La prima volta, si sa, è un’esperienza universale che attraversa l’esistenza di ogni persona: nulla si eterna nella vita come ciò che ancora non conosciamo.
Non difetta di ispirazione il nuovo libro del professore di lettere petronese Enzo Bubbo: ce n’è tanta e contagia. È stata appena annunciata la pubblicazione del volume Il fascino della prima volta. Anche stavolta, Enzo Bubbo opta per il saggio come genere che più si addice a abbracciare un argomento poco banale: si racconta l’aura meravigliosa dell’emozione mai provata prima. Primo o prima che sia, cambia il genere, ma non la sostanza: la prima volta è un momento che non si ripeterà mai più con la stessa intensità. Un racconto che meritava un saggio-manifesto.


L’opera Il fascino della prima volta , edita sempre da Officine editoriali da Cleto con il responsabile Marco Marchese, parla dello stupore degli esordi, degli inizi, di tutte le esperienze mai fatte prima: contengono più luce, la vita si allarga, i sensi si amplificano e si avverte una profonda connessione con il mondo. Un momento atteso e sospeso. C’è così una prima volta nella famiglia, nell’amicizia, nella politica, nella scuola, nella bellezza, nell’amore, ma anche nella delusione, nella guerra, nel disagio giovanile, nella povertà, nell’inquinamento e nella morte. E’ un libro che ne contiene molti altri. La prima volta implica ali per volare, desideri da esprimere, ma anche radici che lasciano impronte incancellabili. Sono sentimenti e contesti che attraversano la vita di tutte le persone: un cammino comune con pennellate autobiografiche.
“Il fascino della prima volta: ci sono parole che non si limitano solo a spiegare un concetto, ma danno l’impressione di racchiudere mondi interi. Parlano di noi. Non sono improvvisate le dieci sillabe che danno il titolo al presente saggio immaginato come spazio di espressione e indagine. La prima volta è una Musa ispiratrice che porta ali, ma anche radici: siamo fatti di sogni e siamo nel cassetto dei ricordi anche quando ce ne dimentichiamo. Tutto quello che splende di luce nuova è pertanto affine all’umanesimo perciò ispira e illumina, portando consapevolezza anche nelle criticità. Un’emozione che non ha repliche e non ti molla mai. C’è un’aura magica attorno a una prima volta. È quel momento sospeso in cui l’aspettativa incontra la realtà, creando un cortocircuito di emozioni che non si ripeterà più con la stessa intensità. Scopo dell’opera: interpretare la complessità di una vita che prima o poi finisce e va, quindi, spesa bene con la bellezza delle prime volte. La mancanza di un precedente in una nuova metamorfosi rende l’emozione ineffabile, svelando una connessione profonda con il mondo: una meravigliosa filosofia di vita. È impossibile ignorare la fascinazione di una prima volta: i giorni con qualcosa di inedito dispiegano sorrisi e certezze con i sensi in piena allerta, i giorni senza cambiamenti sono invece forieri di mestizia e distacco con assenza di stimoli”, si legge nella quarta di copertina della nuova opera letteraria di Enzo Bubbo, anche collaboratore della nostra testata e più volte insignito di premi anche internazionali, come lo Switzerland prize literary di Lugano.
Il saggio-manifesto “Il fascino della prima volta” si fregia della prefazione del giornalista e youtuber Stefano Bolotta di Lecco e della postfazione del filosofo Massimo Iiritano, mentre la stupenda copertina è opera del docente e street artist Andrea Bolotta.
Enzo Bubbo è anche l’autore, sempre con Officine editoriali da Cleto, di due opere che, si veda il prestigioso progetto regionale di lettura Gutenberg, non sono passate inosservate: Semi di legalità con omaggio al giudice Emilio Ledonne e Siamo fatti di parole con tributo al preside e scrittore Fiore Scalzi.
Ora un altro libro con nuovi orizzonti e nuove narrazioni per l’impegnata e ispirata penna di Petronà, già autore di tre saggi in poco più di due anni.




























