È iniziata a Soveria Mannelli la seconda edizione dell’Università d’Estate sull’Intelligence, che fa immediatamente seguito all’Università d’Estate nella sua versione storica e collaudata, che ha visto protagonisti quest’anno Vittorio Sgarbi, Nicola Gratteri e Mario Morcellini.
L’idea è di Mario Caligiuri che ha voluto portare nella sua città, di cui peraltro è attualmente vicesindaco dopo aver fatto il sindaco per molte legislature, la sua esperienza di direttore del Master in Intelligence dell’Unical, promotore dell’iniziativa insieme a Rubbettino editore e alla Fondazione Italia Domani.
Il docente della prima lezione è stato l’on. Lorenzo Guerini del Partito Democratico, presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Si tratta di un organo di garanzia e di controllo che si è insediato nello scorso mese di luglio, subito dopo la formazione del nuovo governo Conte, e che prevede un pari numero di membri tra maggioranza e opposizione e la presidenza affidata a un parlamentare di minoranza.
Oltre al relatore principale, sono intervenuti il Magnifico Rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci, e l’editore della rivista Formiche e direttore del Centro studi americani, Paolo Messa.
Il sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni, ha prima di tutto dato il benvenuto all’ospite, tratteggiandone brevemente la biografia, e a tutti gli altri relatori, per poi parlare del ruolo dell’Intelligence “fondamentale per tutti noi”, rimarcando anche la necessità in questo settore di “esperti provenienti dal mondo accademico”.
Mario Caligiuri, ha affrontato il tema delle fake news, da cui oggi siamo “totalmente invasi”. È proprio l’Intelligence che ci può proteggere da questo fenomeno perché “può essere la chiave per distinguere il vero dal falso” nella nostra società che sta sempre più diventando una “società della disinformazione”.
Ha poi presentato, alla presenza del Rettore Crisci, l’istituzione del primo corso di laurea magistrale in Intelligence d’Italia, che partirà nel prossimo ottobre presso l’Unical: una vera e propria conquista per l’Università calabrese, e ha definito l’ospite “un politico giovane, brillante e intelligente con cui iniziare nel modo migliore questo ciclo di lezioni”.
Anche il Rettore Crisci si è detto soddisfatto dell’istituzione del nuovo corso di laurea “perché l’Intelligence non è più quello degli 007, ma qualcosa di molto più complicato e variegato”. E ha posto l’accento sull’importanza di fare ricorso a molte discipline per capire la realtà, come ad esempio quella della storia che è importantissima per poter interpretare il mondo di oggi.
Il Rettore ha poi affrontato il fenomeno dell’emigrazione intellettuale che colpisce soprattutto la Calabria e le regioni del Sud, dicendo che il sistema universitario italiano ha istituito il dottorato di ricerca, che rappresenta il livello più alto d’istruzione, ma poi non favorisce l’ingresso nel lavoro di chi lo porta a termine, al contrario di quanto si fa nel mondo: “stiamo regalando all’estero il nostro capitale umano migliore” ha concluso.

Paolo Messa ha esordito ringraziando Radio Radicale, presente per registrare l’evento, che “fa buona informazione nel nostro Paese”. Poi ha lodato la riforma dei servizi del 2007, “una riforma equilibrata ma che ha ormai più di dieci anni e richiederebbe dei piccoli aggiustamenti per adeguarsi ai cambiamenti rapidissimi imposti dai nostri tempi”.
Ha poi evidenziato un vulnus del nostro sistema politico in cui la gestione dell’ordinario prevale sulla dovuta “attenzione per i cambiamenti, per le sfide e le minacce, perché non stiamo dentro una materia ferma, ma in dei processi in continuo movimento”. Per fortuna, ha aggiunto “possiamo contare su delle Istituzioni che funzionano”.
L’on. Lorenzo Guerini ha anch’egli ribadito l’utilità del corso di laurea in Intelligence, auspicandone la diffusione del modello ad altre Università e definendolo “un’occasione utile per la Calabria e per tutto il Paese”, lodando l’impegno complessivo rivolto alla diffusione di una maggiore sensibilità nei confronti dell’Intelligence e della sua cultura, anche da parte dell’editore Rubbettino che gli ha dedicato una collana specifica.
Ha poi spiegato gli effetti positivi della Legge di riforma del 2007, l’architettura delle varie organizzazioni che si occupano di Intelligence e il suo ruolo decisivo per tentare di capire dove sta andando il mondo, “per interpretare il presente e anticipare il futuro”, per contribuire, con la sua attività di analisi, a tutelare gli interessi e la sicurezza di tutti attraverso una “protezione attiva”.
L’Intelligence può far acquisire, in particolare ai decisori, uno sguardo sul mondo e sulla sua “temperatura” che è di estrema utilità, soprattutto in considerazione della velocità “senza precedenti” con cui avvengono i mutamenti nel mondo che ci circonda. Mutamenti che sono portatori anche di “minacce inedite”, ad esempio nel settore “cyber” o con il venir meno del “principio di confine” che rende i rischi non più circoscrivibili e isolabili. È anche per questo che si deve tendere a “una dimensione europea dell’Intelligence”.
Caligiuri ha infine tirato le somme della lezione coniando uno slogan con il quale ha definito l’Intelligence utilizzando la metafora di “una stazione meteorologica che ci aiuta a prevedere come andrà il mondo”.
di Raffaele Cardamone

























