SCIGLIANO – Una sala gremita fin dalle ore 16 e un pomeriggio di confronto proseguito fino a oltre le 19. Si è svolto sabato 10 ottobre il convegno «Il futuro del passato: nuove tecnologie per la promozione del Ponte romano e degli altri patrimoni della Valle del Savuto», un appuntamento che ha posto al centro il rapporto tra storia, ricerca scientifica e innovazione.
L’iniziativa, moderata dall’ingegnere Antonio Basile e organizzata dai Rotary Club di Rogliano e Mendicino e dal Lions Club Lamezia Terme Valle del Savuto, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti e associazioni impegnate nella promozione culturale del territorio. L’obiettivo è quello di individuare nuove strade per conoscere, tutelare e rendere maggiormente fruibile il patrimonio storico della Valle del Savuto.
Protagonista dell’incontro è stato l’antico Ponte romano sul fiume Savuto, conosciuto anche come Ponte di Sant’Angelo o Ponte di Annibale: una testimonianza dell’ingegneria antica che oggi può essere studiata anche attraverso strumenti tecnologici capaci di andare ben oltre la semplice osservazione visiva.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Scigliano, Raffaele Pane, sono intervenuti i rappresentanti dei club promotori e delle realtà associative coinvolte nella valorizzazione del patrimonio locale. Tra i partecipanti figuravano Claudio Aquino, presidente del Rotary Club Rogliano-Valle del Savuto; Michele Maletta, presidente del Rotary Club Mendicino-Serre Cosentine; Amedeo Colacino, presidente del Lions Club Lamezia Terme Valle del Savuto; Piero Petrisano, per il gruppo Scigliano Ti Amo; e Ferdinando Morelli, per l’associazione La Via Popilia.
Il confronto ha evidenziato l’importanza di mettere in relazione competenze differenti per sviluppare progetti capaci di coniugare ricerca, tutela e promozione turistica. Al termine dei lavori, il sindaco Raffaele Pane ha consegnato targhe commemorative ai rappresentanti dei club organizzatori e ai relatori presenti, come riconoscimento per il contributo offerto all’iniziativa.


Dalla storia alla scienza: il ponte come struttura da conoscere e monitorare
Tra gli aspetti più interessanti del convegno, l’impiego di tecnologie avanzate per comprendere il comportamento delle strutture storiche. Il tema è stato affrontato dal professor Fabrizio Barone e dall’architetto Armando Di Maio, nell’ambito del loro contributo dal titolo «Attraversare il Tempo: la Conoscenza come Ponte tra Passato e Futuro».
L’obiettivo è affiancare allo studio storico e architettonico strumenti di misura e sistemi di monitoraggio in grado di rilevare il comportamento dinamico di una struttura. Sensori ad alta sensibilità possono raccogliere dati sulle vibrazioni e sulle risposte del manufatto alle sollecitazioni, fornendo informazioni preziose per comprenderne le caratteristiche e seguirne l’evoluzione nel tempo. Conoscere una struttura, infatti, non significa soltanto osservarne la forma e i materiali, ma anche capire come reagisce alle sollecitazioni e quali informazioni possano emergere dal suo comportamento fisico. In questo ambito si inserisce anche l’esperienza scientifica di Fabrizio Barone, legata alla ricerca sulle onde gravitazionali e alla storia del progetto Virgo. Nato dalla collaborazione scientifica italo-francese, Virgo è un grande rivelatore interferometrico progettato per misurare segnali estremamente deboli provenienti dall’Universo. Il richiamo a questa esperienza aiuta a comprendere la portata dell’approccio metrologico: strumenti sofisticati, misurazioni accurate e modelli scientifici possono consentire di rilevare fenomeni che sfuggirebbero alla semplice osservazione. Naturalmente, il monitoraggio di un ponte storico e la rilevazione delle onde gravitazionali sono applicazioni differenti. A unirle è la necessità di misurare segnali molto piccoli e interpretarli attraverso metodi rigorosi.
