Non esiste ostacolo nel cammino della vita che non si possa sfruttare per la propria crescita personale e sociale.
Una visione esistenziale che ben si attaglia all’edificante biografia di Elisabeth Rosanò.
La sociologa di Girifalco, a soli sei anni, ha assistito all’omicidio della madre Anja, vittima della violenza del marito. L’assenza di una mamma in una famiglia è dirompente.
Un dolore ineffabile a cui risponde con umanità. Elisabeth ha raggiunto la tanto agognata laurea dedicata a sua mamma e ora continua a brillare in un nuovo contesto dove la speranza ha messo radici, dove i genitori adottivi Mirella e Domani raccontano una storia che tocca le corde dell’emotività e della resilienza.
Nei giorni scorsi, l’associazione nazionale sociologi Calabria ha conferito a Elisabeth Rosanò l’importante incarico di referente sociometrica e scientifico-operativa per la prevenzione della violenza e tutela degli orfani speciali del dipartimento Calabria. Ieri, l’inattesa e gratificante deliberazione è stata messa nera su bianco. In altre parole: potrà evitare che succeda ad altri ciò che lei ha vissuto oppure curare cicatrici per un sempre possibile riscatto.
I traguardi di Elisabeth Rosanò, molto attiva in ambito universitario, conviene scriverli con la matita: cambiano di continuo.




























