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	<title>nazismo Archivi - ilReventino.it</title>
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	<description>vi raccontiamo la Calabria centrale</description>
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		<title>La nostra Repubblica non sta bene. Dobbiamo salvarla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Falbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 08:49:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’“eversione nera” stiamo cadendo nell’“eversione imbiancata”. La Repubblica è democratica e fondata sul lavoro? I Principi ci sono. È stato impedito di attuarli. Ora si va verso il peggio. Sia sul piano istituzionale, sia sul piano sociale. Sta subendo un processo regressivo. L’abbiamo salvata dalle trame golpiste e dalle stragi. Stavolta le minacce sono più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’“eversione nera” stiamo cadendo nell’“eversione imbiancata”.</p>
<p>La Repubblica è democratica e fondata sul lavoro? I Principi ci sono. È stato impedito di attuarli. Ora si va verso il peggio. Sia sul piano istituzionale, sia sul piano sociale. Sta subendo un processo regressivo. L’abbiamo salvata dalle trame golpiste e dalle stragi. Stavolta le minacce sono più subdole. Vengono dall’interno delle sue stesse istituzioni.</p>
<p>Il 17 marzo 1861 si era formato nella Penisola il Regno d’Italia, che, come afferma lo storico Gentile, non è mai stato celebrato e condiviso a sufficienza. Perché si avviò l’unificazione dei territori ma non si “fecero gli italiani”.</p>
<figure id="attachment_112544" aria-describedby="caption-attachment-112544" style="width: 243px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/E_nata_la_repubblica_-_Anna_Iberti.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-112544" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/E_nata_la_repubblica_-_Anna_Iberti-243x350.jpg" alt="" width="243" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/E_nata_la_repubblica_-_Anna_Iberti-243x350.jpg 243w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/E_nata_la_repubblica_-_Anna_Iberti-711x1024.jpg 711w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/E_nata_la_repubblica_-_Anna_Iberti-750x1080.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/E_nata_la_repubblica_-_Anna_Iberti.jpg 800w" sizes="(max-width: 243px) 100vw, 243px" /></a><figcaption id="caption-attachment-112544" class="wp-caption-text"><em>Nascita della Repubblica</em></figcaption></figure>
<p>Il 2 giugno 1945 nacque la Repubblica italiana.</p>
<p>Dopo il ventennio fascista, con il Duce che fece uccidere, incarcerare, torturare, confinare e perseguitare. Costrinse all’espatrio e alla clandestinità tanti avversari politici. Cancellò le associazioni e la libera comunicazione. Scatenò odio razziale sfociato nell’olocausto fascio-nazista. Dopo le fallimentari guerre coloniali- imperialiste e i tre cruenti anni di guerra, drammatica in tutti i fronti per i soldati italiani, dall’Africa, ai Balcani, al Don. In pieno inverno russo, da dove, degli 80mila soldati spediti tornarono in qualche migliaio.</p>
<p>Arrivò l’implosione del Fascismo il 25 Luglio 1943. Seguì l’8 settembre la dichiarazione di un ambiguo Armistizio. Che provocò nell’Esercito e nel Paese un pericoloso smarrimento. Ci vollero i 19 mesi di lotta partigiana, della vittoriosa Resistenza, per riscattare l’Italia dalle infamie del Fascismo, e del Nazismo. Per guadagnarsi la reputazione di una Patria di tutti gli italiani.</p>
<figure id="attachment_112547" aria-describedby="caption-attachment-112547" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/fcac7ca9-72b0-4932-b865-e74af2b42313.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-112547" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/fcac7ca9-72b0-4932-b865-e74af2b42313-350x237.jpg" alt="" width="350" height="237" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/fcac7ca9-72b0-4932-b865-e74af2b42313-350x237.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/fcac7ca9-72b0-4932-b865-e74af2b42313-1024x693.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/fcac7ca9-72b0-4932-b865-e74af2b42313-750x508.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/fcac7ca9-72b0-4932-b865-e74af2b42313-1140x771.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/fcac7ca9-72b0-4932-b865-e74af2b42313.jpg 1200w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-112547" class="wp-caption-text"><em>Il voto alle donne</em></figcaption></figure>
<p>Folle chiassose ed entusiaste si ritrovarono davanti ai seggi a esercitare il diritto di voto, quasi il 90%. Il Duce lo aveva conculcato con leggi plebiscitarie. Poi lo cancellò del tutto. Decideva tutto lui! Folle riempite di donne cariche dell’orgoglio storico di poter partecipare per la prima volta a una tornata elettorale. Uscendo dai silenziosi sacrifici, dolori e pianti della guerra. Sui volti, assieme all’orgoglio dei contributi di collaborazione data alla lotta partigiana, si leggevano le sofferenze delle paure, il dolore della perdita di fidanzati, di mariti, di figli caduti, per i tanti feriti e i molti dispersi. Nel cuore sempre aspettati…</p>
<p>Negli occhi la luce di speranza di un “migliore avvenire”.</p>
<p>Si votava su una scheda semplice: Repubblica o Monarchia.</p>
<p>La campagna elettorale era stata vivacissima e contrastata.</p>
<figure id="attachment_112542" aria-describedby="caption-attachment-112542" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/repubblica-monarchia.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-112542" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/repubblica-monarchia-350x247.jpeg" alt="" width="350" height="247" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/repubblica-monarchia-350x247.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/repubblica-monarchia-120x86.jpeg 120w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/repubblica-monarchia.jpeg 373w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-112542" class="wp-caption-text"><em>Scheda Referendum Monarchia-Repubblica</em></figcaption></figure>
<p>L’esito elettorale, dopo qualche incertezza volutamente diffusa, fu chiaro: <em>Repubblica 12.717.923 voti &#8211; Monarchia 10.719.284 voti.</em></p>
<p>Nacque la “democrazia rappresentativa” basata sul diritto di voto libero e universale, maschi e femmine. Durante il Regno avevano potuto votare solo i maschi ricchi e o istruiti. Durante il Fascismo, solo gli uomini su schede plebiscitarie, per candidati scelti. Dopo il 1934 più nessuno.</p>
<p>Si riorganizzarono i Partiti, i Sindacati, le Associazioni d’ogni tipo.</p>
<p>Le prime elezioni libere diedero la composizione del Parlamento nelle due Camere. Tra gli eletti dei vari partiti, unitamente, venne formata l’Assemblea Costituente, per elaborare la Costituzione.</p>
<figure id="attachment_112545" aria-describedby="caption-attachment-112545" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/25-Aprile-2925.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-112545" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/25-Aprile-2925-350x263.jpg" alt="" width="350" height="263" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/25-Aprile-2925-350x263.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/25-Aprile-2925-1024x771.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/25-Aprile-2925-750x564.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/25-Aprile-2925-1140x858.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/25-Aprile-2925.jpg 1200w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-112545" class="wp-caption-text"><em>La lotta per la Libertà</em></figcaption></figure>
<p>Non solo la Costituzione più “bella del mondo”. Anche la più etica e nobile nei Principi e nei Valori universali: Eguaglianza, Giustizia, Libertà e Pace.</p>
<p>Poteri statali basati sulla separazione: Legislativo, Esecutivo e Giudiziario.</p>
<p>Con missioni precise: 1- Tutti cittadini uguali. 2- Lo Stato, per chi nasce in condizioni svantaggiate, deve creare le stesse opportunità di cittadinanza, nello Studio, sulla Sanità, nella Cittadinanza, senza distinzioni alcune.</p>
<p>Valori universali protesi a realizzare una Società di solidarietà e Umanità. Vocata alle relazioni di Pace. Con la “Legge uguale per tutti”.</p>
<p>Pensate che gli Alleati anglo-americani fossero contenti? No!</p>
<p>Gli Inglesi avrebbero voluto la continuazione del sistema monarchico.</p>
<p>Gli USA avrebbero voluto un governo fantoccio.</p>
<p>Con gli accordi di Yalta l’Italia sarebbe dovuta rimanere sotto la loro influenza, tenendo lontane dall’area del Governo le forze di sinistra. Soprattutto i Comunisti.</p>
<p>Costituita subito la NATO i Paesi occidentali del Patto militare sono stati disseminati di basi americane dotate anche di atomiche.</p>
<p>Così è stato, Compresa la cruenta orchestrazione del sequestro e uccisione di Moro, 9 maggio 1978, con copertura pilotata delle Brigate Rosse. Le Brigate Rosse furono l’apice del “maligno sogno” che affascinò troppi giovani e pensatori liberi, che si consideravano rivoluzionari. Senza capire che la “rivoluzione” in Italia c’era già stata e si chiamava “Lotta partigiana”, “Resistenza”. Divennero solo utili alla reazione. La colpa di Moro? Quella di aver capito quanto l’Italia fosse rimasta a “sovranità limitata”. Con un sistema democratico monco, minacciato all’interno e dall’esterno, con profonde fratture sociali. Lo voleva compiuto, d’intesa con Berlinguer, a sua volta conscio di non dover restare allineato all’URSS. Cercavano l’incontro tra le maggiori forze popolari. Per superare l’esclusione del PCI dalla formazione di un Governo. Per dare al popolo italiano un assetto istituzionale stabile e compiuto, a salvaguardia degli interessi nazionali e delle masse lavoratrici.</p>
<p>Pensate che tutti gli Italiani furono contenti della Repubblica e della Costituzione? No!</p>
<p>Fin dai primi giorni di vita nacquero avversità.</p>
<p>1- L’avversione ai valori costituzionali di giustizia sociale da parte di gruppi di potere agrario e industriale, timorosi dell’avanzata delle masse contadine e operaie, guidate da sindacati e partiti di sinistra. Si aveva paura che con l’emancipazione e l’affrancamento dalle sudditanze e dagli sfruttamenti, venissero scardinati i persistenti assetti sociali di privilegio e dominio di “classe”. L’avanzamento sociale tendeva a ottenere la dignità di lavoratori ed emancipazione civica. Come scritto in Costituzione.</p>
<p>2- L’avversione di gerarchie ecclesiastiche, per un certo ruolo storico esercitato dalla Chiesa, da sempre a sostegno dei ceti padronali.</p>
<p>3- L’avversione di un blocco ideologico, di natura revanscista, antisociale, antidemocratica, antisindacale, antipartitica. Un blocco che non sopportò lo spirito costituzionale di promuovere rapporti di pari cittadinanza: da Sudditi a Cittadini.</p>
<p>Una miscela di ostilità minacciosa fin dalla nascita della Repubblica. Una coagulazione intorno a gruppi e associazioni di natura stragista, eversiva, con composizioni fascio-massoniche-mafiose supportate da uomini degli apparati deviati dello Stato.</p>
<p>Le sentenze giudiziarie, dopo anni e anni di faticose indagini, lo hanno certificato. Le carte sulla “P2” di Sindona ci hanno consegnato le radiografie di quante e quali “personalità”, singole e raggruppate, hanno per anni tramato contro le istituzioni repubblicane. Secondo un piano tendente a rovesciare il sistema democratico e instaurare poteri “dominanti”.</p>
<figure id="attachment_112543" aria-describedby="caption-attachment-112543" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Portella-della-Ginestra-2018.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-112543" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Portella-della-Ginestra-2018-350x287.jpg" alt="" width="350" height="287" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Portella-della-Ginestra-2018-350x287.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Portella-della-Ginestra-2018-750x614.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Portella-della-Ginestra-2018.jpg 800w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-112543" class="wp-caption-text"><em>Portella della Ginestra</em></figcaption></figure>
<p>Il primo eccidio si consumò sul pianoro di Portella della Ginestra nel Primo Maggio del 1947. La Festa dei lavoratori che il Fascismo aveva cancellato. La giornata dei lavoratori festanti fu insanguinata dalla banda di Salvatore Giuliano, su mandato delle baronie latifondiste e fascio massoniche.</p>
<p>Senza che lo Stato si sia impegnato a fare giustizia. Con le morti misteriose dei due protagonisti principali. Giuliano stesso e Gaspare Pisciotta.</p>
<p>Ne seguirono altri eccidi, tra cui i due contro folle contadine in Calabria, a Torre Melissa e a Calabricata di Sellia Marina.</p>
<p>In Sicilia fu fatto sparire il sindacalista partigiano, socialista Placido Rizzotto. Solo di recente sono stati rinvenuti i resti.</p>
<p>L’attacco alle Istituzioni repubblicane è stato continuo, durato anni. Sono denominati gli “anni di piombo”. O delle “stragi di Stato”</p>
<p>Il Presidente Mattarella, l’altro giorno, commemorando i caduti di Piazza della Loggia a Brescia, del 28 maggio 1974, 8 morti, per lo scoppio di una bomba durante una manifestazione sindacale, ha affermato che la Repubblica negli anni ha subito un attacco di “eversione nera”.</p>
<figure id="attachment_112546" aria-describedby="caption-attachment-112546" style="width: 323px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Bologna-2017.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-112546" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Bologna-2017-323x350.jpg" alt="" width="323" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Bologna-2017-323x350.jpg 323w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Bologna-2017-944x1024.jpg 944w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Bologna-2017-750x814.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Bologna-2017-1140x1237.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Bologna-2017.jpg 1200w" sizes="(max-width: 323px) 100vw, 323px" /></a><figcaption id="caption-attachment-112546" class="wp-caption-text"><em>Bologna, 2 agosto 1980</em></figcaption></figure>
