Ritorna su Amazon il poliedrico scrittore calabrese Pierluigi Curcio, questa volta con una storia tutta da leggere, pagina dopo pagina. Milone, questo il titolo della nuova fatica letteraria del talentuoso scrittore, che ama sorprendere i suoi lettori con “certosini” colpi di scena. Con la sua “penna” solca i raffinati mari della cultura, conquistando, nel corso della sua carriera, un diploma da finalista al prestigioso premio “Mario Soldati”, il premio “Ginevra 2007”, e il premio internazionale “Borgo Ligure”
Con la redazione de “ilreventino” abbiamo raggiunto telefonicamente Pierluigi Curcio, conosciamo meglio questa sua nuova avventura sui sentieri della scrittura.
Pierluigi, grazie per questa chiacchierata, chi era Milone?
Milone di Crotone, il più grande atleta del mondo antico, celebrato da artisti e scrittori. La fama conquistata sui campi di lotta dei giochi panellenici echeggia ancora oggi.
Cosa puoi dirmi su questa figura straordinaria?
Gli scritti che ci giungono sull’eroe krotoniate lo dipingono come uno smargiasso, dalla parola facile, dall’appetito senza fine e caratterizzato da una forza sovrumana. Genero di Pitagora il filosofo. Distruttore di Sibari. Sembra una strada costellata di vittorie e successi. Un predestinato alla gloria e quel che avrei dovuto scrivere, sarebbe dovuto essere un inno alla potenza e alla forza di Kroton, ma sappiamo tutti che ogni medaglia splendente ha un rovescio oscuro.
Vuoi svelare qualcosa sulla trama?

Non voglio svelare nulla della trama, ( Sorride ndr), ma già in Proditor, mi ero cimentato con un personaggio apparentemente negativo, in cui il livore per la vita sembrava aver avuto il sopravvento.
Milone ha tutto, eppure non ha nulla e non c’è redenzione né rispetto neppure per gli déi che ha imparato a venerare dall’infanzia.
Cosa puoi aggiungere?
Milone è stato un palliativo per sfogare la mia di rabbia e di tutti coloro che avrebbero voluto una vita diversa, costretti ad adeguarsi quando avrebbero voluto alzare la testa e reagire, per chi ha capito che essere liberi equivale a una vita da cicale e solitudine. Per quanti hanno perso quell’unico e solo amore che avrebbero voluto custodire e proteggere tutta la vita e che terranno comunque con sé e in sé per tutta la vita.
Omar Falvo
Giornalista pubblicista

























