
Le nostre interviste
Missione compiuta. Una impresa non scontata e, soprattutto, non messa in preventivo ad inizio stagione. Ma, se l’appetito vien mangiando, l’ASD Invictus 24 ad un certo punto del campionato di Terza Categoria (appena il secondo della sua storia come testimonia la maglietta della promozione con la scritta Seconda in due anni ndr), ha fiutato la possibilità concreta di fare il colpaccio, come il predatore sente l’odore del sangue della sua vittima e così la squadra di Giacinto Cerra – anch’egli un neofita della promozione – ha “azzannato” il torneo e lo ha fatto suo senza neanche dover passare dall’insidiosa finale play off.
Insomma, un vero capolavoro, ma che fatica! Eh si, perché, tra squalificati (Grandinetti), infortunati (De Leo) e assenti vari (Stranges), i gialloverdi arrivavano all’ultima e decisiva partita con gli uomini contati. Oltretutto, su un campo ostico come quella di San Pietro Apostolo con una squadra ancora in corsa per la promozione. Così il 2-3 finale assume un peso specifico ancora più grande, proprio per come è arrivato.
LA CRONACA

Eppure, nonostante tutto, il match sembrava essersi incanalato nel migliore dei modi fin da subito. Sotto un bel sole primaverile del sabato Santo, non uno qualsiasi, il tridente mandato in campo da mister Cerra, fa breccia immediatamente nella retroguardia dei biancorossi. Errore della difesa che perde palla sulla trequarti e Tomaino è lesto, su assist di Niccolò Di Cello, con un bellissimo lob, a beffare l’estremo di casa.
Sbloccato il match dopo appena sei minuti, l’Invictus assume il controllo del match con relativa tranquillità. Dopo una serie di tentativi di raddoppio falliti, ecco un altro lampo degli ospiti. Torchia, con una delle sue serpentine, ubriaca la retroguardia sanpietrese e viene steso al limite dell’area lato corto di destra. Dentro o fuori?


L’arbitro decide per il rigore. Sul dischetto va lo stesso Torchia che, con un’esecuzione perfetta, spiazza Chiriaco e sigla lo 0-2. Siamo al 30′. Finita? neanche per sogno. Poco dopo il rigore, l’Invictus ha un’altra ghiotta occasione per allungare ulteriormente. Punizione dai 25 metri di Luca Di Cello. Traiettoria angolata e velenosa col pallone che batte per terra e miracolosamente viene deviato dal numero uno biancorosso in angolo.
Scampato il pericolo, la partita cambia e volge decisamente dalla parte del San Pietro 1963. Salgono in cattedra Maruca e Mazza, il bomber che condivideva fino all’ultima gara il primato tra i cannonieri con Angotti rimasto fermo al palo, per la cronaca, autore di una doppietta in due minuti. Prima raccogliendo un assist del compagno da sinistra su errore di Lamin e girando in rete di sinistro, poi di testa su traversone lungo dalla sinistra, complice la dormitona della difesa gialloverde. I due palloni raccolti in fondo al sacco in poco tempo da Fazio sono una mazzata terribile e un copione già scritto anche in altre partite che sono costate punti d’oro alla squadra del presidente Falvo.
Il San Pietro, galvanizzato dalla doppia strepitosa rimonta in una partita che sembrava già morta e sepolta, riprende vigore e si rende ancora pericoloso con il solito Mazza.
Finisce il primo tempo con l’Invictus letteralmente frastornata.
La ripresa inizia con un San Pietro volitivo alla ricerca costante del clamoroso ribaltone che non arriva per pochi centimetri in più di una circostanza grazie al solito scatenato Mazza. Anche un palo esterno su deviazione provvidenziale di Fazio.
L’Invictus rischia, ma del resto il pareggio non serviva a nulla e tenta di ricompattare le fila e ridare ordine alla manovra che appare confusa. La gara si fa più cattiva e fioccano i cartellini, soprattutto tra i gialloverdi molto nervosi.
Come se non bastasse Cerra deve cambiare alcuni uomini. Entrano così Muraca per Niccolò Di Cello, Gigliotti per Cosentino e Riccardo Cerra per Angotti.

Sembra finita anche perché Tomaino, ben servito da Torchia, si divora letteralmente il terzo gol tirando addosso a Chiriaco. L’Invictus, comunque, non si arrende e invade l’area del San Pietro ormai stanco. Così ecco il lampo. Floro, non brillantissimo fino a quel momento, si inventa letteralmente un’azione spettacolare; dribbla un paio di uomini e, resistendo alla tentazione di concludere a rete, serve un assist perfetto proprio a Tomaino che, come contro il Serrastretta, mette la zampata vincente e col piattone batte per la terza volta Chiriaco.



Mancano pochi minuti più recupero e i gialloverdi escono dalla tempesta e rivedono il porto sicuro in cui approdare col vessillo di un’insperata ascesa nella categoria superiore.
Al fischio finale liberatorio, può esplodere la festa in campo e negli spogliatoi. Gavettoni per tutti e mister Cerra che viene travolto mentre è ai nostri microfoni per le dichiarazioni di fine gara. Quindi partenza per una sfilata che passa per Platania e finisce a Decollatura, i due centri che, insieme a Lamezia costituiscono il nucleo portante della squadra che ha meritatamente raggiunto un traguardo storico.
Vogliamo citare tutta la dirigenza che ha contribuito al raggiungimento di questo traguardo sportivo così importante.
Presidenti: Antonino Caparello e Vincenzo Falvo; Allenatore Giacinto Cerra; Dg Salvatore Cerra; Ds Francesco Pio Grandinetti; Preparatore portieri Alfredo Pucci; Responsabile tecnico Antonio Cerra; Dirigente Antonio Anania; Segretario Camillo Bonacci; Social Media Manager Greta e Sveva Falvo.
Infine, nel video che accompagna questo articolo, tutte le emozioni del match nelle parole dei protagonisti. Ringraziamo per la collaborazione anche Alessandro Cerra.

