<p>La catena delle “Stragi di Stato”, per gli smemorati e i disinformati, cominciò con quella di Piazza Fontana a Milano, dicembre 1969, 17 morti. Proseguì con quella dell’Italicus, 4 agosto 1974, con 12 morti. Quella alla Stazione Centrale di Bologna del 2 agosto 1980, con 85 morti. Va ricordato anche l’attentato alla “Freccia del Sud” presso Gioia Tauro, del 22 luglio 1970, con 5 viaggiatori morti. Si scoprì che il deragliamento fu causato da una bomba sui binari. Fu classificato come strage legata al clima provocato dalla ribellione dei “boia chi molla” di Reggio Calabria.</p>
<p>Se si nota bene la catena delle le “stragi di Stato”, si è consumata dal 1969 al 1980.</p>
<p>A questi anni corrispondono le lotte del movimento studentesco del ’68, degli operai guidati dalle tre confederazioni sindacali, i movimenti femministi. Anni di importanti conquiste sociali, diritti e maggiori tutele per i lavoratori: nella Scuola, con buona pace di Ernesto Galli della Loggia, ancora ostile, nella Sanità, nei Trasporti, nel campo dei diritti civili, nel tema della parità di genere, per l’emancipazione femminile. Conquiste rimaste incompiute, perché le ripercussioni stragiste mirarono proprio a fermare quel gran moto di riforme per il riscatto e la liberazione delle “energie popolari”.</p>
<p>A centinaia e centinaia, uomini dello Stato e cittadini civicamente impegnati, sono caduti con uccisioni mirate; giornalisti, studiosi, sindacalisti, dirigenti di partito, uomini in divisa, magistrati, amministratori locali, parlamentari, consiglieri e assessori regionali, sacerdoti… Gruppi di criminali politici e malavitosi si sono accomunati, più o meno coperti, per minare alla radice le Istituzioni repubblicane e la convivenza civile: Placido Rizzotto, Peppino Impastato, Giuseppe Valarioti, Bernardo De Mauro, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Aldo Moro, Alberto Dalla Chiesa, Biagi, Bachelet, Fortugno… tanti altri. Sul sito internet si leggono i nomi di 26 Magistrati trucidati: da Agostino Pianta nel ’69 a Luigi Daga nel ’99, in mezzo i più noti… Costa, Chinnici, Terranova, Scopelliti, Levatino, Falcone, Borsellino… Con le loro scorte, 29 uomini e donne, poliziotti e carabinieri: Vito Schifani, Angelo Corbo, Emanuela Loi, E tanti altri.</p>
<p>Stragi a ripetizione, intervallate. Tese a colpire il processo di avanzamento delle “masse popolari” che maturava nelle scelte sindacali e nelle forze politiche che ne interpretavano bisogni e interessi. Nel Sud sostenendo la secolare questione della distribuzione delle terre demaniali e dei latifondi, e delle perpetue ingiustizie sociali e sopraffazioni di clan. Nel Nord a sostegno delle rivendicazioni dei lavoratori dei cantieri e delle fabbriche. Nel Paese con le mobilitazioni per la conquista di diritti civili.</p>
<p>Tutti i tentativi stragisti trovarono la ferma mobilitazione di “masse popolari”. Le istituzioni repubblicane hanno retto. Dopo ogni strage, dopo ogni attentato e uccisioni mirate, le piazze, con grandi partecipazioni spontanee o organizzate da sindacati, forze politiche, comitati di cittadini hanno sbarrato la strada alla sovversione.</p>
<p>Ma danni gravi sono stati consumati impedendo l’attuazione piena di quanto è scritto nei 12 Principi della prima parte della Costituzione.</p>
<p>Furono conquistati importanti diritti sociali e civili.</p>
<p>Che oggi sono sotto attacco, In parte svuotati. Perché alla lunga si è prodotto anche un ripiegamento etico morale nella vita pubblica. Un offuscamento pericoloso nella coscienza civica e nella passione politica. Le profonde trasformazioni accelerate hanno modificato le stratificazioni sociali con la diffusione di modelli consumistici, individualisti ed egoistici. Comportamenti assai contrari alla partecipazione e alla salvaguardia di interessi per il “bene comune”. Si sono aggiunti qualunquismi, trasformismi, carrierismi e malaffare; con un malcostume politico arrogante e di svilimento delle istituzioni democratiche che ha fatto il resto. Ruberie sfacciatamente. Facendo crescere disaffezione e distacco in larghi strati di cittadini arrivati a rifiutare l’esercizio del voto. Per me non giustificati. Ma le cause ci sono e vanno affrontate.</p>
<p>Si eleggono Sindaci e Presidenti di Regione con il 35-40% di consensi. E di fronte a tanta disaffezione ci sono “Facce toste” governative. E non, che invitano al non voto!</p>
<p>Si è formato un Governo con il 20% circa degli elettori. Che è il consenso più basso dei tempi repubblicani. Eppure gli attuali governanti hanno l’impudenza di voler scardinare dall’interno l’assetto istituzionale della Repubblica.</p>
<p>All’”eversione nera” delle stragi sta subentrando la fase di una “eversione imbiancata”.</p>
<p>Mi sento di scrivere questo perché le tre riforme che si insiste di portare a termine, hanno finalità eversive. Se venissero approvate non saremmo più in una Repubblica parlamentare con la separazione dei poteri e con cittadini considerati tutti uguali. Lo so che vi sono troppe diseguaglianze. Ma, una cosa è poterle contrastare in nome di una Costituzione (art. 3) un’altra è trovarle costituzionalmente “istituzionalizzate”.</p>
<ol>
<li><strong> L’Autonomia differenziata</strong> provocherà proprio questo, tra gruppi sociali e territori.</li>
<li><strong> La separazione delle carriere</strong> dei giudici tenderà a portare il Pubblico ministero sotto le disposizioni governative, ministeriali, dettando quando e come perseguire dei reati e altri no. Questo Governo ci sta provando già. Parlando di sicurezza inventa nuovi reati a ripetizione che colpiscono i disagi e i dissensi invece di risolverne le cause. Nel mentre ne ha cancellati alcuni che servivano a contrastare il malaffare nella Pubblica Amministrazione ed erano indispensabili al contrasto alla criminalità organizzata.</li>
<li><strong> Il Premierato</strong> di suo scompagina la “Separazione dei Poteri”, svuota le Funzioni del Presidente della Repubblica e quelle del Parlamento, concentra il potere nelle mani di una Persona. Noi sappiamo per esperienza tragica che è cosa pericolosa. Nessuno si illuda che non potrebbe accadere di trovarsi sotto una forma istituzionale di un Governo di “aggiornato autoritarismo”. Quale rimedio? Partecipare.</li>
</ol>
<p>Iniziando recandosi a votare al Referendum dell’8 e del 9 Giugno.</p>
<p>Ognuno con il proprio convincimento. Ma, partecipiamo.</p>
<p>W LA REPUBBLICA ITALIANA</p>
<p><em>Angelo Falbo &#8211; Responsabile Lega SPI CGIL del Reventino</em></p>
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		<title>8 settembre 1943 &#8211; 8 settembre 2023: il senso delle date storiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Falbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 17:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[25 luglio 1943]]></category>
		<category><![CDATA[8 settembre 1943]]></category>
		<category><![CDATA[8 settembre 2023]]></category>
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		<category><![CDATA[Associazione Nazionale Partigiani d’Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#60;&#60;Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell&#8217;intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&lt;&lt;</em><em>Il </em><a href="https://www.wired.it/topic/governo"><em>governo</em></a><em> italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell&#8217;intento di </em><a href="https://www.wired.it/topic/risparmiare"><em>risparmiare</em></a><em> ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un </em><strong><em>armistizio al generale Eisenhower</em></strong><em>, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali </em><strong><em>attacchi</em></strong><em> da qualsiasi altra provenienza</em><em>&gt;&gt;.</em></p>
<figure id="attachment_95577" aria-describedby="caption-attachment-95577" style="width: 215px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Aprile-Ordine-del-Giorno-Grandi.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-95577" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Aprile-Ordine-del-Giorno-Grandi-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Aprile-Ordine-del-Giorno-Grandi-215x300.jpg 215w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Aprile-Ordine-del-Giorno-Grandi-360x504.jpg 360w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Aprile-Ordine-del-Giorno-Grandi.jpg 500w" sizes="(max-width: 215px) 100vw, 215px" /></a><figcaption id="caption-attachment-95577" class="wp-caption-text"><em>25 aprile &#8211; Ordine del Giorno Grandi</em></figcaption></figure>
<p>Con questo comunicato dell’8 Settembre 43, del M.llo Pietro Badoglio, termina il tormentato periodo del Regime Fascista, la cui caduta era già avvenuta il 25 Luglio. Inizia l’Armistizio con gli Alleati. Per l’Italia cessa la Seconda Guerra Mondiale alleata con la Germania. Inizia una fase di “guerra civile” che porterà alla Liberazione del 25 Aprile 1945. Con il referendum del 2 Giugno 1946, si formerà la Repubblica, e il 1° Gennaio 1947 seguirà l’entrata in vigore della sua Carta/ Legge fondamentale, la Costituzione.</p>
<p>In mezzo c’è una fase storica convulsa. Nella notte del 25 Luglio 1943, di fronte alle ripetute sconfitte su tutti i fronti delle armate fascionaziste, il Gran Consiglio del Fascismo. approvò un ordine del giorno, del gerarca Dino Grandi. con cui vennero tolti al Duce i poteri di Comando delle Forze Armate. Vennero restituiti a Re. Alcuni stessi gerarchi che avevano guidato la fantomatica “marcia su Roma” e lo stesso genero del Duce, Ciano, rendendosi conto che la guerra era persa e bisognava salvare il salvabile avevano assunto assieme ad altri 15 componenti una tale decisione, drammatica per il regime.</p>
<figure id="attachment_95578" aria-describedby="caption-attachment-95578" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-Ordine-del-giorno-Grandi.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-95578" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-Ordine-del-giorno-Grandi-300x132.jpg" alt="" width="300" height="132" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-Ordine-del-giorno-Grandi-300x132.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-Ordine-del-giorno-Grandi.jpg 338w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-95578" class="wp-caption-text"><em>25 luglio &#8211; Ordine del giorno Grandi</em></figcaption></figure>
<p>&lt;&lt;Il Gran Consiglio del Fascismo,</p>
<p>riunendosi in questi giorni di supremo cimento, volge innanzitutto il suo pensiero agli eroici combattenti di ogni arma che, fianco a fianco con la fiera gente di Sicilia in cui più alta risplende l’univoca fede del popolo italiano, rinnovano le nobili tradizioni di strenuo valore e d’indomito spirito di sacrificio delle nostre gloriose Forze Armate.</p>
<p>Esaminata la situazione interna e internazionale e la condotta politica e militare della guerra<em>;</em></p>
<p>Proclama</p>
<p>il dovere sacro per tutti gli italiani di difendere ad ogni costo l’unità, l’indipendenza, la libertà della Patria, i frutti dei sacrifici e degli sforzi di quattro generazioni dal Risorgimento ad oggi, la vita e l’avvenire del popolo italiano;</p>
<p>Afferma<br />
la necessità dell’unione morale e materiale di tutti gli italiani in quest’ora grave e decisiva per i destini della Nazione;</p>
<p>Dichiara<br />
che a tale scopo è necessario l’immediato ripristino di tutte le funzioni statali, attribuendo alla Corona, al Gran Consiglio, al Governo, al Parlamento, alle Corporazioni, i compiti e le responsabilità stabilite dalle nostre leggi statutarie e costituzionali;</p>
<p>Invita<br />
il Governo a pregare la Maestà del Re, verso il quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la Nazione, affinché egli voglia, per l’onore e la salvezza della Patria, assumere, con l’effettivo comando delle Forze Armate di terra, di mare e dell’aria, secondo l’articolo 5° dello Statuto del Regno, quella suprema iniziativa di decisione che le nostre Istituzioni a lui attribuiscono, e che sono sempre state in tutta la nostra storia nazionale il retaggio glorioso della nostra augusta Dinastia di Savoia</p>
<p>Roma, 24 luglio 1943</p>
<p><em>                                 </em>Dino Grandi – Presidente della Camera</p>
<p>Seguono le altre 18 firme a favore :<br />
Giuseppe Bottai, Luigi Federzoni, Galeazzo Ciano, Cesare Maria De Vecchi, Alfredo De Marsico, Umberto Albini, Giacomo Acerbo, Dino Alfieri, Giovanni Marinelli, Carluccio Pareschi, Emilio De Bono, Edmondo Rossoni, Giuseppe Bastianini, Annio Bignardi, Alberto De Stefani, Luciano Gottardi, Giovanni Balella e Tullio Cianetti che il giorno dopo scrisse a Mussolini ritrattando il suo voto;</p>
<p>le 8 firme contrarie :<br />
Carlo Scorza, Roberto Farinacci, Guido Buffarini-Guidi, Enzo Galbiati, Carlo Alberto Biggini, Gaetano Polverelli, Antonino Tringali Casanova, Ettore Frattari;</p>
<p>l’unica firma di voto astenut : Giacomo Suardo&gt;&gt;.</p>
<figure id="attachment_95576" aria-describedby="caption-attachment-95576" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/8-Settembre-Votazione_odg_Grandi.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-95576" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/8-Settembre-Votazione_odg_Grandi-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/8-Settembre-Votazione_odg_Grandi-300x207.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/8-Settembre-Votazione_odg_Grandi-750x516.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/8-Settembre-Votazione_odg_Grandi.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-95576" class="wp-caption-text"><em>8 settembre &#8211; Votazione odg Grandi</em></figcaption></figure>
