nic e una fontana, battezzata in passato dagli stessi ragazzi “Fontana Amata”, ha assunto nuovamente un aspetto civile e vivibile, riacquistando la sua bellezza naturale.
“Il fiume Amato nasce nel territorio di Soveria Mannelli e rappresenta quindi un suo patrimonio ambientale. Questo suo tratto, particolarmente bello, è un vero e proprio biglietto da visita per la città, trovandosi anche su una delle sue principali strade di accesso. Per questo non può essere abbandonato a se stesso, ma deve essere curato e soprattutto mantenuto pulito.” Ci ha tenuto a dire Antonio Mancuso, animatore dell’iniziativa, che opera stabilmente presso il Centro Visite “Antonio Garcea” sito in località Monaco di Villaggio Mancuso.
L’esperienza sul campo è stata svolta nell’ambito del progetto “Micro e macro biocomplessità”, promosso dall’Arma dei Carabinieri e rivolto a tutte le scuole d’Italia. Un progetto cui l’IC Rodari e la sua Dirigente Enrica Pascuzzi hanno aderito con la consueta sensibilità verso le tematiche ambientali.
Il lavoro proseguirà il prossimo giovedì 12 aprile con la piantumazione di siepi, donate dall’Arma dei Carabinieri, sull’argine del fiume, in modo da renderlo più saldo, evitando frane e smottamenti del terreno, e di migliorarne ulteriormente l’aspetto, magari proteggendolo anche da chi non riesce proprio a capire che, utilizzandolo come discarica abusiva, fa del male a una risorsa ambientale che è di tutti e per questo anche sua.
di Raffaele Cardamone




























