A morire di mafia non sono solo le persone ammazzate, ma anche tutti i cittadini che si rassegnano a vivere in contesti dove impera la violenza e l’ingiustizia: pratiche deplorevoli.
Un assunto di pedagogia della resistenza che si coltiva con costanza negli ambienti scolastici dell’Istituto comprensivo di Sersale-Petronà, alimentando così la viva speranza di una Calabria senza ‘ndrangheta.
La comunità educante dell’I.C. Bianco Alvaro, rappresentata dalla dirigente scolastica prof.ssa Maria Brutto, è in procinto di organizzare il XVI convegno di educazione alla legalità sul tema: “Maria Chindamo: un faro contro il patriarcato e contro la ‘ndrangheta”. L’appuntamento è per venerdì 17 aprile 2026, ore 10.30, presso palestra comunale di Cerva. Relatore dell’importante momento formativo sarà Vincenzo Chindamo, non solo fratello di Maria, ma anche docente e insignito del premio internazionale Lea Garofalo come “Testimone del nostro tempo”. Ci sarà anche il consigliere regionale Marco Polimeni nelle vesti di Presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta e contro la corruzione.

Modera il referente storico dei progetti sulla legalità prof. Enzo Bubbo, anche autore del saggio Semi di legalità. Gli alunni di cinque paesi pedemontani hanno attenzionato la struggente storia di Maria Chindamo, coraggiosa imprenditrice, vittima di lupara bianca. E ora è tempo di passare dalle parole ai fatti.
Come da consuetudine, i discenti dell’Istituto comprensivo Bianco Alvaro non faranno da spettatori, ma saranno i protagonisti dell’iniziativa sulla legalità e ogni alunno ha scelto di esserlo a modo proprio: alcuni con il teatro, altri con i disegni, altri ancora con la musica. Se la criminalità attecchisce nell’ignoranza qui si fa invece educazione alla legalità con l’educazione e con le nuove generazioni di ben cinque paesi: da Andali a Zagarise, passando per Cerva, Sersale e Petronà.

C’è, dietro l’organizzazione, la collaborazione dell’associazione Insieme onlus di Petronà. Prima dell’incontro con Vincenzo Chindamo e Marco Polimeni , la scuola “Corrado Alvaro” ha realizzato progetti di educazione alla legalità con il procuratore nazionale antimafia Emilio Ledonne, con Giovanni Impastato e con i ragazzi di Locri. E ancora: il poliziotto Renato Cortese, Maria Falcone, Simona Dalla Chiesa, Salvatore Borsellino, don Giacomo Panizza, Angela Napoli insieme con Carolina Girasole, i genitori di Dodò Gabriele, Nicola Gratteri, la magistrata Annamaria Frustaci, Don Luigi Ciotti, il filosofo Salvo Vitale e il giudice Roberto Di Bella.
In queste latitudini, muove la convinzione che la lotta alla criminalità non può essere delegata solo dalle forze dell’ordine, ma serve la fattiva partecipazione attiva della società civile: una responsabilità collettiva che porta a non voltarsi dall’altra parte.

























