«Signor sindaco, in questo periodo particolare vogliamo dedicare un articolo su come voi sindaci della nostra area territoriale state affrontando l’emergenza coronavirus. Vi chiediamo delle risposte da pubblicare sul nostro sito ilReventino.it».


1) Come sindaco, quale situazione è stata più difficile da affrontare nella gestione dell’emergenza coronavirus?
<<L’emergenza sanitaria che stiamo affrontando in queste settimane ci ha catapultato, quasi da un giorno all’altro, ad affrontare una realtà che sicuramente mai nessuno avrebbe potuto solo minimamente immaginare di poter vivere nel corso della propria vita. È proprio per questo che non c’è un particolare più difficile degli altri rispetto alla gestione dell’emergenza sanitaria. È stato difficile acquisire come comunità la consapevolezza che i nostri stili di vita sarebbero stati stravolti, è difficile affrontare un’emergenza di tale portata in larga misura con i soli e pochi mezzi disponibili per un piccolo ente locale come il nostro, è difficile rassegnarsi al protrarsi della pandemia che settimana dopo settimana sembra non vedere fine.
Per quanto riguarda le direttive impartite, fermo restando la piena applicazione delle misure nazionali e regionali di contenimento del rischio di diffusione del virus, ho emesso alcune ordinanze che vietano l’accesso ai parchi e luoghi pubblici, cimiteri compresi, vietano lo stazionamento per le vie e per le piazze ed il passeggio e la corsa nell’intero territorio comunale, obbligano ad indossare mascherine e guanti durante la manipolazione di generi alimentari all’interno degli esercizi commerciali del paese, vietano l’ingresso nel territorio comunale di venditori ambulanti e di venditori porta a porta, tutte misure che ho ritenuto necessario adottare e ribadire con ordinanza sindacale al fine di ridurre al minimo situazioni di assembramento che aumentano il rischio contagio. Sono state adottate, con ordinanza sindacale, anche misure di quarantena obbligatoria vigilata per i concittadini rientranti da fuori regione.
Uno degli aspetti più difficili da affrontare oggi, riguarda l’altra faccia della medaglia di questa pandemia, quella legata alla grave crisi economica che ne consegue e che inevitabilmente interessa in modo sostanziale la nostra comunità composta da una significativa percentuale di lavoratori artigiani e di commercianti.
Fortunatamente l’intera comunità si è mossa da subito e continua a stringersi intorno all’amministrazione comunale che doverosamente sta coordinando la gestione dell’emergenza. Una fitta rete di interventi è stata realizzata per offrire assistenza e sostegno all’intera collettività ed in tal senso mi corre l’obbligo di ringraziare i colleghi Amministratori, la stazione dei Carabinieri di Tiriolo, la Polizia locale, i dipendenti comunali, il gruppo comunale di volontari di Protezione civile “I Rapaci”, il dott. Eugenio Sirianni medico di base del nostro Comune, i medici di presidio della Guardia Medica: tante professionalità, in costante sinergia tra loro, impegnate senza sosta nella gestione dell’emergenza. Nel nostro comune operano, inoltre, tre case di riposo per anziani e un centro di accoglienza Siproimi che ospita minori stranieri non accompagnati, ringrazio anche le direzioni di queste strutture e tutti gli operatori che hanno messo in atto misure rigorose di divieto di ingresso di familiari, conoscenti, visitatori e fornitori, al fine di evitare ogni eventuale veicolo di contagio. Ma il ringraziamento più sentito va a tutti i Cittadini che hanno da subito recepito l’importanza delle misure di distanziamento sociale e che, in questa seconda fase, si stanno adoperando per offrire sostanziale sostegno ai concittadini più deboli con numerose campagne di solidarietà, promosse dall’amministrazione comunale e fortemente sostenute da tutti i nostri concittadini.
Detto questo, se proprio devo indicare la situazione più difficile, allora dico l’irreperibilità di dispositivi di sicurezza (mascherine, guanti ecc.) da poter fornire a tutta la popolazione. Insieme ai miei collaboratori abbiamo letteralmente setacciato il mercato con la speranza di poter trovare dei fornitori dai quali acquistare questi dispositivi in quantità sufficiente per tutti, purtroppo senza esito positivo>>.
2) Quale esigenza o richiesta di intervento le rappresentano come prioritaria i cittadini?
<<Responsabilità, senso civico, dignità e solidarietà, sono elementi distintivi dei cittadini di San Pietro Apostolo, motivo d’orgoglio dell’intera cittadina, soprattutto nei momenti difficili. Ovviamente questi elementi distintivi non stanno mancando durante questa grave emergenza sanitaria ed economica. Io per primo e tutti gli amministratori comunali, non possiamo che ricambiare tanta maturità sociale assicurando, durante tutta la durata dell’emergenza, la nostra disponibilità ventiquattrore al giorno, sette giorni su sette, per ogni esigenza e per ogni necessità della popolazione.


È chiaro che in questo momento l’esigenza più pressante è quella legata alla necessità di far fronte alla crisi economica e di lavoro che deriva dall’emergenza sanitaria e le misure adottate sono state immediatamente operative grazie anche alla macchina burocratica comunale che ha lavorato giorno e notte per renderle subito esecutive.
Senza troppa retorica posso affermare che la richiesta prioritaria dei cittadini è quella di poter dare fondo alla propria solidarietà nei confronti dei compaesani in difficoltà>>.
3) Quale messaggio vuole comunicare ai suoi cittadini?
<<La strada intrapresa dalla nostra comunità è quella giusta. Seppur impossibile pensare di poter scongiurare con certezza assoluta il rischio contagio, i comportamenti messi in atto dai cittadini sono quelli corretti. Le misure di distanziamento sociale e di permanenza domiciliare vengono correttamente messe in atto dalla quasi totalità dei pietresi.
Ora però è importante non abbassare la guardia, continuando a rispettare le misure di prevenzione del contagio epidemiologico, rimanendo in casa fin quando sarà necessario. Non possiamo prevedere quanto durerà questa situazione, certamente l’errore più grande che possiamo commettere è quello di pensare che i momenti difficili siano alle spalle. Purtroppo, i numeri dei contagiati nazionali e regionali che ci vengono ogni giorno comunicati, mostrano un appiattimento della curva dei contagi, plausibilmente dovuto all’effetto delle misure restrittive impartite, ma non un’evidente discesa della curva, segno palese che con ogni probabilità il picco dei contagi non è stato ancora raggiunto.
Vanificare i sacrifici fatti finora che ci hanno concesso, come comunità locale, di superare indenni questa prima fase, sarebbe la cosa più sciocca che potremmo fare>>.





























