Restare umani per costruire insieme un mondo migliore con piccolo gesti di filantropia. E’ la mission del libro di esordio di Giuseppe Scalzi.
Il cittadino petronese ha appena pubblicato “Il mondo che vorrei” per svelare la sua visione del mondo in sedici piccoli capitoli sui segreti di un’interazione basa sulla cura, la lentezza e l’umanità.

Scrive nella prefazione Giuseppe Scalzi: “ Questo libro è nato da un’urgenza: quella di immaginare un mondo diverso, più giusto, più umano. Non pretende di offrire verità assolute ne soluzioni pronte. E’ piuttosto un riflessione, un invito, una speranza…. Il mondo che vorrei non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza, è il primo passo di un percorso che spero possa proseguire nel confronto con chi leggerà queste pagine”.
Non meno interessanti le conclusioni: “ Questo libro non è stato scritto per insegnare. E’ stato scritto per ricordare. Ricordare che la gentilezza è ancora un linguaggio. Che la lentezza non è un difetto. Che prendersi cura è un atto radicale. “
Si sa, ogni biografia indica una biologia: la vita di uno è la vita di tutti. Un nesso di cui si occupa spesso “Il mondo che vorrei”.

