<p>Mussolini, incredulo sull’accaduto, fiducioso si recò dal Re per consegnare le dimissioni, sperando in un rifiuto. Invece furono accettate e al mattino dopo fu arrestato. Con sicure complicità Mussolini fu fatto liberare mentre era rinchiuso in una caserma dei Forestali a Campo Imperatore. Hitler voleva che Mussolini ricostituisse il Fascismo e, continuando l’alleanza, riconfermasse il suo potere di comando sull’Esercito in maniera da non restare scoperto sul fronte sud.</p>
<p>Mussolini liberato fondò a Salò la RSI (Repubblica sociale italiana) al posto del PNF ( Partito Nazionale Fascista) fondò un nuovo partito. il PFR (Partito fascista repubblicano, che ora prevedeva l’abolizione della Monarchia !) Ricostituì  un Esercito il cui comando però veniva subordinato alle volontà di Hitler, chiamando a raccolta i reparti dell’Esercito regio. A firma congiunta fascista e nazista furono emessi diversi bandi chi chiamata alle armi di giovani di più leve e anche di richiamo di soldati congedati. I bandi erano minacciosi  imponendo di recarsi nelle Caserme, orami quasi tutte controllate da Ufficiali tedeschi, porsi agli ordini dei Comandanti pena l’accusa di renitenza, con cattura fucilazione a vista e azioni ritorsive e persecutorie verso i familiari.</p>
<p>L’ambiguità del comunicato è evidente. Il Re e il M.llo Pietro Badoglio a capo di un Governo provvisorio , attraverso il Generale Castellano sottoscrissero la cessazione delle ostilità dell’Italia verso gli Alleati. Già il 3 Settembre. Stettero in silenzio per 4 giorni. Poi un comunicato degli Alleati li costrinse a rendere pubblico l’accordo.</p>
<p>L’ambiguità del comunicato era nella forma e nella sostanza:  &lt;&lt;…<em> Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali </em><strong><em>attacchi</em></strong><em> da qualsiasi altra provenienza&gt;&gt;.</em></p>
<figure id="attachment_95579" aria-describedby="caption-attachment-95579" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-si-festeggia.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-95579" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-si-festeggia-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-si-festeggia-300x215.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-si-festeggia-120x86.jpg 120w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-si-festeggia-350x250.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-si-festeggia-750x537.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/25-Luglio-si-festeggia.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-95579" class="wp-caption-text"><em>25 Luglio &#8211; si festeggia</em></figcaption></figure>
<p>I soldati italiani dovevano<em> “cessare di sparare contro gli Alleati”. </em>Dovevano reagire solo ad <em>“attacchi da qualsiasi altra provenienza”. </em>E da quale parte sarebbero potuti venire attacchi ai reparti italiani?  Hitler appena conosciuto il tenore dell’Armistizio dichiarò il territorio italiano <em>“territorio occupato”. </em>I soldati che non si presentavano nelle Caserme per consegnare le armi e ad ubbidire ai Comandi fascionazisti, per come diffuso nei bandi affissi in ogni contrada, venivano catturati e fucilati a vista.</p>
<p>Cosa fare? Avvenne di tutto. Ufficiali e sottoufficiali italiani in assenza di disposizioni chiare su come dovevano comportarsi nelle loro Caserme ordinavano alle truppe comandi diversi, a seconda di cosa decidevano per loro stessi. Chi volle arruolarsi all’Esercito della RSI tentando di portare anche truppe restie irreggimentate. Appena poterono sciolsero in gran parte i ranghi dandosi verso casa, chi poteva, o alla montagna. La gran parte degli Ufficiali e sottufficiali lasciarono libere le truppe i cui componenti si sparsero come poterono. Tanti di loro si preoccuparono dapprima di non farsi catturare. Considerati renitenti, ribelli, fuorilegge, banditi interi plotoni misti di milizie fasciste e naziste pianificarono rastrellamenti per catturarli. Si rifiutarono di continuare una guerra persa, oltretutto agli ordini di comandanti tedeschi, anche gran parte di coloro che pure fascisti convinti erano partiti in guerra volontari. Avevano risposto all’invito urlato durante la dichiarazione di guerra del 10 Giugno 40 dal Duce dal balcone di Piazza Venezia “…popolo corri alle armi “, tra entusiasmi e fanatismi festosi plaudenti, Tanti giovani universitari pur avendo diritto al rinvio interruppero gli studi per partire volontari.</p>
<figure id="attachment_95575" aria-describedby="caption-attachment-95575" style="width: 212px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/8-Settembre-23-Manifesto.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-95575" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/8-Settembre-23-Manifesto-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/8-Settembre-23-Manifesto-212x300.jpg 212w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/09/8-Settembre-23-Manifesto.jpg 724w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a><figcaption id="caption-attachment-95575" class="wp-caption-text"><em>8 Settembre 2023 &#8211; Manifesto</em></figcaption></figure>
<p>Ora, dopo l’Armistizio si trovarono di fronte ad un drammatico momento. La caduta del fascismo del 25 Luglio aveva già prodotto un tramortimento con il crollo delle certezze sulla invincibilità del Fascio e del suo Capo. Ora si trattava ancor più tragicamente di decidere cosa fare. La crisi fu profonda e in alcuni Ufficiali portò al pianto, sentendosi ingannati e traditi nei loro giovanili e radicati ideali impartiti e coltivati per un ventennio, fin dai primi passi nei locali delle scuole materne e fino alla partecipazione obbligatoria al GUF (Gioventù Universitaria Fascista) . Canti, preghiere, marce, adunate, parate, gare, divise e giuramenti. Tutto vissuto protesi a primeggiare a dominare, a sentirsi eredi del grande impero.</p>
<p>La prostrazione e la frustrazione in moltissimi di loro furono dolorose.</p>
<p>Ma, combattere agli ordini di Ufficiali tedeschi, a guerra persa, No.</p>
<p>Quelli che si diedero alla montagna, quasi tutti senza alcuna adesione di natura politica, cercarono solo di non farsi catturare. Furono gli eventi a renderli consapevoli, che, fatta la prima scelta giusta di non volere combattere mettendosi a disposizione delle squadre fascio- naziste. Nelle montagne trovarono gruppi di antifascisti da sempre. Lentamente si resero consapevoli che bisognava fare un&#8217;altra scelta. Passare nelle fila partigiane del CVL, Comitato Volontari della Libertà , braccio armato del CLN &#8211; Comitato di Liberazione nazionale &#8211; Divengono partigiani combattenti, patrioti e benemeriti.</p>
<p>Hanno saputo fare la scelta giusta, anche a costo di sacrificio della vita.</p>
<p>Tanti sono caduti: Molti sono stati feriti e mutilati. I sopravvissuti hanno potuto far rientro nelle loro case.</p>
<p>Dalle nostre parti non sono stati accolti favorevolmente. Hanno trovato anzi un clima di ostilità, Le stesse autorità prefettizie, attraverso i Comandi Caserma li hanno tenuti schedati e sott’occhio, vigilati, come fossero stati davvero dei fuorilegge. E non invece dei veri patrioti, grazie ai quali la storia d’Italia ha potuto, dopo il nefasto periodo della dittatura fascista, riprendere il suo corso aggiungendo alle idealità del Primo Risorgimento, di avere un Regno unito, quelle dei diritti all’eguaglianza, alla giustizia sociale delle libertà , della democrazia. Di un cammino di Pace.</p>
<p>La Sezione Intercomunale dell’ANPI del Reventino, proprio per fare emergere dai loro stessi silenzi, e dal mutismo anche istituzionale intorno alle loro vicende, si sta impegnando in ricerche storico-  memorialiste, per far conoscere i sacrifici dei tanti meridionali e di quelli specificamente di questi nostri Paesi che  hanno partecipato nelle fila della Resistenze alla lotta partigiana di Liberazione.</p>
<p>Già è stato pubblicato  un primo volume con 4 memorie di 4 distinti partigiani.</p>
<p>Questo è il senso del frutto dell’8 Settembre 1943.</p>
<p>Che non potrà essere né equivocato, nè offuscato, malgrado la sua stessa ambiguità.</p>
<p><em>Angelo Falbo</em></p>
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		<title>Mai più deportazioni. Mai più Olocausto!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Falbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2023 15:28:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Falbo]]></category>
		<category><![CDATA[deportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bisogna essere chiari e netti fino in fondo, di fronte allo sterminio dell’Olocausto. Le deportazioni furono organizzate non solo dai nazisti, ma anche dai fascisti italiani.          Le affermazioni di verità dimezzate segnalano comportamenti di ambiguità e di complicità morale odierna per quanto accadde. Il Presidente del Senato, Ignazio Maria Benito La Russa e il Presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna essere chiari e netti fino in fondo, di fronte allo sterminio dell’Olocausto. Le deportazioni furono organizzate non solo dai nazisti, ma anche dai fascisti italiani.          Le affermazioni di verità dimezzate segnalano comportamenti di ambiguità e di complicità morale odierna per quanto accadde. Il Presidente del Senato, Ignazio Maria Benito La Russa e il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ancor di più coprendo cariche istituzionali di grande importanza, non si possono consentire mezze frasi e condanne bisbigliate e ipocritamente dimezzate.</p>
<p>L’invocazione del nostro Presidente Mattarella ha risuonato molte volte nella sala. MAI PIU’. Una invocazione da condividere certamente.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133221.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-89213" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133221-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133221-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133221.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133221-750x421.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Bisogna evitare però che diventi una espressione rituale inascoltata,</p>
<p>Purtroppo di questi tempi si lasciano rimbalzare a vuoto troppe espressioni.</p>
<p>Nella Giornata della Memoria abbiamo potuto assistere a diverse commoventi e sentite partecipazioni. Altrettanto abbiamo dovuto sorbirci grandi dosi di ipocrisia.</p>
<p>Chi viene ricordato ogni 27 Gennaio, dal 2005 in avanti?</p>
<p>La Shoah, l’Olocausto. lo sterminio pianificato degli Ebrei, a cui si sono accompagnati centinaia di migliaia di Rom, di Omosessuali, di Politici perseguitati.</p>
<p>Da parte di Chi?</p>
<p>Da parte dei nazisti e dei fascisti.</p>
<p>Ora, mentre il Presidente ripeteva i “Mai più”, aveva davanti Giorgia Meloni e Ignazio Maria Benito Larussa.</p>
<p>La prima Presidente del Consiglio. Il secondo è Presidente del Senato, che è destinato a sostituire il Presidente della Repubblica, qualora Questi, e facciamo gli scongiuri, per vari motivi si trovasse fuori Italia o impedito ad esercitare le funzioni.</p>
<p>Ebbene tutti e due si sono nutriti di Fascismo, ne hanno venerato il Duce, ne conservano immagini, foto, gadget, calendari, libri osannanti le gesta.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133200.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-89212" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133200-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133200-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133200.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133200-750x421.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La Meloni, provate a sentire/leggere il suo intervento:</p>
<p><em>(Con) L’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l’orrore della Shoah, il deliberato piano nazista di persecuzione e sterminio del popolo ebraico …l’Olocausto è stato un male che ha toccato in profondità anche la nostra Nazione con l’infamia delle leggi razziali del 1938. …È nostro dovere fare in modo che la memoria di quei fatti e di ciò che è successo non si riduca ad un mero esercizio di stile…”.</em></p>
<p>Giusto… <em>non si riduca a un mero esercizio di stile</em>… e meno che meno ad opportunistiche e strumentali affermazioni.</p>
<p>Allora, Caro presidente Meloni, non faccia più la furbetta e a raccontarci bugie&#8230;</p>
<p>Nella Tua dichiarazione continui a nascondere la verità storica:</p>
<p>L’Olocausto non è stato un crimine nazista e basta, ma è stato un crimine nazifascista. L’Italia del Fascismo non è stata solo “toccata in profondità con l’infamia delle leggi razziali del 1938”, ma è stata protagonista dell’Olocausto. Basta leggere qualcosa sulle funzioni del campo di Fossoli e di quello delle Risiera di San Saba. Venivano catturate le vittime da squadre nazifasciste. I gerarchi fascisti, in possesso delle notizie anagrafiche, compilavano le liste da consegnare ai Comandi nazisti. I quali, da soli o insieme, si presentavano nelle dimore e convogliavano su camion i deportati prima in luoghi di temporaneo smistamento e poi con destinazione nei campi di concentramento.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230128_123401.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-89219" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230128_123401-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230128_123401-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230128_123401.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230128_123401-750x421.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Le Leggi razziali del 1938, sostenute da fior di sciagurati cattedratici del tempo, asserviti al Regime, non sono solo una infamia episodica. Esse rappresentano il culmine di quel tragitto persecutorio e criminale del Duce, iniziato con il delitto Matteotti, di cui in Parlamento andò pure fiero. Al quale seguirono persecuzioni, torture, uccisioni e nefandezze durante tutto il ventennio, contro avversari politici, rom, omosessuali e “diversi”.</p>
