Sabato, 11 agosto 2026, presso l’Anfiteatro Mino Reitano di Pentone, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Nicola di Bari, protettore di Pentone, si è esibita la neonata compagnia teatrale “Belli e tirenti” con la commedia in dialetto pentonese “A grazza e santu Nicola”.
Autore nonché regista dell’opera teatrale Francesco Zappia, di origini pentonesi. Fra gli attori: Vincenzo Pugliese, che ha interpretato Cecé; Eleonora Pugliese, Norina; Aurelio Miriello, Cumpari Gustino; Palma Citriniti, Parmicella; Alberto Marino, Luca; il giovanissimo Liam Marino, Mario; Francesco Zappia, il dottore.
Al centro della vicenda c’è Cecè, un uomo disperato che, pur di ritrovare la pace, è pronto a tutto, persino a sfidare la sorte e i santi.
Vive con la moglie Norina, una donna pesante, ingombrante, petulante che passa le giornate a tormentare il marito, accusandolo costantemente di pigrizia ogni volta che si siede a tavola per bere un bicchiere di vino. Hanno due figli: Mario, incollato allo schermo del suo smartphone, e Parmicella, all’apparenza impeccabile, ma custode di un segreto, da ben tre anni porta avanti una relazione amorosa con Luca all’insaputa dei genitori.


Le mattine di Cecé iniziano con un rituale bizzarro: accende tre candele davanti all’effigie di San Nicola, formulando sempre la stessa, assurda richiesta di grazia: vuole che la moglie diventi “ciunca”, cioè che perda l’uso delle gambe. Un giorno, in combutta con il suo fidato compare, u Cumpari Gustino, organizza un piano: fingersi malato di Alzheimer. Da quel momento, l’uomo inizia a scivolare in un’alternanza grottesca tra momenti di assoluta lucidità e picchi di finta confusione, destabilizzando ancora di più il già precario equilibrio della casa.
Il castello di bugie, però, è destinato a crollare. A causa di un litigio, il compare, accecato dalla rabbia, decide di rivelare alla moglie tutta la verità sulla finta malattia di Cecè. Ma proprio quando il protagonista sembra spacciato e sul punto di subire le ire della consorte, interviene il destino. Parmicella, la figlia, torna a casa per presentare ufficialmente il fidanzato segreto, Luca, e rivelare un segreto: è incinta.
L’annuncio sconvolge la madre a tal punto da provocarle un vero e proprio shock, la donna si accascia, perdendo improvvisamente l’uso delle gambe. San Nicola ha deciso di esaudire le preghiere del protagonista.
Una commedia esilarante, coinvolgente che ha saputo divertire, catturando l’attenzione del pubblico. Un’opera teatrale la cui comicità è stata data proprio dall’assurdità della richiesta del protagonista al santo. In realtà chi ha ricevuto la grazia della santificazione, proprio come San Nicola, diventa riflesso della luce divina. I santi sono seminatori di pace, sono portati a compiere il bene, a proteggere gli uomini, escludendo ogni forma di male.
Il progetto è stato realizzato dalla Pro loco di Pentone, in collaborazione con il regista Francesco Zappia, con gli interpreti, così come importante è stato il contributo del Comune di Pentone e del Centro di aggregazione per anziani.































