di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 268 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria)


1 – UN RITORNO ALLE ORIGINI MUSICALI
Invece, questo Album (coraggioso quanto seducente, gioioso quanto coinvolgente, bisogna pur dire) ci riporta alle basi e, appunto, all’anima della nostra tradizione musicale popolare, con sonorità tali che (ah, finalmente!) ci fanno entrare nelle atmosfere da sogno dell’amore semplice e genuino, quasi ingenuo e puro di un popolo frugale ma essenziale nella vita come nei sentimenti. Musica e testi combaciano nella visione compiaciuta del gioco del corteggiamento e del desiderio d’amore con una leggerezza tale che la danza sembra ispirarsi al volo aggraziato delle farfalle.


2 – UN CD IMPERDIBILE E DA COLLEZIONE
Caro Tito, mi è piaciuto così tanto questo CD della NCCP che lo considero davvero “imperdibile” e da “collezione” per chiunque ami non soltanto la musica ma anche e soprattutto le nostre radici e la nostra più profonda anima meridionale. Mediterranea. Solare. Infatti, non a caso c’è quel riferimento al genere “moresche” cioè arabo, dei “Mori” che dalla Spagna si è diffuso in buona parte d’Europa già dal 15° secolo.
Il che (te lo dico sottovoce) riporta alla mia “invenzione” e al mio tentativo del genere musicale del POP-ISLAM, realizzato poi negli anni 1971-73 con gli approfondimenti del gruppo degli “Euro Universal” di Badolato (CZ) giunto, allora, quasi al contratto con la nota ed apicale casa discografica RCA di Roma. Un genere che, a ben vedere, ha le basi anche in questo incontro del tutto naturale tra la musica dell’una e dell’altra sponda del Mediterraneo. Una contaminazione culturale inevitabile e affascinante. Un discorso che qualcuno, alla fine, dovrebbe riprendere e sviluppare. Ma, sicuramente, ciò avverrà poiché è scritto nell’evoluzione dei tempi. Sicuramente. Anzi inesorabilmente. Barriere o non barriere. Confini o non confini. Ritengo, perciò, che quello degli Euro Universal sul POP-ISLAM non sia stato un lavoro del tutto inutile. Lo conferma pure questo CD della NCCP “Napoli 1534” … ovvero il “pop-islam” dell’anno Domini 1534.


Nella magnifica grafica di Daisy Jacuzzi non potevano mancare la sapiente disposizione di foto del maestro Roberto Panucci e la leggiadra riproduzione di taluni spartiti, decorazioni e disegni dell’epoca o a questa ispirati all’abile mano di Beppe Stasi. E sempre utile, poi, l’evidenza data ai brevissimi testi letterari (11 poiché un brano è soavemente solo strumentale).
Mi sembra doveroso evidenziare che tale nuovo Album della longeva NCCP è stato concepito e realizzato dal maestro Corrado Sfogli, punto di riferimento della musica popolare non solo del sud Italia; e che lo stesso Corrado Sfogli e Fausta Vetere ne hanno firmato la direzione artistica, mentre la produzione artistica si deve a Renato Marengo. Mi sembra altresì utile ricordare che la NCCP è stata fondata nel lontano 1966 (ben 54 anni fa) dai ben noti musicisti napoletani Eugenio Bennato, Carlo D’Angiò, Roberto De Simone e Giovanni Mauriello, ai quali si sono poi uniti Peppe Barra, Patrizia Schettino, Patrizio Trampetti, Nunzio Areni e l’attuale ottima erede Fausta Vetere. Prestigio su prestigio!


3 – PASQUALE ZICCARDI IL BASSISTA DELLA NCCP
Della NCCP fa parte come bassista, voce e autore il maestro Pasquale Ziccardi, casertano di San Clemente. Devo a lui il privilegio di avere ascoltato, prima ancora dell’uscita ufficiale, il prezioso album “Napoli 1534” che tanto mi ha affascinato e reso felice. Conosco e frequento il maestro Ziccardi, di tanto in tanto ma sempre con grande reciproca simpatia, fin dal 1980 quando siamo diventati amici di famiglia.
Musicalmente eredita la passione musicale dal simpaticissimo ed arguto papà Giovanni. Ed è nato cantautore in lingua e dialetto con il complesso giovanile “Mediterranea”. A sua volta Pasquale Ziccardi ha trasmesso la passione musicale a quel Riccardo Ceres, suo nipote, che si sta rivelando uno dei migliori e più originali giovani cantautori italiani, compositore di colonne sonore cinematografiche, pure con un’interessante scrittura letteraria oltre che musicale.