<p>Volete leggerne l’elenco?</p>
<p>Le Leggi razziali sono l’inesorabile malefico frutto del connubio Mussolini – Hitler, preparato con la stipula dell’<em>Asse Roma Berlino</em>, in Roma il 1 Maggio 1936, e festeggiato a suon di altoparlanti e marce trionfali con il <em>Patto</em> <em>di Acciaio</em>, stipulato a Berlino il 22 Maggio del 1939.</p>
<p>Mussolini, dalla Meloni è stato sempre ammirato., Ora ne prende le distanze. a parole. Nega l’adesione ideologica a quel ventennio di un Duce, megalomane accecato, all’inseguimento delle scelte di Hitler. Fosse sincera farebbe bene.</p>
<p>Hitler infatti, con un corpus di Leggi aveva voluto discriminazioni diffuse, verso Rom,  Omosessuali, fino alle Leggi di Norimberga del primo Gennaio del 1936 e  con la Legge specifica sulla <em>Protezione del sangue e dell’onore tedesco</em>.</p>
<p>Il 1938 Mussolini a Capo del Regime fascista, aveva già cancellato Sindacati, Partiti, Associazioni libere e Giornali non di Regime. Con la censura della corrispondenza.</p>
<p>La Meloni non riesce a pronunciare la condanna del Fascismo, perché ne ha alimentato l’ideologia, gesti e scelte. Si limita a condannare le Leggi razziali le cui conseguenze le addebita solo al Nazismo. Pensa di cavarsela così.</p>
<p>Con le Leggi razziali, invece c’è un filo diretto che porta alla cultura politica ideologica dei falsi patrioti di molti di Fratelli d’ Italia, attraverso protagonisti e simbologia.</p>
<p>Vediamo come.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133356.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-89214" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133356-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133356-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133356.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_133356-750x421.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L’odioso <em>Manifesto sulla razza</em> ebbe come firmatario Giorgio Almirante, il quale dirigendo la Rivista “La difesa della razza” scrisse<em>: Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, altrimenti faremo il gioco dei meticci, e degli ebrei&#8230; non c’è che un altolà che si possa imporre ai meticci ed agli ebrei, quello del sangue”.</em></p>
<p>Mussolini fu dimissionato dai suoi Gerarchi nella seduta del gran Consiglio del 25 Quando nel Luglio del 1943 Mussolini fu arrestato e poi liberato dai Tedeschi, Hitler se ne servì spingendolo a fondare un nuovo partito fascista, il PFR , partito fascista repubblicano .</p>
<p>Serviva ai tedeschi per mantenersi un alleato-asservito ai Comandi nazisti sul fronte Sud, penisola italiana.</p>
<p>Il PFR, di cui Almirante fu protagonista, nel Manifesto di Verona approvò uno Statuto nel cui articolo 7, dopo la persecuzione fascista degli Ebrei a seguito della Leggi razziali, si stabilì che “<em>Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica”!   </em></p>
<p>Vuol dire: bisogna perseguitarli, spedirli nei campi di concentramento in Germania.</p>
<p>All’esercizio persecutorio contro gli Ebrei Almirante si era tanto esercitato che Gli risultò naturale firmare manifesti repressivi contro i partigiani, come testimonia un Manifesto della Prefettura di Grosseto…</p>
<p>«Alle ore 24 del 25 Maggio scade il termine stabilito per la presentazione ai posti militari e di Polizia Italiani e Tedeschi, degli sbandati ed appartenenti a bande. Entro le ore 24 del 25 Maggio gli sbandati che si presenteranno isolatamente consegnando le armi di cui sono eventualmente in possesso non saranno sottoposti a procedimenti penali e nessuna sanzione&#8212;&#8212;- Gli sbandati e gli appartenenti alle bande dovranno presentarsi a tutti i posti militari e di Polizia Italiani e Germanici entro le ore 24 del 25 maggio. Tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena. Vi preghiamo curare immediatamente affinché testo venga affisso in tutti i Comuni vostra Provincia.</p>
<p>p. il Ministro Mezzasoma &#8211; Capo Gabinetto</p>
<p>GIORGIO ALMIRANTE</p>
<p>Dalla Prefettura 17 Maggio 1944 &#8211; XXII»</p>
<p>La Meloni non vuole assumere la verità storica di una condanna piena del Regime fascista. Si è alimentata del fascino del Duce e dello stesso Almirante.</p>
<p>Fosse stato per Mussoli, Almirante e soci, finita la guerra non avremmo avuto una Repubblica con una Costituzione con Diritti e Libertà eguali per tutti i Cittadini.</p>
<p>Lei invece ha continuato ad osannarne le discendenze presenti nel suo simbolo di Fratelli d’Italia, espresse nella Fiammella.</p>
<p>Cosa significa il simbolo della Fiammella?</p>
<p>Fu utilizzata dal MSI fondato da Giorgio Almirante, da Arturo Michelini e da Pino Rauti. Nelle ultime elezioni Le è stato chiesto da più parti di eliminare la fiammella dal simbolo. Non vuole farlo. Ne difende la storia, che è quella della nefanda vicenda sopra descritta con protagonista Almirante.</p>
<p>Quando Almirante si recò a salutare Berlinguer, con il feretro allestito nella Sede nazionale del PCI di Botteghe Oscure, il suo gesto umano fu apprezzato. Ma, nessuno di quelli che applaudimmo abbiamo inteso considerare, in quell’applauso, cancellato l’infame suo operato fascista nel PNF prima e nel PFR dopo. Si distingue.</p>
<p>Lei mostra di esserne rimasta affezionata perché rappresenta il suo entroterra ideologico politico culturale. Per questo non condanna mai il Fascismo. Si è limitata alla condanna delle Leggi razziali, addossando, per di più, unicamente le colpe delle criminali persecuzioni solo al Nazismo.</p>
<p>È una ipocrisia.</p>
<p>Vero è che le Gerarchie fasciste, rimaste fedeli al Duce della Patria, portano eguali responsabilità per tutta la vicenda persecutoria e di sterminio. Così, come ugualmente restano responsabili quelle larghe fasce di popolazione che, o per ignavia, o per paura o per indifferenza, o per indolenza, di fronte alle discriminazioni e persecuzioni degli Ebrei prima per le <em>Leggi sulla Difesa della razza</em> e poi di fronte ai drammatici rastrellamenti in interi quartieri, di donne , uomini, vecchi e bambini, stettero zitti e inerti. Quando non si erano avute addirittura delazioni e complicità.</p>
<p>Bene ha fatto il nostro Presidente Mattarella a denunciare con parole dure tali atteggiamenti, consumati nell’anonimato colpevole e nella pavidità.</p>
<p>Poi c’è il Presidente del Senato, Ignazio Benito Maria La Russa.</p>
<p>Anch’Egli ha voluto esprimere posizione in occasione della Giornata della Memoria:</p>
<p>“Tutti – ha detto – abbiamo il dovere di non dimenticare e di far conoscere ai più giovani il dramma e le atrocità che subirono gli ebrei, a partire dall’infamia delle leggi razziali italiane”.</p>
<p>Leggi razziali e basta? Ancora ipocrisia.</p>
<p>Caro Ignazio Benito Maria, perché non arrivi ad indicare quelli che hanno consumato quell’infamia delle Leggi razziali italiane? Tuo Papà Antonino, segretario politico del PFR a Paternò, porta qualche responsabilità?</p>
<p>Va beh, i Figli non c’entrano con le colpe dei Padri. Ma se ne seguono le scelte, sì.</p>
<p>I Tuoi cimeli fascisti, le foto e i busti del Duce, i gesti e i richiami alla simbologia fascista, con ostentazione, si possono conciliare con l’essere Presidente del Senato della Repubblica?</p>
<p>Il Tuo “museo” del Fascio è coerente con quanto hai dichiarato ieri?</p>
<p>Si, certo, lo difendi perché è “storia”. Certo che è storia. La peggiore tra quelle consumatesi nella Penisola e sul Pianeta. Allora, invece di farne adorazione e orgogliosa discendenza politico-ideologica, affida i busti di Mussolini, quelli dei Gerarchi, i cimeli e i concetti fascisti e fascistoidi, ad un qualche Museo pubblico. Nel quale delle locandine  descrittive, complete e puntuali, dimostrino quanto infame è stato il Regime fascista dalla sua nascita e fino alla Liberazione del 25 Aprile 1945.</p>
<p>E’ stata la scelta della lotta partigiana che ha consentito, con la Resistenza, la nascita della Repubblica con una Costituzione che Ti ha permesso, da fascista avverso alle istituzioni repubblicane, di esercitare diritti elettorali attivi e passivi, fino a occupare la seconda carica dello Stato.</p>
<p>C’è da ringraziare Chi scelse di combattere nelle fila della Resistenza contro quelli che Tu e la Meloni, ancora mostrate di voler difendere, ereditandone comportamenti ideologico-istituzionali.</p>
<p>Ecco, quando Vi sentiranno che vorrete assumere comportamenti di netto distacco , meglio di ripudio, da quella ideologia e da quella ventennale tragedia,  potrà avviarsi quel processo di pacificazione di cui spesso si parla.</p>
<p>Fino a quando giustificate i saluti fascisti, conservate adorandoli i cimeli del Fascio non sarà possibile.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230128_123253.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-89218" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230128_123253-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230128_123253-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230128_123253.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230128_123253-750x421.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Giusta, Maria Ignazio Benito, l’offerta dei fiori alla Senatrice Liliana Segre, di origine ebraica, perseguitata e sopravvissuta tra pochi al campo di concentramento a cui i “Tuoi” ascendenti del Regime fascista l’avevano avviata. Giusta la visita del Presidente Meloni alla Sinagoga e giustissima la Sua accoglienza ai sopravvissuti presenti ieri, 27 Gennaio, alla commemorazione con il Presidente Mattarella. Ma, se poi le Vostre valutazioni restano limitate a condannare le Leggi razziali del 1938, tra l’atro addebitando gli stermini ai soli nazisti, senza condannare l’ignominia del Regime fascista tutto intero, allora il Vostro comportamento è solo dettato da opportunismo ipocrita.</p>
<p>E deve essere così perché, da sempre mostrate ostilità alla Repubblica. Ora al Governo subdolamente state cercando di stravolgere le fondamenta dello Stato repubblicano, delle Istituzioni costituzionali. Da una parte cedete ai ricatti leghisti con l’Autonomia differenziata che minerà l’assetto unitario dello Stato, istituzionalizzerà le diseguaglianze e provocherà  sfaldamenti e ribellismi Dall’altro con il Presidenzialismo volete mutare la natura stessa della Repubblica parlamentare.</p>
<p>La Costituzione la dovete attuare, non stravolgere.</p>
<p>Avete sempre avversato i Principi e i Valori di Universalità dei Diritti, di Eguaglianza e di Giustizia sociale.</p>
<p>Vanno contrastati questi nefasti propositi che segnalano con chiarezza la “visione” di cui siete portatori, che è repressiva e regressiva.</p>
<p>Volete spingete l’Italia all’indietro, renderla più ingiusta invece di impegnarvi contro le diseguaglianze. Anzi, volete istituzionalizzarle.</p>
<p>Volete operare scelte dalle connotazioni reazionarie: nella Giustizia, nel Lavoro, nella Sanità, nel Sociale, nella Scuola. In ogni ambito del vivere civile.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_190252.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-89217" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_190252-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_190252-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_190252.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230127_190252-750x421.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Singolari e contraddittori sono gli atteggiamenti del Ministro degli Interni Pantedosi, capace solo di atteggiamenti repulsivi sul problema immigratorio. Stizzosi e insultanti quelli del Ministro Nordio nel campo della Giustizia, sembrando del tutto succube al visto per divenire Ministro, ottenuto da Berlusconi, al quale  forse deve l’impegno a stabilire  l’impunità dei reati di malaffare di Amministratori nel pubblico esercizio.</p>
<p>Da una vita Berlusconi, che in nessuno Stato al Mondo sarebbe potuto più sedere in un Parlamento democratico dopo le malefatte commesse, vuole l’assoggettamento dei Pubblici Ministeri al potere politico, con la separazione delle carriere.</p>
<p>Del tutto assurdi quelli di Valditara sulla retribuzione diversificata dei Docenti.</p>
<p>Il Ministro dell’Istruzione e del Merito (?) se n’è uscito con una trovata da allucinazione: pagare i docenti su basi del reddito territoriale.</p>
<p>Più il territorio è povero e minore dovrà essere la retribuzione, per via di un falso rapporto con il potere d’acquisto e del costo della vita. Nelle Regioni povere la vita costa meno? Provate a viverci, prima, in territori poveri.</p>
<p>Una concezione reazionaria che comporterebbe l’assurdo di dover prevedere diversità di fasce tabellari tra città e periferie, tra nord, centro e sud. Magari pure tra fasce marine e fasce montane! Una vera stupidità oltre che ingiustizia.</p>
<p>Oltretutto, lo sa il Ministro che proprio nelle aree più povere l’impegno dei Docenti è più gravoso? Lo capisce che devono supplire nell’insegnamento alle deprivazioni culturali e ambientali proprio più gravi nelle zone povere?</p>
<p>Sarebbe attribuito un riconoscimento all’inverso del Merito!</p>
<p>Con queste “visioni” dove si vuole arrivare?</p>
<p>Di questi tempi si vivono al Governo strumentali trasformismi e ipocrisie diffuse, che producono pericolose incongruenze tra affermazioni fatte e reali comportamenti.</p>
<p>Sono le spie di “visioni “ delle Persone, dei Cittadini e della Società, ora anacronistiche, ora dirigiste, ora ingannatorie, ora autoritarie e, comunque, sempre ingiuste e pericolose, sul piano della convivenza e su quello istituzionale.</p>
<p>Da contrastare.</p>