Per il Ponte romano sul Savuto, questo approccio apre prospettive importanti. La raccolta sistematica di dati, associata a modelli matematici e simulazioni, può contribuire a comprendere meglio le tecniche costruttive antiche e il comportamento attuale della struttura, offrendo elementi utili anche per la sua conservazione. Non si tratta, quindi, soltanto di raccontare il passato attraverso le tecnologie digitali, ma di utilizzare la scienza per conoscerlo più a fondo.
3D, intelligenza artificiale e patrimonio culturale
Il monitoraggio strutturale è soltanto una delle direzioni lungo le quali può muoversi la ricerca applicata ai beni culturali. Nel corso del convegno, il tema dell’innovazione è stato affrontato anche attraverso le potenzialità dell’intelligenza artificiale, della ricostruzione tridimensionale e dello storytelling digitale.
Le nuove tecnologie aprono prospettive inedite per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale: dalle visite virtuali ai modelli digitali, fino allo storytelling, strumenti che consentono di documentare i monumenti e renderli accessibili a un pubblico sempre più ampio. Di queste opportunità ha parlato Pasquale Mastroianni di Visionspace, mentre Mario Minasi e Michele De Marco di 3DPlus hanno approfondito il ruolo dello storytelling digitale nel rendere più coinvolgente la narrazione del patrimonio storico e artistico.
L’intelligenza artificiale è sempre più presente nei processi di gestione e divulgazione della conoscenza. Pietro Pantano del Cluster Nazionale “Made in Italy” ne ha illustrato le potenzialità nell’organizzazione delle informazioni, nella valorizzazione degli archivi e nella diffusione della storia. Salvatore Accordino, coordinatore IA Lions Calabria, ha infine posto l’attenzione su un tema cruciale: il copyright e la tutela del patrimonio culturale nell’era dell’intelligenza artificiale generativa.
Il convegno ha offerto numerosi spunti di riflessione, anche se la varietà degli argomenti affrontati e il tempo limitato a disposizione non hanno consentito di approfondire ogni tema quanto sarebbe stato auspicabile. Una ricchezza di prospettive che lascia spazio a ulteriori occasioni di confronto e approfondimento.


Domenica le rievocazioni storiche si spostano nel borgo
Il programma di domani, domenica 11 ottobre, con le ambientazioni e le rievocazioni storiche, a causa delle condizioni meteorologiche avverse della notte scorsa, hanno reso necessario modificare la location degli appuntamenti, inizialmente previsti nell’area del Ponte romano.
Le attività si svolgeranno in piazza Carmine Golia, all’interno del borgo di Scigliano, a qualche chilometro dal ponte. Lo spostamento consentirà di mantenere l’appuntamento con i gruppi storici e delle altre iniziative in programma.
Sono attesi figuranti e gruppi provenienti dalla Sicilia, dalla Puglia e da Crotone, oltre ai Bretti di Cosenza, presenti alla manifestazione fin dall’inizio, sei anni fà. Le rievocazioni offriranno al pubblico l’occasione di avvicinarsi alla storia attraverso costumi, rappresentazioni e momenti dedicati alle tradizioni del mondo antico. Chi desidera visitare il Ponte romano potrà comunque raggiungerlo autonomamente, tenendo conto delle condizioni meteorologiche e della situazione dei percorsi di accesso.
Il Ponte romano sul Savuto non è soltanto una testimonianza del passato. È anche un patrimonio sul quale applicare conoscenze scientifiche, strumenti digitali e nuove forme di divulgazione, affinché la sua storia possa essere documentata, studiata e resa sempre più accessibile. La sfida per la Valle del Savuto sarà trasformare gli spunti emersi dal convegno in iniziative continuative, capaci di coinvolgere istituzioni, università, associazioni e comunità locali. In questo convegno, sul finale, è emersa l’importanza e la necessità di fare pressione per un coinvolgimento diretto della Soprintendenza competente per il territorio, affinché le indagini scientifiche e le attività di conoscenza e tutela possano trovare continuità e adeguato supporto istituzionale, senza restare affidate soltanto alla meritoria iniziativa di realtà locali. Perché il futuro del passato non consiste soltanto nel conservare ciò che è arrivato fino a noi, ma nel trovare nuovi modi per comprenderlo, proteggerlo e trasmetterlo alle generazioni future.





