Un suo dolcissimo e struggente brano “Dint’o viento” (“Dentro al vento”, composto assieme a Ferdinando Ghidelli) è cantato con grande sussiego e inconfondibile stile (brillantemente in lingua napoletana) dalla grande Mina che lo ha inserito (come seconda traccia) nell’Album “Olio” uscito il 15 aprile 1999… inseguendo un amore perso nel vento con “sussurrante arte fonetica”.
4 – TEMPO AL TEMPO
Caro Tito, ho pensato che, d’ora in poi, alla fine di ogni lettera possa aprire una piccola finestra (intitolata proprio “Tempo al tempo”) per enunciare l’attualità più stringente. PER NON DIMENTICARE. E PER MAGGIORE E MIGLIORE IMPEGNO INDIVIDUALE E COLLETTIVO. Come, ad esempio, adesso l’epidemia del “coronavirus” che, proveniente dalla Cina di Whuan (megalopoli di 11 milioni di abitanti), sta mietendo centinaia di vittime, infondendo angoscia ovunque, anche da noi in Occidente, persino nelle periferie italiane.


Dovrebbe essere, quindi, logico e conseguenziale che, per evitare morti e gravi risvolti socio-economici, bisognerebbe “bonificare” le aree tendenzialmente nocive alla salute degli esseri viventi e dell’ambiente più in generale, realizzando preventivamente un’efficace pedagogia sociale. E’ come se avessimo, nella nostra stessa casa, una stanza pericolosa per il benessere della nostra famiglia. L’andremmo immediatamente a bonificare da cima a fondo per renderla sana e fruibile. Sicura. Così dovremmo urgentemente fare in tutto il pianeta a rischio, per disinnescare le bombe biologiche ed ecologiche che, spesso, più delle atomiche possono distruggere genti e territori. Ingentemente.


La perfidia umana, il potere e i soldi possono fare ancora di più. Come la ferocia del femminicidio di Mazara del Vallo (Trapani) dove proprio recentemente un uomo di 53 anni ha ucciso la moglie dopo ben tre giorni di continue percosse e sevizie. Negli ultimi giorni ci sono stati altri femminicidi in varie parti d’Italia. Tutti raccapriccianti. Occorre un più forte e decisivo impegno da parte di tutti. Urge fermare tale strage!
Così come è necessario fermare le stragi delle morti sul lavoro. Infatti, non dobbiamo dimenticare che quotidianamente ci sono ancora più morti sul lavoro o lungo le strade. Pure per questo dobbiamo avere una particolare attenzione ed allerta. Altrimenti finiremo con il pensare che queste morti siano un tributo dovuto, mentre invece c’è l’indolenza umana dietro a tantissime stragi che potrebbero essere evitate. Così nella malasanità. Così come nel Mediterraneo o nelle guerre nascoste o risapute. Ci sono genicidi silenti di cui nessuno parla, perché scomodi. Se questo è un uomo!….


5 – SALUTISSIMI
Caro Tito, se da una parte sono angosciato ed indignato, come quasi tutti, sull’andamento del nostro pianeta (virus compresi), non posso però nascondere l’esultanza di godere della musica della nostra anima popolare più antica ed autentica per come sapientemente rielaborata e proposta in queste settimane dalla NCCP con il CD “Napoli 1534”. E t’invito a bearti di questi 12 brani che, ormai, accompagnano suggestivamente le mie attuali giornate così poco invernali e piene del sole del sud, in un periodo in cui le stagioni non sono più stagioni, il clima non è più clima, persino le persone non sono più persone, ma la musica resta sempre musica. Fedele a se stessa! Ci meritiamo un minimo di gioiosa compensazione, vero?!




di Domenico Lanciano
[Pubblicato su autorizzazione dell’autore e tratto da CostaJonicaWeb.it, Quotidiano on line per Calabria e Sicilia – Editrice “Associazione MaryWebEventy” – Messina] – Le foto sono state tratte dal web.



