<p><em>Angelo Falbo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/mai-piu-deportazioni-mai-piu-olocausto/">Mai più deportazioni. Mai più Olocausto!</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;Mai più fascismi …e mai più nazismi&#8221; dalla manifestazione della Cgil a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Falbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2021 10:02:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi è un mese dalla grandissima manifestazione sindacale-popolare indetta e organizzata dai Sindacati Confederali, CISL UIL e CGIL, in risposta al grave, vile assalto squadrista capeggiato da Forza Nuova, strumentalmente utilizzando la rimostranza di Chi si voleva opporre alle disposizioni anti covid 19. Un assalto apparso subito pianificato da tempo e caratterizzato da chiari caratteri [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/mai-piu-fascismi-e-mai-piu-nazismi-dalla-manifestazione-della-cgil-a-roma/">&#8220;Mai più fascismi …e mai più nazismi&#8221; dalla manifestazione della Cgil a Roma</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è un mese dalla grandissima manifestazione sindacale-popolare indetta e organizzata dai Sindacati Confederali, CISL UIL e CGIL, in risposta al grave, vile assalto squadrista capeggiato da Forza Nuova, strumentalmente utilizzando la rimostranza di Chi si voleva opporre alle disposizioni anti covid 19. Un assalto apparso subito pianificato da tempo e caratterizzato da chiari caratteri neo-nazi-fascisti.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-4.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-77692" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-4-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-4-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-4.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La mobilitazione è stata civilmente esemplare.</p>
<p>La nostra zona ha partecipato con il sottoscritto e con Raffaele Rotella, in rappresentanza della “Lega SPI-CGIL del Reventino”.</p>
<p>Partenza per Roma. Lamezia Terme &#8211; Salerno velocità media 140; Salerno -Napoli 200. Napoli &#8211; Roma 280…..(Roma &#8211; Milano 350)…La velocità di percorrenza dei treni indica da sola le differenza e le diseguaglianze tra territori e abitanti della Penisola. Questa la prima riflessione nel gruppo. Ne scriveremo in altra occasione. Viaggiamo per partecipare alla manifestazione alla devastazione della Sede nazionale della CGI di Sabato 9 Ottobre , ad opera di “squadre fasciste capeggiate da componenti di Forza Nuova”…”In meno di tre minuti- informa Landini dal palco- i tre segretari nazionali ci siamo trovati d’accordo a chiamare Tutti ad una partecipazione democratica contro l’assalto squadrista alla Sede CGIL, perché quell’assalto ha rappresentato un assalto a tutto il Sindacato…ha rappresentato un assalto allo Stato democratico…ha rappresentato una violenza al luogo e alle istituzioni repubblicane…di una Repubblica nata dalla Resistenza e ai principi della Costituzione che è antifascista”…</p>
<p>“Perciò esigiamo, chiediamo al Governo di sciogliere subito tutti i raggruppamenti fascisti, parafascisti e neo nazisti…” Ancora non conosciamo gli intendimenti del Governo, che forse attende qualche pronunciamento di qualche Tribunale.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-77690" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-2-225x300.jpg" alt="" width="300" height="400" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-2-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-2-750x1000.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-2.jpg 768w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nel mentre riteniamo che sarebbe stato utile un decreto di scioglimento nell’immediatezza dell’accaduto, colto nella sua flagrante gravità da Tutti gli italiani attraverso i diversi mezzi di moderna comunicazione. Non sono mancati i filmati sui fautori, i loro inneggiamenti e i loro progressivi violenti atti devastatori in spregio alla stessa “Sacralità laica” di un luogo che da oltre 120 anni è il luogo di elaborazione, programmazione e indizione delle lotte sociali per il diritto al Lavoro, per i diritti dei Lavoratori, per il più ampio processo di emancipazione sociale e di civiltà dell’intero popolo italiano.</p>
<p>Non è che se sciogli i nazi fascisti spariscono. Ma sicuramente ne comprimi le agibilità antidemocratiche.</p>
<p>Centinaia e centinaia di migliaia, sindacalisti, politici, militanti democratici, simpatizzanti e semplici cittadini si sono sentiti chiamati ad esserci. Centomila? Duecentomila? Trecentomila? Di più ?&#8230;.Piazza S. Giovanni è stracolma. Le strade che confluiscono sono piene di persone e molti autobus carichi non sono riusciti ad arrivare. Uno sventolio turbinoso di bandiere dei tre sindacati. Solo qualcuna di partito. Ci sono quelle dell’ANPI, quelle dell’ARCI, di Libera e di tante altre Associazioni. Una curiosa porta un cartello un cartello con l dicitura “Democrazia atea”. Non c’è spazio per avvicinarsi e chiedere i loro propositi.</p>
<p>Alcune decine di punti organizzativi per la distribuzione di bandiere, magliette, fazzoletti, cappelli e volantini. Tra la gente i diffusori di testate di giornali di gruppi come Rivoluzione o di quotidiani come “il Manifesto”.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-3.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-77691" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-3-225x300.jpg" alt="" width="300" height="400" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-3-225x300.jpg 225w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-3-750x1000.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-3.jpg 768w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Mai sentita una invettiva. Una pronuncia vendicativa. Uno strido di ostilità verso gli stessi responsabili dell’assalto alla sede del più antico e forte sindacato italiano, la CGIL con i suoi 120 anni di lotte, di manifestazioni, di presidi e di impegni in difesa dei diritti dei lavoratori e delle istituzioni democratiche. Dopo numerosi attacchi, assalti e devastazione delle sedi, tra il 1920 -1924, venne sciolta dal Fascismo nel 1926 quando venne “corporativizzato” tutto il sistema produttivo con un Sindacato unico, sotto il controllo gerarchico di Mussolini.</p>
<p>Striscioni, bandiere, cartelloni e altro materiale diffuso porta una sola scritta:</p>
<p>Mai più Fascismi e Nazismi.</p>
<p>Negli anni sessanta e settanta in ogni corteo antifascista risuonava tonante un solo slogan : “Fascisti carogne, tornate nelle fogne”. Seguiva sempre un mormorio non tanto sotterraneo: “ Ci vuole un nuovo Piazzale Loreto”</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-77689" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-1-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-1-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-1.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-1-750x421.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nella manifestazione di Sabato dal palco, in ogni angolo della grande piazza, testimone di diecine e diecine di manifestazioni politiche e sindacali, e nelle strade di confluenza, il coro è stato sempre lo stesso: Mai più fascismo…Mai più Nazismo.</p>
<p>La stessa donna intrattenitrice della piazza, dal palco, dopo ogni digressione di cronaca o di informazione ha sempre concluso con una incitazione: Mai più Fascismo. Ed ogni volta si è alzato all’unisono un grido per ripetere: Mai più Fascismo.</p>
<p>I tre segretari generali in successione hanno rivolto la stessa incitazione.</p>
<p>Sbarra (CISL) ha tracciato lunghe argomentazioni, partendo dall’assalto inaccettabile degli squadristi fascisti alla sede della CGIL e soffermandosi sulle varie problematiche del mondo del lavoro: disoccupazione, diseguaglianze, distorsioni nei comportamenti produttivi, impegni del sindacato confederale nella difesa dei diritti costituzionali, sindacali politici e civili, e della Democrazia.</p>
<p>Bombardieri (UIL) rievocando la figura dello storico sindacalista Buozzi, ha ripercorso gli impegni del Sindacato per il mondo del lavoro, per lo sviluppo e la difesa della Repubblica democratica.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Landini.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-77694" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Landini-300x167.jpeg" alt="" width="300" height="167" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Landini-300x167.jpeg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Landini.jpeg 642w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La conclusione è stata di Landini (CGIL). Ha stigmatizzato l’assalto denunciando che si è trattato di un vero e proprio gesto squadristico che prendendo di mira la sede nazionale della CGIL ha volutamente colpito tutto il Sindacato. “Perciò la vigilanza e la risposta deve essere tempestiva e severa: scioglimento dei gruppi squadristici di chiara matrice nazi-fascista, come la Costituzione richiede.”</p>
<p>Ha comunque ricordato al Governo che sono urgenti politiche con scelte mirate a contrastare i disagi e i malesseri sociali, disoccupazione, licenziamenti, precarietà, casse integrazioni di lunga durata, sfruttamenti giovanili e sperequazioni verso le donne. Una stratificazione di fattori che sfociano verso rancori sociali che diventano “brodi di coltura” per avventurismi impensati&#8230;come la Storia insegna. Ha più volte chiesto di considerare meglio gli aspetti di crescita economica di cui ci si vanta in ogni occasione pubblica. Ripete che è una crescita che nasconde due grosse contraddizioni: non diminuisce le diseguaglianze e perpetua le precarietà, perché su 100 assunzioni, 80 continuano ad essere a tempo determinato, a volte di solo qualche mese.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-1-A.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-77688" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-1-A-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-1-A-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-1-A.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2021/11/Foto-1-A-750x421.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ha riportato le osservazioni di una studentessa rivolteGli durante un incontro con gli studenti di un Istituto di Pesaro (se ricordo bene). La ragazza ha riportato i convincimenti che il Sindacato ha interesse solo a difendere i lavoratori occupati e poco si interessa delle fasce giovanili e delle trasformazioni di ammodernamento tecnologico che con la digitalizzazione e la robotizzazione riducono le platee degli occupati, lasciando per decenni ancora i giovani senza futuro. Landini ha argomentato enumerando gli impegni del Sindacato finalizzati invece proprio alla tutela ed alla inclusione sociale delle fasce giovanili, che richiedono per il futuro, a Tutti, livelli formativi elevati in campo lavorativo in ogni settore. Per questo il Sindacato è impegnato, oltre che ad aprire ogni spazio possibile per assunzioni stabili nella PA e nel privato, a sostenere una scelta dirompente per l’innalzamento dell’obbligo scolastico fino ai 18 anni. Con tutto quello che ne consegue per i servizi da organizzare e l’ampliamento effettivo dei diritti allo studio. Ciò richiede l’unità dello Stato, non la frammentazione regionalistica delle iniziative come si è sofferto durante la fase epidemica. Sembra un accenno di chiara contrarietà del Sindacato alla sempre latente, ma presente minaccia dell’”autonomia differenziata”, sospinta dalle regioni del Nord , con anche acquiescenze di altre sulla base delle malefica concezione di alcuni Presidenti di sentirsi davvero dei “Governatori”, come impropriamente continuano ad essere indicati da una stampa-comunicazione distorcente.</p>
<p>Questa problematica però richiede non un accenno da parte del Sindacato, ma una vera e propria mobilitazione, prima di ritrovarsi spiazzato…Si ricorda qui che, tra i 21 Allegati al bilancio per il 2022 l’Autonomia differenziata è al primo posto! (Nel bilancio 2021 era al 13°!).</p>
<p>Oggi è nelle competenze della Gelmini…Ciò non rassicura proprio.</p>
<p>Non vorremmo che mentre nel dibattito sindacale si discute di estendere la contrattazione nazionale ad ogni lavoratore- settore lavorativo, ci si dovesse trovare con 21 contrattazioni regionalistiche…nella Scuola, nella Sanità, ecc.!</p>
<p>La conclusione di Landini è una invocazione di natura culturale diretta con un durissimo tono a tutta la Piazza: il femminicidio è la dimostrazione tragica di un retaggio culturale con il quale troppi ancora vivono convinti di essere possessori del corpo delle donne, ed è questo retaggio uno degli aspetti istintuali presenti in una società che non ha del tutto superato la concezione padronale di alcuni sui propri simili, di quelli da considerare più deboli. E questo fenomeno del femminicidio non riguarda solo le Donne vittime di violenza, ma chiama in causa invece proprio gli Uomini in quanto tali , che “devono smetterla” di volersi sentire possessori di qualcun altro, di qualcun’altra.</p>
<p>L’applauso fragoroso che ha sottolineato questi passaggi, è divenuto allo stesso tempo un sentimento di condivisione, di liberazione e di civici impegni.</p>
<p>Ad un mese da quella manifestazione non abbiamo visto una iniziativa corale del Governo in direzione dello scioglimento delle formazioni che si richiamano al nazifascismo. Meno che meno il dibattito politico ha prodotto propositi unanimi. Il centrodestra ha cercato le solite differenziazioni sempre forzate, trainato da una Meloni ammiccante, ora più di Salvini, verso i gruppi destroidi, sempre preoccupata nelle sue apparizioni di avere sullo sfondo il simbolo con la fiammella di diretto richiamo alla cultura fascista. Ci sono stati degli arresti. Si stanno scoprendo gruppi social che inneggiano al nazifascismo. Si stanno individuano sedi con armi, con materiali incendiari e propagandistici, con vessilli e oggetti rievocativi di quel truce periodo nazifascista. Insomma, si sta cercando di smantellare le reti che coordinano gli assalti, che si infiltrano nei cortei per provocare aggressioni, devastazioni e azioni di stampo ostili allo Sato. In questo mese si sono succeduti diversi avvenimenti, tra cui gli incontri sulle problematiche della salvaguardia ambientale del Pianeta.</p>
