

“La cedolare secca rappresenta da sempre un’opzione fiscale vantaggiosa per i piccoli proprietari immobiliari”, ha dichiarato l’avv. Giuseppe Pascuzzi. “Questo regime permette di applicare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, con aliquote fisse del 21% per i contratti a canone libero e del 10% per i contratti a canone concordato, nelle aree ad alta tensione abitativa e nei Comuni colpiti da calamità naturali”. Pascuzzi ha inoltre sottolineato le principali esenzioni offerte dalla cedolare secca: “I proprietari non devono pagare l’imposta di registro e l’imposta di bollo per la registrazione, risoluzione e proroga dei contratti di locazione, e il reddito derivante dall’immobile non si cumula con altri redditi, evitando così di passare a scaglioni IRPEF più elevati”. “La legge di Bilancio 2024 ha introdotto modifiche significative che interessano principalmente le locazioni brevi e multiple,” ha spiegato Pascuzzi. “Per i contratti di locazione di durata non superiore a 30 giorni, l’aliquota passa dal 21% al 26% a partire dal secondo immobile locato. Inoltre, dal quinto immobile locato sarà obbligatoria l’apertura di una partita IVA, configurando così l’attività come imprenditoriale”.


Le proposte dell’UPPI includono: durata dei contratti 6+6 anni, non modificabilità del canone, indennità di avviamento, aggiornamento limitato all’ISTAT. “Queste rigide disposizioni”, ha continuato Pascuzzi, “ostacolano la circolazione degli immobili destinati ad attività commerciali e professionali. Una riforma che estenda il regime di cedolare secca a queste locazioni permetterebbe di incentivare il mercato immobiliare e di rendere più fluida la gestione degli immobili destinati a diverse attività economiche”. “In sintesi, le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2024, sebbene comportino un aumento dell’aliquota per le locazioni brevi multiple, offrono comunque opportunità di pianificazione fiscale efficiente,” ha concluso l’avv. Pascuzzi. “È essenziale che i proprietari siano informati e preparati ad adattarsi alle nuove disposizioni per sfruttare al meglio i benefici offerti dalla normativa. Allo stesso tempo, l’UPPI continuerà a battersi per una riforma complessiva del settore, al fine di tutelare e promuovere i diritti dei piccoli proprietari immobiliari”.



























