
Quando si incrociano certe storie non si può rimanere indifferenti. Sulla nostra mail di redazione è arrivata una richiesta, fatta con grande garbo e gentilezza, di attenzione verso un progetto letterario particolare che racchiudeva in sé una storia dal significato, umanamente molto profondo e toccante. Con delicatezza, ma con lo spirito cronistico che ci contraddistingue, volevamo raccontarla, anche perché ha un finale lieto e da essa è nata un’intuizione che contiene un messaggio forte e originale sulla vita e sull’ascolto.
La protagonista è Sabrina, giovane donna lametina, ma trapiantata, da alcuni anni ormai, per amore, a Decollatura.
La sua casa si trova a Gesariellu, nella parte nuova dello storico villaggio che ha contraddistinto il turismo nel paese del Reventino negli ultimi 40 anni del secolo scorso. Un posto suggestivo con i colori dell’autunno che dipingono splendidi quadri nei boschi circostanti la zona residenziale.
La incontriamo e ci accoglie con grande piacere preparandoci subito un buon caffè…
Parliamo un po’di te.
“Si certo. Mi chiamo Sabrina Maruca, ho 37 anni e sono una commercialista e mamma di due bambini meravigliosi, Noah di 7 anni e Miah di 5 anni. Sono nata e cresciuta a Lamezia Terme in una famiglia numerosa e dal 2014 vivo a Decollatura, dove ho riscoperto il valore della lentezza, del silenzio e della bellezza nascosta nelle cose semplici. Per molti anni sono stata intrappolata tra doveri, aspettative e l’ansia di fare sempre tutto alla perfezione, finché un evento difficile ha stravolto la mia vita e il mio modo di vedere me stessa e gli altri. È stato l’inizio di un percorso che non avevo scelto, ma che mi ha costretta a fermarmi e a rimettere in discussione tutto ciò che credevo di sapere sulla forza, sul controllo e soprattutto sulla felicità”.
Mi accennavi a un problema, purtroppo, con tua figlia più piccola.
“Si, vero. A mia figlia è stato diagnosticato un tumore dei tessuti molli e ha dovuto affrontare rimozione, chemioterapia e radioterapia ma per fortuna, ad oggi, i controlli sono negativi e lei ha ripreso la sua vita spensierata da bambina”.
Immagino sia stato un momento duro da affrontare.
“Paradossalmente, il momento per me più complesso non è stato durante i mesi delle cure di mia figlia, dove ogni giornata richiedeva lucidità, resistenza e determinazione. In quel periodo ho indossato una specie di corazza protettiva perché mi sono imposta che dovevo essere forte, presente, affidabile e ogni energia era concentrata sul resistere e andare avanti”.
E poi cos’è successo?
Come dicevo, proprio allora sono iniziate, inaspettatamente, le vere difficoltà. Quando, alla fine dei trattamenti, tornate definitivamente a casa, mi aspettavo che la vita tornasse semplicemente “alla normalità”. In quel momento la corazza si è sgretolata e mi sono ritrovata vulnerabile, svuotata, disorientata. Mi sentivo terribilmente in colpa perché, nonostante tutto ciò che avessi, non riuscivo più a sentirmi felice, come se il dolore avesse oscurato ogni possibilità di gioia”.
Un crollo comprensibile quando, dopo un periodo di stress, si scarica la tensione. Siamo esseri umani…
“Certo ci può stare. È stato un momento, personalmente, molto duro, ma, allo stesso tempo, di grande riflessione e analisi interiore che mi ha insegnato, tra le altre cose, quanto sia importante notare e godere dei piccoli momenti di luce che ci sono anche nelle giornate più buie. Da quella oscurità è nata una scintilla: la comprensione che la felicità non è un traguardo da raggiungere, ma un cammino da percorrere ogni giorno con pazienza e costanza”.

Ci puoi spiegare meglio, Sabrina?”.
“Da questa intuizione è nato il Taccuino della Felicità, un viaggio di 21 giorni per allenare mente, cuore e corpo a ritrovare equilibrio e armonia: l’intento non è quello di “insegnare a essere felici”, ma di riabilitare la semplice capacità di sentire”.
E questa intuizione si è trasformata in un libro?
“Si, ho scelto di farla diventare un libro perché credo che i valori che racchiude, ovvero resilienza, cura di sé stessi e degli altri, gratitudine, accettazione e non rinnegazione del dolore, possano toccare corde universali ed essere di supporto a molte persone che magari stanno attraversando un momento di smarrimento così come l’ho vissuto io. Credo possa offrire uno spunto per rallentare, per riconnettersi con sé stessi e soprattutto per imparare a riconoscere e apprezzare quei piccoli momenti di felicità che ogni giorno ci scorrono davanti e che troppo spesso ignoriamo presi dalla corsa frenetica della vita”.
Ci puoi anticipare qualcosa?
“Il Taccuino della Felicità è realizzato sotto forma di agenda tascabile perché non è un libro da leggere tutto d’un fiato ma un compagno di viaggio pensato per accompagnare il lettore una pagina alla volta, con attenzione e presenza. Ogni giorno propone tre semplici attività che prevedono piccoli esercizi facilmente integrabili nella vita quotidiana, cosi strutturate:
- una dedicata alla mente, per allenare il pensiero positivo, la concentrazione e la focalizzazione sul momento presente;
- una per il cuore, per coltivare gratitudine, gentilezza e connessione autentica con sé stessi e con gli altri;
- una per il corpo, per ascoltarsi attraverso il respiro, il movimento e le sensazioni fisiche.
Non ci sono esercizi impossibili o obiettivi irrealistici, ma uno spazio intimo e libero in cui scrivere, riflettere e allenarsi ogni giorno… l’unico obbligo è farlo con costanza per innescare un vero cambiamento. Il libro alterna momenti di introspezione, spunti di riflessione, citazioni ispiranti e pagine bianche dove il lettore può annotare i propri pensieri, emozioni e scoperte. Alla fine del percorso, Il Taccuino della Felicità non è più soltanto un libro, ma un luogo in cui tornare nei momenti di fatica o di disorientamento, un mantra che ricorda che anche nelle giornate più difficili c’è sempre un piccolo motivo per sorridere”.
So che il libro è finito, ma non ancora editato.
“Esatto. Attualmente il progetto è in campagna di crowdfunding con Bookabook, una casa editrice indipendente: una fase fondamentale perché grazie al sostegno dei lettori, raggiungendo l’obiettivo di 200 copie in 100 giorni, il libro potrà essere ufficialmente pubblicato e distribuito nelle librerie e negli store online. A questo proposito lascio il link della campagna di pre ordine: https://bookabook.it/libro/il-taccuino-della-felicita/”.
Bene, speriamo questa intervista contribuisca in maniera fattiva alla realizzazione del tuo bel progetto. Contiamo sulla generosità e sul senso di responsabilità dei nostri lettori che, sicuramente, saranno d’aiuto per raggiungere il traguardo che ti sei posta. In bocca al lupo Sabrina!
“Grazie, viva il lupo e viva la felicità che i piccoli gesti quotidiani ci regalano”.




