<p>Si sono ripetute le manifestazioni degli ostinati contro la vaccinazione anti covid. Il diffondersi della quarta ondata non ha dissuaso i soggetti fanatizzati a smetterla con le le loro ostilità alle misure adottate per la vaccinazione anti covid. Si rifanno a concetti assurdi; invocano a vanvera la Libertà, citano a vanvera la Costituzione, vestono impudentemente vestiti a righe simulando i campi di concentramento, nazifascisti, mostrando che il loro comportamento non può nascere solo dall’ ignoranza, ma da una miscela di egoismi, ignoranze e ottusità.</p>
<p>Ed il ripersi settimanale di queste manifestazioni ormai ideologizzate, nelle quali i tentativi di insorgenze fascistoidi sono i più emergenti, ripropone la presente attualità e la costanza del messaggio coralmente diretto in Piazza San Giovanni il 19 ottobre: Mai più Fascismi…Mai più nazismi</p>
<p>Con un richiamo positivo ai 19mesi della lotta partigiana, della Resistenza italiana, consapevoli che Loro ci diedero una Repubblica ed una Costituzione e che spetta a Noi difendere ed attuare.</p>
<p>Dobbiamo stare attenti ai continui revisionismi, alle persistenti minimizzazioni del tragico fenomeno &#8211; Regime fascista,…</p>
<p>In questi giorni ciò sta avvenendo con la per pubblicazione dell’annuale libro di Bruno Vespa. Egli, a sentirlo, pretende di ricondurre la “ rovina “ di Mussolini causata all’Italia al solo momento di dichiarazione della guerra per eccesso di sodalizio con Hitler. Mentre pretenderebbe di salvarne, tutti gli avventurismi, tutte le deliberazioni liberticide, la stessa natura razzista, persecutoria e di annientamento fisico degli avversari, le torture e gli assassinii direttamente compiuti attraverso le sue squadriglie miliziane o commissionate….Per adulazione, alla minimizzazione del tragico ventennio fascista, da par suo aggiunge il consueto ossequio al Governante di turno, Draghi, indicandolo in contrapposizione a Mussolini (rovina dell’Italia) quale “salvatore”…Una contrapposizione subdola fondata su una mistificazione storica.</p>
<p><em>Angelo Falbo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/mai-piu-fascismi-e-mai-piu-nazismi-dalla-manifestazione-della-cgil-a-roma/">&#8220;Mai più fascismi …e mai più nazismi&#8221; dalla manifestazione della Cgil a Roma</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Dal 25 Aprile del 1945 al 25 Aprile del 2020 (una riflessione di Angelo Falbo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Falbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 19:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>PRIMA PARTE A Sallusti (e ai suoi soci in risentimento antidemocratico: Gasparri, La Russa, Meloni e altri). Sallusti voleva gioire perché il coronavirus avrebbe potuto impedire di festeggiare il 25 Aprile. Lo sappiamo, la Liberazione e la nascita della Repubblica democratica con la Costituzione che afferma valori e principi universali di Uguaglianza, di Giustizia sociale, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/dal-25-aprile-del-1945-al-25-aprile-del-2020-una-riflessione-di-angelo-falbo/">Dal 25 Aprile del 1945 al 25 Aprile del 2020 (una riflessione di Angelo Falbo)</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">PRIMA PARTE</span></strong></p>
<p><em>A Sallusti (e ai suoi soci in risentimento antidemocratico: Gasparri, La Russa, Meloni e altri).</em></p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Liberazione-Nessuon-escluso.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-54496 alignleft" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Liberazione-Nessuon-escluso.jpg" alt="" width="310" height="234" /></a>Sallusti voleva gioire perché il coronavirus avrebbe potuto impedire di festeggiare il 25 Aprile.</p>
<p>Lo sappiamo, la Liberazione e la nascita della Repubblica democratica con la Costituzione che afferma valori e principi universali di Uguaglianza, di Giustizia sociale, di Libertà e di Pace non è piaciuta a diversi.</p>
<p>Tanti, amanti dei privilegi, delle sopraffazioni e dei malaffari impuniti non hanno mai accettato di essere considerati, nei diritti e nei doveri, cittadini “uguali agli altri”.</p>
<p>Loro, avrebbero preferito che gli altri fossero rimasti “sudditi”.</p>
<p>Chi ha tramato. Chi ha vilipeso. Chi ha covato risentimenti camuffati. Chi nostalgicamente ancora manifesta gesta e simbologie fasciste o parafasciste. Chi approfitta degli spazi democratici per ordire, in Fondazioni para cattoliche (usate strumentalmente) ed ultra reazionarie (ammirate da Meloni e da Salvini), azioni di scardinamento delle istituzioni democratiche, con gruppi razzisti, che dileggiano, deturpano Monumenti e Lapidi di combattenti partigiani e di Ebrei, dissacrando Croci e Cappelle nei Cimiteri.</p>
<p>Gli attentati e le stragi si sono susseguite, rimaste ancora coperte inspiegabilmente da omissis: a cominciare da Portella delle Ginestre.</p>
<p>Per fortuna Nostra e (di Sallusti) il frutto istituzionale e costituzione di quel 25 Aprile del 1945 ha retto. Anche quest’anno, inneggiato dallo sventolio di migliaia e migliaia di bandiere sui balconi e dal canto di Bella Ciao che ha furoreggiato in tante lingue in moltissime contrade del Pianeta.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Art-3.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-54497" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Art-3-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Art-3-300x156.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Art-3.jpg 311w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>E per quanto sabotata e non attuata pienamente la Costituzione regge. La Repubblica democratica reggerà e consentirà a Sallusti e ai tanti “sallustini” di continuare a screditare, invano, e a raccontare sciocchezze variamente colorite.</p>
<p>Il 25 Aprile ha portato la Liberazione dal giogo nazi fascista, con una Repubblica e una Costituzione invidiata.</p>
<p>Con libertà individuali, politiche, sindacali e culturali, con stampa libera e libere associazioni. Libertà che erano state soffocate dal Regime fascista.</p>
<p>Caro Sallusti, ringrazi Tutti coloro che si sacrificarono per darCi una Patria vera, libera e capace di far camminare a testa alta i suoi cittadini, non più sudditi, in tutte le strade del mondo.</p>
<p>Degni di chiamarCi Italiani.</p>
<p>W il 25 Aprile del 2020. Sempre. Noi lo festeggeremo.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">SECONDA PARTE</span></strong></p>
<p><em>Senza Storia non c’è Memoria. E senza Memoria si regredisce.</em></p>
<p><em>Per coloro che vogliono ripercorrere gli avvenimenti che portarono al 25 Aprile.</em></p>
<p style="text-align: center;">………..</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Gramsci-foto.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-54494" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Gramsci-foto-212x300.png" alt="" width="300" height="425" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Gramsci-foto-212x300.png 212w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Gramsci-foto.png 288w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Dal discorso di Pertini alla e camere in occasione della sua elezione a Presidente della Repubblica.<br />
«Qui vi sono uomini che hanno lottato per la libertà dagli anni ‘20 al 25 aprile 1945. Nel solco tracciato con il sacrificio della loro vita da Giacomo Matteotti, da don Minzoni, da Giovanni Amendola, dai fratelli Rosselli, da Piero Gobetti e da Antonio Gramsci, sorge e si sviluppa la Resistenza. Il fuoco che divamperà nella fiammata del 25 aprile 1945 era stato per lunghi anni alimentato sotto la cenere nelle carceri, nelle isole di deportazione, in esilio. Alla nostra mente e con un fremito di commozione e di orgoglio si presentano i nomi di patrioti già membri di questo ramo del Parlamento uccisi sotto il fascismo: Giuseppe Di Vagno, Giacomo Matteotti, Pilati, Giovanni Amendola; morti in carcere Francesco Lo Sardo e Antonio Gramsci, mio indimenticabile compagno di prigionia; spentisi in esilio Filippo Turati, Claudio Treves, Eugenio Chiesa, Giuseppe Donati, Picelli caduto in terra di Spagna, Bruno Buozzi crudelmente ucciso alla Storta. I loro nomi sono scritti sulle pietre miliari di questo lungo e tormentato cammino, pietre miliari che sorgeranno più numerose durante la Resistenza, recando mille e mille nomi di patrioti e di partigiani caduti nella guerra di Liberazione o stroncati dalle torture e da una morte orrenda nei campi di sterminio nazisti».</p>
<p>Come si vede il Presidente Pertini ha voluto commemorare tutto il percorso della Resistenza contro il Fascismo che è iniziato fin dalla nascita del Regime, ricollegandolo con il Suo proclama rivolto ai Milanesi invitati all’insurrezione:</p>
<p>«Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire».</p>
<p><span style="text-align: right;"><a href="https://www.ilreventino.it/dal-25-aprile-del-1945-al-25-aprile-del-2020-una-riflessione-di-angelo-falbo/festa-rep-640x687-1-2/" rel="attachment wp-att-54500"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-54500" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/FESTA-REP-640x687-1.jpg" alt="" width="310" height="333" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/FESTA-REP-640x687-1.jpg 640w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/FESTA-REP-640x687-1-279x300.jpg 279w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a>Stava per concludersi il più nero e tristo periodo della recente Storia dell’Italia iniziata nell’Ottobre del 22. È il giorno della fantomatica Marcia su Roma di squadristi fascisti guidata dai futuri Gerarchi intenzionati a minacciare la presa del potere con le armi. Sostenuti dalla borghesia agraria e da quella industriale, complice la stessa Monarchia, avendo il Re impedito di inviare l’Esercito contro i dimostranti e decidendo per di più di conferire l’incarico a Mussolini di formare il Governo. Forze economiche, Ambienti monarchici e la stessa Chiesa contavano di usare gli squadristi in funzione antisindacale e contro i Partiti di sinistra propugnatori di un sistema politico istituzionale che metteva in discussione il predominio incontrollato delle proprietà private a scapito del lavoro e dei lavoratori nelle fabbriche e nei campi.</span></p>
<p>Si illusero. Mussolini da subito dimostrò l’ambizione totalitaria del potere: persecuzione, incarcerazione e soppressione degli avversari.</p>
<p>Cancellazione di diritti individuali, sociali e politici.</p>
<p>Sotto gli occhi per certi versi compiaciuti di una Chiesa zittita dai favori concessi con il Concordato… era arrivato “l’Uomo della Provvidenza”!</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Giacomo_Matteotti.jpeg.jpeg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-54499" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Giacomo_Matteotti.jpeg.jpeg" alt="" width="260" height="296" /></a>Abolite le libertà sindacali, politiche, culturali; cancellati Partiti, Sindacati, Associazioni, anche cattoliche, tranne quelle asservite; soppressa la libertà di stampa, tranne quella ossequiosa. Una politica interna di soppressione degli oppositori, schedature e inseguimento e attentati anche se fuoriusciti: tribunali speciali, polizia squadrista.  In economia scelta autarchica. Una apolitica estera di vagheggiamento colonialistico e imperialistico, sull’onda delle spartizioni e degli accaparramenti colonialistici da tempo operati da tanti altri Stati europei: la ricerca di un posto al Sole. La fondazione in riedizione dell’antico impero romano, con simbologie gestuali, figurative, architettoniche e di slogan. Ambizioni vanagloriose che spingono verso un inevitabile congiungimento ideale, politico e militare, con il Nazismo hitleriano: affermazione della superiorità di uomini su altri uomini, soppressione di quanti considerati inferiori. “Patto d’acciaio” e progressivo allineamento del Fascismo al Nazismo. “Asse Roma – Berlino” e inebriante dimostrazione di invincibile potenza. Con progressiva identificazione della rincorsa mussoliniana alla più degradata politica di odio razziale praticata nella storia dell’umanità: lo sterminio etnico di 6 milioni di Ebrei, di migliaia di omosessuali, di zingari, di oppositori. Leggi razziali, sottoscritte da comitati scientifici asserviti al potere tanto da rinnegare le stesse fondamenta della Scienza. Una completa sudditanza e complicità del Fascismo al servizio delle politiche naziste, con le persecuzioni fasciste degli Ebrei esclusi prima dalla vita pubblica e poi retate e catture e convogliati verso la Germania con partenza dal “Binario 21” della Centrale di Milano. Una ferita gravissima al millenario patrimonio di cultura umanitaria vissuto dalle genti italiche.</p>
<p>Manifestazioni esaltanti di potenza, tanto pomposamente propagandate quanto rivelatesi vacue alla prova dei combattimenti reali sul campo, non nella oleografia di regime. La corsa impazzita di Hitler ad occupare gli Stati europei.</p>
<p>L’avanzata frenetica delle truppe “ariane” precedute dai devastanti Panzer. La mal vissuta invidia di Mussolini, dapprima osservatore e poi, disattendendo anche i consigli più avveduti, boriosamente spintosi ad annunciare impettito la dichiarazione di guerra a Francia e a Inghilterra. Tante folle applaudenti in ogni piazza d’Italia, fanatizzate a sentirsi pronte a partire, per combattere, vincere e tornare in poche settimane a casa, in un esercito di soldati vittoriosi e orgogliosi di aver servito trionfanti la Patria.</p>
<p>Tanti giovani allora plaudenti nel corso dei tragici eventi bellici maturarono il rigetto del Fascismo d cui si sentirono ingannati. Diventeranno Partigiani.</p>
