Nell’incontro dello scorso 28 giugno a Decollatura, la Sezione Intercomunale del Reventino ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha ribadito il suo impegno per la posizione del NO al Referendum Costituzionale che si terrà nel prossimo mese di ottobre.
Presentato dal presidente ANPI del Reventino, Corrado Plastino, e dal presidente provinciale ANPI Catanzaro, Mario Vallone, il professor Walter Nocito (costituzionalista e docente dell’Università della Calabria) ha spiegato i contenuti della riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi e votata dal Parlamento, ma non con una maggioranza tale da consentirne l’approvazione senza dover ricorrere appunto a un Referendum Costituzionale.
Il professor Nocito ha evidenziato i tanti lati negativi della riforma, di gran lunga superiori ai pochi positivi, che tra l’altro avrebbero potuto essere approvati con una semplice Legge ordinaria o addirittura mettendo mano ai regolamenti parlamentari.
Il risultato della riforma sarà quello di mettere un partito nelle condizioni di avere il controllo quasi assoluto dello Stato, creando un forte squilibrio di potere a favore dell’esecutivo e riducendo di fatto il pluralismo. Mentre, la nostra Costituzione non ha tanto bisogno di essere modificata, bensì attuata, soprattutto nella sua prima parte in cui si esplicitano quelli che dovrebbero essere i diritti inalienabili di ciascun cittadino.
Poi, il professor Nocito, ha provato – peraltro riuscendoci pienamente – a smontare tutti i possibili argomenti della posizione del “si”; per esempio, quello sulla presunta lentezza o immobilismo del Parlamento nel legiferare, semplicemente asserendo che l’Italia è uno dei Paesi con più leggi (oltre 150.000 attualmente in vigore). Al contrario, mancano i Testi Unici che si
sforzano di raggruppare tutte le leggi di una determinata materia in un’unica raccolta, al fine di renderne più semplice la consultazione e quindi anche il rispetto.
Ma il professore ha parlato soprattutto di una riforma poco seria e scritta male, aggiungendo che, se si trattasse di un esame di maturità, il ministro Boschi e i suoi consulenti meriterebbero la bocciatura.
Con il concorso anche degli interventi di molti dei presenti, si è centrata l’attenzione sulla necessità di attivare dei Comitati che non si dichiarino soltanto favorevoli al NO, ma soprattutto per la Costituzione: il testo del 1948 e non quello modificato – male – nell’ultimo decennio.
Comitati in cui siano tutti benvenuti, a prescindere dalle collocazioni politiche, per affrontare quella che sarà una vera e propria battaglia culturale, a favore dei ceti più deboli, e quindi contro la costituzione dei ricchi voluta dalla riforma, per tutelare l’uguaglianza e la libertà.




























