Torna nel paese jonico la Giornata FAI, acronimo di Fondo per l’ambiente italiano, e stavolta si occupa della biodiversità con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della tutela degli ecosistemi, delle specie animali e vegetali e del patrimonio naturale del territorio.
Il FAI Giovani di Catanzaro, guidato dal capogruppo, anche storico e scrittore, Luigi Loprete, propone sul territorio cropanese un programma molto ricco per domenica prossima, 24 maggio 2026. Al mattino l’appuntamento è alle ore 9:30 presso il lungomare di Cropani, paese che da poco. 14 maggio 2026, ha riconfermato la sua bandiera blu e subito dopo si partirà alla volta della foce del fiume crocchio, area protetta di interesse comunitario. La passeggiata sarà guidata da Pasquale Capellupo, appassionato di storia locale e volontario di Ginevra APS, da Michele Valentino, presidente di Linea Selvatica APS, e guida AIGAE e l’associazione Plastic Free. Il fiume Crocchio è legato a suggestive tradizioni mitologiche e naturalistiche del territorio calabrese. Secondo la leggenda, nelle sue acque viveva la ninfa greca Arocha appartenente al coro della Dea Artemide, figura simbolica della bellezza e del legame sacro tra uomo e natura. Dal punto di vista storico, lungo il suo corso sorge la storica Torre del Crocchio (“Turrazzu”), antica torre di avvistamento costiera costruita per difendere il territorio dalle incursioni saracene. Oggi il Crocchio rappresenta anche un importante ambiente naturalistico, caratterizzato da una ricca biodiversità, vegetazione mediterranea e habitat ideali per numerose specie animali e vegetali. Dalla sua foce veniva imbarcato il legname proveniente dai monti della Sila impiegato nella costruzione della Basilica di San Pietro in Vaticano ed altri importanti monumenti della storia dell’umanità. Il pomeriggio la manifestazione si sposterà in località Vecchiarello nel Comune di Sersale. Alle ore 16:00 ci si ritroverà all’icona di San Giuseppe e poi si visiterà il Campo della Biodiversità Castanicola, località in cui insistono alcuni antichi “Pastillari”, costruzioni in cui venivano lavorate le castagne e proprio di questo frutto, che per secoli ha rappresentato una fonte di sussistenza per la popolazione locale con le castagne veniva preparato il pane, ma anche alcune prelibatezze che oramai sono andate quasi perse “pastidhi”, “turduni”. Qui si usufruirà della guida volontari dell’ARSAC.
Attraverso attività, visite ed eventi educativi, il FAI promuove una maggiore consapevolezza sul valore della biodiversità e sulla necessità di preservarla per le generazioni future: imparare a riconoscere la bellezza.



