<p>Intere generazioni, da piccoli balilla, a giovani figli della Lupa, a giovani iscritti al Fascio e alle varie organizzazioni, dal FUAN ai GUF universitari, tutti addestrati all’obbedienza cieca, alla venerazione del Duce onnipossente e ogni presente, dalle ricette di cucina, alle sue imprese stagionali, ora su una trebbia per al campagna del grano, ora sbracciato a scavare un fosso di bonifica, sempre da Grande Guida e Grande Condottiero. Solo Libri scolastici approvati dal Regime, con Maestri soggetti a sottoscrivere giuramenti di fedeltà.</p>
<p>Si recita con Blasfemia: Mussolini Ti vede… Dio no.</p>
<p>Applaudono la dichiarazione di guerra pronti a partire come se fossero stati invitati ad una festa da ballo. Impavidi? No, incoscienti, semplicemente fanatizzati da una propaganda martellante che ne aveva fatto degli inconsapevoli strumenti di morte. Nati, allevati e cresciuti per combattere per il Duce e per la Patria. Una Patria identificata con i sogni insani di un uomo che presto diventerà un “&#8230;fantoccio, un burattino…” come scriverà in una delle ultime lettere all’amante Claretta Petacci. Troppo tardi!</p>
<p>I campi di battaglia si rivelano per quelli che sono sempre in una guerra: scontri mortali, inseguimenti, catture e carneficine. I fronti cedono dappertutto. Le campagne di conquista si rivelano ingloriose sconfitte. Drammatica e tragica si rivela la campagna delle “Centomila gavette di ghiaccio”, soldati mandati, su richiesta di Hitler, a congelarsi sulle rive le Don o a restare seppelliti nelle tormente di neve durante le impossibili ritirate.</p>
<p>Male armati, mal vestiti e mal guidati.</p>
<p>Gli alleati nei primi di Giugno 43 occupano la Sicilia.</p>
<p>La tragica realtà delle ritirate da tutti i fronti scavò anche nelle fila dei fidi e più intimi collaboratori di Mussolini. Consolidarono il convincimento che bisognava cessare la partecipazione alla guerra e che ciò poteva essere fatto togliendo a Mussolini il comando delle operazioni di guerra, cioè dimissionandolo. Siamo nella lunga notte del 25 Luglio 43. La notizia del dimissionamento di Mussolini seguito dal suo arresto, fu accolta con sfrenato entusiasmo dagli italiani scesi nelle strade, convinti che la caduta del Fascismo equivalesse anche alla fine della guerra. Non fu così. Il Re e il nuovo Governo a guida Badoglio tardarono a comunicare indicazioni chiare: avevamo firmato l’8 Settembre un Armistizio con gli Alleati e di colpo non eravamo più alleati di Hitler.</p>
<p>Ma l’esercito per troppi giorni non ricevette ordini chiari. Si vissero giorni di tremenda incertezza. I tedeschi ne approfittarono per rafforzare le loro armate.</p>
<p>In più, facilitati da complicità mai accertate, liberarono Mussolini posto agli arresti in una località del Gran Sasso. E lo “convinsero” a ri-costituire un potere fascista proclamando la nascita di una Repubblica e nominando un Governo, quello della R.S.I., alle dirette dipendenze di un Comando nazista, sempre in contatto con Berlino, per eseguire gli ordini di Hitler.</p>
<p>La Penisola divenne un terreno di scontro sul quale gli abitanti e i soldati si trovarono a difendersi da attacchi concentrici. I tedeschi e i fascisti repubblichini infierivano intimando con bandi l’arruolamento nelle loro fila. Il Re e i Presidenti dei Governi provvisori rafforzarono i contatti con l’esercito franco-inglese-canadese- statunitense, stabilendo di fatto di fatto un’Alleanza e quindi emanando bandi per chiamare le classi di leva ad arruolarsi all’Esercito regio.</p>
<p>La gravissima situazione impose a tutti i giovani del tempo ed anche ai “richiamati” di fare una scelta:</p>
<p>1) rispondere ai Bandi nazifascisti ed arruolarsi per combattere contro l’esercito degli Alleati che avanzano nella Penisola con accanto reparti dell’Esercito regio</p>
<p>2) rispondere ai Bandi dei Governi provvisori di arruolarsi nell’Esercito regio ormai schierato a fianco degli Alleati e combattere contro i nazifascisti</p>
<p>Era successo che dopo l’8 settembre migliaia di soldati, con i loro Comandanti, presenti nelle caserme localizzate in territori controllati dai nazifascisti, rimasti senza ordini certi da parte del Re e di Badoglio rifugiatisi a Bari, vissero notti e giorni tormentati. In tutti era ormai chiaro l’esito di una sconfitta ormai avvenuta, rispetto alle premesse vaneggiate di sicura vittoria. Pochi Comandanti di fede fascista proseguirono a combattere obbedendo agli ordini nazisti, mentre i soldati ed i sottufficiali che poterono cercarono di rientrare a casa. Molti Comandanti “sciolsero le righe” lasciando i sottoposti liberi di scegliere e di mettersi in salvo per come sarebbe stato loro possibile.</p>
<p>Tanti Comandanti, non potendosi unire ai reparti dell’Esercito regio, dissero ai sottoposti cosa avrebbero fatto loro: si sarebbero sottratti ai comandi nazifascisti, riportandosi in montagna, per rafforzare le fila dei combattenti contro il nazifascismo. Lì c’erano già da tempo gli oppositori al Regime che avevano preconizzato, dopo il 25 Luglio, la sicura fine del Regime, anche se hanno dovuto aspettare per quasi due anni.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Anselmi-e-Iotti.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-54501" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Anselmi-e-Iotti-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Anselmi-e-Iotti-300x169.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Anselmi-e-Iotti.jpg 434w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>È lì in montagna, dalle pieghe degli Appennini centro settentrionali alle Valli alpine, si sono organizzate varie formazioni di combattenti. Alcune di ispirazione comuniste, altre socialiste, altre azioniste, altre cattoliche, altre autonome. Tutte arrivate a riconoscersi in un centro di coordinamento nazionale il C.L.N, costituitosi a Roma, ma poi dispiegatosi regionalmente con Comitati nelle aree centro- settentrionali. Molti giovani si rifiutarono di presentarsi ai Comandi nazifascisti e, non potendosi aggregare ai reparti del regio esercito, se ne andarono in montagna ad ingrossare le formazioni, le bande che si erano costituite intorno a figure di capi banda che in poche settimane si erano guadagnate stima e rispetto. Si trattava di Comandanti di appartenenza politica. Si trattava anche di comandanti con gradi militari. Capaci di guidare nei fatti d’arme gruppi di giovani soldati sbandati, di renitenti alla leva e al richiamo, di civili che con passione si mostrarono pronti a sostenere le formazioni partigiane. Anche ufficiali lontani da appartenenze politiche, ma capaci di raccogliere le ospitalità, i sostegni diretti e indiretti di vaste fasce delle popolazioni delle singole zone. Popolazioni che, accusate di complicità, hanno dovuto subire terrificanti rappresaglie di decimazioni, di distruzioni, di incendi di interi abitati, fino alla fucilazione indistinta di vecchi, di donne incinta e di bambini.</p>
<p>A lungo si è creduto che la Resistenza sia stata combattuta dalle popolazioni delle regioni centro settentrionali e che i Meridionali non vi avessero contribuito. Le ricerche più attente stanno rivelando che sì, le formazioni partigiane si sono costituite ed hanno operato lì, ma che in quelle formazioni hanno dato notevole contributo alla lotta partigiana migliaia e migliaia di meridionali. Nella sola zona ligure-piemontese sono stati circa 7 mila, tra cui i soli calabresi sono stati circa 1.000. Tra questi vi sono combattenti di tutti i Paesi del Reventino.</p>
<p>Di Carlopoli, oltre al Patriota Astorino Luigi (Lupo), al partigiano Muraca Carlo (Pizzo) celebrato con medaglia d’argento, anche se solo da discendenti, sono da considerare i due fratelli Tallarico, Antonio e Federico, e la sorella Caterina.</p>
<p><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Liberazione-di-Torino.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-54495" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Liberazione-di-Torino-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Liberazione-di-Torino-300x202.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Liberazione-di-Torino-110x75.jpg 110w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/04/Liberazione-di-Torino.jpg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Loro tre sono nati a Marcedusa, ma sono discendenti da un progenitore nato a Carlopoli e da una progenitrice nata a Bianchi. Tutti e tre hanno combattuto nella Divisione Autonoma “Sergio De Vitis” in Val Sangone, comandata da Giulio Nicoletta, di Crotone, che era lì con il fratello Franco, anch’egli combattente e Comandante di Brigata. Nella zona, dal fratello Federico, arrivò dai Balcani Tallarico Antonio, che ha scelto di essere seppellito a Carlopoli Egli combatté nella banda “Frico” del fratello e ha svolto le funzioni di Vice Comandante di Divisione in qualità di Capitano. Il fratello, Tenente   Federico, salito in montagna aveva subito costituito una Banda chiamata “Frico”, un attributo ricavato dalla contrazione del suo nome, poi ingrandendosi è divenuta la Brigata “Nebiolo Secondo”. Prese il nome di un Caduto appartenente alla formazione. La brigata “Nebiolo Secondo”, già “Frico” è stata una delle Brigate della Divisione “Sergio De Vitis” impegnata, con compiti strategici, nella Liberazione di Torino. Alla marcia di Liberazione i due fratelli poterono partecipare perché scampati alla pena di morte a cui erano stati condannati dai nazisti, e liberati appena in tempo. La sorella Caterina, Laureata in Medicina, ha seguito le scelte dei fratelli, divenendo prima staffetta e poi combattente partigiana. La loro storia è in fase di rielaborazione, attraverso l’esame della mole documentaria e delle testimonianze raccolte entro il quadro della lotta partigiana in Val Sangone. Torino fu liberata nel 27/28/29 Aprile, concludendo la totale Liberazione dal nazifascismo dell’intera Penisola.</p>
<p><em>di Angelo Falbo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/dal-25-aprile-del-1945-al-25-aprile-del-2020-una-riflessione-di-angelo-falbo/">Dal 25 Aprile del 1945 al 25 Aprile del 2020 (una riflessione di Angelo Falbo)</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>La giornata della memoria del 27 gennaio sia universale non soltanto shoah ebraica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 16:37:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 267 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) Caro Tito, come è sufficientemente noto, oggi 27 gennaio 2020 ricorre il 75mo anniversario della liberazione degli internati nel campo di concentramento nazista di Auschwitz da parte dell’Armata russa in avanzata verso Berlino. Quello odierno è stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Domenico Lanciano</strong>, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 267 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria)</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/01-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-49604" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/01-1.jpg" alt="" width="285" height="177" /></a>Caro Tito, come è sufficientemente noto, oggi 27 gennaio 2020 ricorre il 75mo anniversario della liberazione degli internati nel campo di concentramento nazista di Auschwitz da parte dell’Armata russa in avanzata verso Berlino. Quello odierno è stato riconosciuto dalla Repubblica Italiana come “Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” con legge n. 211 del 20 luglio 2000, pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000.</p>
<p><strong>1 – APPELLO ALL’UCEI – UNIONE COMUNITA’ EBRAICHE IN ITALIA</strong></p>
<p>Sono ormai parecchi anni che vado evidenziando l’esigenza di fare di questa “Giornata della Memoria” una preziosa occasione per ricordare non soltanto i dolorosi campi di concentramento nazisti del secolo scorso ma tutti i genocidi della Storia umana, tentati o effettuati. Ragionando sulla violenza individuale e collettiva. Allo scopo di uscirne fuori il più possibile.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/02-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-49605" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/02-1.jpg" alt="" width="300" height="95" /></a>Mi sembra poco educativa (se non addirittura penalizzante e persino controproducente) l’insistenza a voler mettere al centro dell’attenzione e delle considerazioni (come sta avvenendo ormai diffusamente) soltanto la Shoah in questa come in tante altre occasioni. Capisco bene che il popolo ebraico, verso cui ho una devozione immensa, abbia sofferto terribilmente non soltanto durante il ventesimo secolo ma in parecchie epoche della sua ultramillenaria storia. Tuttavia, perde una irripetibile opportunità nel non farsi “guida” del dolore del mondo, ricordando pure le terribili persecuzioni e i tragici genocidi patiti dagli altri popoli nostri coevi ma anche passati.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/03.png"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-49606" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/03.png" alt="" width="300" height="162" /></a>E’, detto in breve, ciò che ho scritto, anni fa, in una lettera indirizzata all’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche in Italia. Senza ottenere risposta. E ribadisco questa mia opinione, proprio per il grande amore che porto verso tutti i popoli e, in particolare, verso i popoli che hanno grandemente sofferto nel corso dei secoli. Non ultimo quello meridionale italiano, dal 202 avanti Cristo, da quando cioè il nostro Sud è stato conquistato dagli antichi Romani, dopo dei quali si sono succedute altre dominazioni quasi tutte oppressive e repressive, addirittura sanguinarie. Compresa la dominazione dei Savoia che, dal 1860 in poi, ha comportato il genocidio del Sud e la disarticolazione del popolo meridionale. Dominazione che, sotto altri aspetti e con altri metodi, continua ancora adesso ai tempi della Repubblica.</p>
<p><strong>2- GIORNATA DEL DOLORE UNIVERSALE DEI POPOLI OGNI 27 GENNAIO</strong></p>
<p>Data l’enorme importanza, torno ad insistere su tale aspetto, riproponendo di dedicare il 27 gennaio di ogni anno al “dolore universale dei popoli” pure per contemplare il fatto che senza il benessere di tutti non ci potrà mai essere pace. Mi riferisco, ovviamente, anche al dolore del popolo palestinese cui il popolo ebraico dello Stato di Israele non mi sembra del tutto estraneo. Specialmente dopo l’orrore vissuto sotto il nazi-fascismo.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/04-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-49607" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/04-1.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La mia coscienza e il mio cuore di “universalista” non sanno e non sono capaci di dire meglio e di più.</p>
<p>Urge ricordare e considerare tutti i popoli che (oppressi in un modo o nell’altro, nel passato come nel presente) sono stati gravati dall’angoscia del martirio.</p>
<p>Un dolore che occorre elaborare insieme. Altrimenti non usciamo dal vortice e dalla spirale dell’odio e del rancore.</p>
<p><strong>3 – DAL GENOCIDIO ARMENO A QUELLO DEL BENGALA</strong></p>
<p>Spesso sentiamo accennare al genocidio armeno da parte dei turchi mentre in Europa si combatteva la prima guerra mondiale, in particolare negli anni 1915-1916.E qualche accenno si fa, sporadicamente, sulle vittime e sugli eccidi del colonialismo di ogni tipo, anche italiano. Ma taluni stermini o genocidi ci sono ignoti o ci vengono quasi nascosti, come ad esempio, quello del Bengala (oggi Bangladesh) del 1943-44 quando questa regione asiatica faceva parte dell’India britannica.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/05-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-49608" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/05-1.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ne ha trattato brevemente il professore Franco Cardini (Firenze 1940) durante la trasmissione “Passato e Presente” (condotta da Paolo Mieli) andata in onda proprio qualche giorno fa su Rai Tre, tra le ore 13,15 fino alle 13,50. Il noto storico e docente universitario ha detto che, in pratica, le decisioni degli Inglesi occupanti l’India (fatte in buona o cattiva fede) hanno provocato circa tre milioni di morti nel Bengala, in occasione della carestia del grano del 1943-44. Parole testuali: “Metà dei morti ebrei durante la Shoah”.</p>
<p>Sarebbe interessante apprendere quanti morti seriali e collettivi abbia provocato l’Impero Britannico durante il suo lungo dominare grande parte del pianeta. Così come sarebbe utile sapere la Spagna dei secoli passati quanti e quali genocidi abbia commesso in America Latina e in altre parti del mondo. Così come gli Stati Uniti riguardo lo sterminio degli indiani pellerossa nativi del nord America. Oppure come la Chiesa Cattolica o i Poteri a lei vicino durante i lunghi secoli dell’Inquisizione. Ed anche quante morti di massa abbia collezionato il regime comunista sovietico dal 1917 al 1989. Così via per tutti gli altri Poteri e Regimi. E come non citare le orribili e nostre contemporanee stragi in mare e nei deserti dei nuovi migranti, profughi, esiliati?!…</p>
<p><strong>4 – UN ISTITUTO UNIVERSITARIO E PUBBLICAZIONI SUI GENOCIDI NELLA STORIA</strong></p>
<p>Molti anni fa ho scritto ad alcune grandi case editrici, tra cui la ben nota Feltrinelli di Milano (conosciuta come progressista), proponendo di pubblicare una serie di libri o almeno un libro sui genocidi avutisi nel corso della Storia. Per conoscere, per capire, per non dimenticare, per prevenire. Non ho avuto alcuna risposta.</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/06.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-49609" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/06.jpg" alt="" width="300" height="156" /></a>Nei prossimi giorni avanzerò proposta al neo-designato Ministro per l’Università e la Ricerca, professore Gaetano Manfredi, ex Rettore della Federico II di Napoli, affinché esamini la possibilità di istituire un apposito “Centro o Istituto per lo studio dei genocidi nella storia dell’umanità” pure al fine di contribuire alla pace e alla cooperazione tra i popoli. Tale Centro o Istituto mi sembra assolutamente necessario per contribuire a formare le presenti e le future generazioni alla nonviolenza, alla tolleranza e salvezza del nostro pianeta. E per creare la giusta cultura e il più favorevole clima per l’amicizia solidale tra le genti.</p>
<p><strong>5 – SALUTISSIMI</strong></p>
<p>Caro Tito, solitamente i violenti e coloro che fanno del male non dormono la notte per studiare il modo di come infliggere più morte e più distruzione, più ruberie e quanto altro per recare danni specialmente alle persone umili e pacifiche. Non pensi che pure noi, che amiamo il bene e la pace, non dovremmo dormire nemmeno la notte per cercare le più utili soluzioni per affrontare e ridurre ai minimi termini proprio la violenza ed il male che affligge il nostro territorio così come tutta l’Umanità?…</p>
<p><a href="http://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/07.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-49610" src="//www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/01/07.jpg" alt="" width="218" height="290" /></a>Con questo augurio e accorato appello, saluto te e i nostri gentili lettori, pensando alla gente che soffre in ogni modo e per qualsiasi motivo. La sofferenza è dolorosa per tutti. Ridurla al minimo possibile è un’azione altamente meritoria. Spero, perciò, che anche ogni “Giornata della Memoria” possa contribuire a renderci più buoni e ad impegnarci di più per la Pace e l’Armonia tra persone e tra popoli. Che sia sogno o utopia questa è la sola ed unica strada possibile. Per impegnarci tenacemente a risolvere, prima possibile, e lenire il grande dolore del mondo.</p>
<p><em>di Domenico Lanciano</em></p>
<p>[Pubblicato su autorizzazione dell’autore e tratto da <strong>CostaJonicaWeb.it</strong>, Quotidiano on line per Calabria e Sicilia – Editrice “Associazione MaryWebEventy” – Messina] – Le foto sono state tratte dal web.</p>
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		<title>Lello Dell’Ariccia e la sua missione: raccontare la shoah e vaccinare contro il razzismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cardamone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 22:27:38 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/lello-dellariccia-la-sua-missione-raccontare-la-shoah-vaccinare-razzismo/">Lello Dell’Ariccia e la sua missione: raccontare la shoah e vaccinare contro il razzismo</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/02/fine-conferenza.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-26798 size-medium" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/02/fine-conferenza-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/fine-conferenza-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/fine-conferenza-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/fine-conferenza-600x450.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/fine-conferenza.jpg 1050w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>È davvero straordinario ciò che sta facendo Lello Dell’Ariccia, anche se lui non ama sentirselo dire e anzi si schermisce come accade d&#8217;altra parte a tutti i grandi.</p>
<p>Lui si è dato una missione, conservare e trasmettere la memoria di quello che forse è il momento più buio di tutta la storia dell’umanità, e la porta avanti con una determinazione e una capacità fuori dal comune.</p>
<p>Durante il suo narrare, la Storia – con la S maiuscola – si mescola con i ricordi personali, ricordi tragici di fatti che lo hanno toccato da molto vicino e gli provocano una visibile sofferenza, una commozione che lui tenta di nascondere con stoicismo. Ma il suo racconto ha la precisione e la meticolosità di uno storico che si orienta benissimo tra le sue fonti: documenti, fotografie, filmati che, a giudicare dalla mole e dall’interesse, gli sono dovuti costare molti anni di studi e ricerche.</p>
<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/02/Plastino.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-26800 size-medium" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/02/Plastino-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Plastino-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Plastino-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Plastino-600x450.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Plastino.jpg 1050w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Non è facile per lui parlare della shoah in Italia e a Roma, la città dove ha sempre vissuto e continua a vivere. Dire pane al pane, fare da coscienza critica a un Paese che non ha mai fatto veramente i conti con la sua storia.</p>
<p>L’Italia e gli italiani, per le esigenze di pacificazione di fine guerra e grazie alla Resistenza, che ha contribuito a dare un volto accettabile alla democrazia nascente, si sono come auto-assolti dai crimini del fascismo, quasi volendone addossare tutte le responsabilità agli alleati nazisti.</p>
<p>E Dell’Ariccia è fermo quando dice che, con l’eccezione di Roma, dove le responsabilità furono in effetti dei nazisti, gli ebrei italiani vennero arrestati da fascisti italiani, spesso in seguito alle delazioni dei civili che in cambio ricevevano un premio in denaro.</p>
<p>Racconta numerosi episodi con i quali provoca un’altalena di sentimenti che attanagliano l’uditorio: dal sollievo nel sentire dei molti che salvarono gli ebrei, nascondendoli ai fascisti e ai nazisti, alla rabbia e alla vergogna nel sapere di altri che li denunciarono e ne provocarono la deportazione.</p>
<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/02/Lello-e-Ada.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-26801 size-medium" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/02/Lello-e-Ada-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Lello-e-Ada-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Lello-e-Ada-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Lello-e-Ada-600x450.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Lello-e-Ada.jpg 1050w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ma ci tiene a concludere con una storia positiva: dopo una conferenza fatta in una scuola di Roma da un congiunto, che ha vissuto la sua stessa esperienza, i ragazzi, chiamati a sceglierne il nome, hanno voluto darle quello di Ada Tagliacozzo, la sorella del conferenziere a sua volta cugina di Lello.</p>
<p>Ada era una ragazzina ai tempi della deportazione dalla quale non è più tornata. Ma adesso a Roma c’è almeno una scuola che la ricorda e che fa da contraltare alle tante strade e piazze d’Italia i cui nomi sono ancora dedicati a personaggi equivoci che hanno abbracciato il fascismo e poi il razzismo italiano.</p>
<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/02/Cavallaro.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-26802 size-medium" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/02/Cavallaro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Cavallaro-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Cavallaro-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Cavallaro-600x450.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Cavallaro.jpg 1050w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La conferenza di Lello Dell’Ariccia è stata preceduta dalla presentazione del professore Corrado Plastino: il regista della manifestazione, come è stato definito dallo stesso Lello, e della dirigente scolastica Enrica Pascuzzi che ha ricordato quanto sia necessario combattere l’indifferenza, soprattutto di fronte ai segnali preoccupanti che vanno diffondendosi nella nostra società e che spera che i ragazzi sappiano cogliere.</p>
<p>Ha fatto seguito un’introduzione curata da Antonio Cavallaro, della Rubbettino Editore, che ha tracciato la storia dell’ebraismo e delle persecuzioni e discriminazioni cui sono stati sottoposti gli ebrei, fin dalla distruzione di Gerusalemme da parte del futuro imperatore romano Tito e la conseguente diaspora del 70 d.C.</p>
<p>Ma anche lui ha tenuto a precisare che l’Italia e gli italiani non possono chiamarsi fuori da quanto è avvenuto con la shoah, che non esistono gli “italiani brava gente”, e che in Germania Hitler fu eletto democraticamente e a larga maggioranza, pur non nascondendo le sue intenzioni riguardo all’antisemitismo, che evidentemente serpeggiava da tempo tra la popolazione.</p>
<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/02/Lello-DellAriccia.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-26799 size-medium" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/02/Lello-DellAriccia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Lello-DellAriccia-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Lello-DellAriccia-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Lello-DellAriccia-600x450.jpg 600w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/02/Lello-DellAriccia.jpg 1050w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nella mattinata, Lello Dell’Ariccia aveva già tenuto una conferenza a favore degli studenti delle scuole di tutto il territorio del Reventino. I ragazzi lo avevano ascoltato in religioso silenzio e poi avevano interagito con lui ponendogli numerosissime domande. Una bella pagina di didattica attiva, un modo positivo di fare scuola e di favorire un’esperienza unica che, grazie a Lello, potrà instillare dei germi sani nei ragazzi: un vero e proprio vaccino che impedirà loro di ammalarsi di razzismo.</p>
<p><em>di Raffaele Cardamone</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/lello-dellariccia-la-sua-missione-raccontare-la-shoah-vaccinare-razzismo/">Lello Dell’Ariccia e la sua missione: raccontare la shoah e vaccinare contro il razzismo</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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