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La ricetta di Piero Cantore: Pitta ripiena

Questa settimana voglio proporre a tutti i miei lettori una ricetta abbastanza consistente. Qualcuno potrebbe obbiettare e dirmi: ma se fa caldo ci sta una ricetta cosi carica? Io vi risponderei no, però a me piace e quindi ve la propongo lo stesso.

In realtà si tratta di un piatto tipico invernale. Sto parlando della Pitta ripiena, abbastanza carica di calorie e gusto per un buffet o una scampagnata all’aria aperta. Non e male da provare!

Partiamo dagli ingredienti (per 1 pitta):

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– 300 grammi di farina bianca 

– 20 grammi di lievito di birra

– 200 grammi di ricotta di mucca 

– 100 grammi di provola tagliata a cubetti 

– 100 grammi di pancetta tesa (o se volete fare la versione invernale mettete i frisuli di maiale)

– 2 uova sode

Vediamo adesso come preparare la ricetta:

Sulla spianatoia preparate l’impasto con la farina messa a fontana, inserite al centro un po’ di acqua dove diluire il  lievito, un cucchiaio di olio di oliva e il sale. Impastate per bene il tutto e quando avrete un impasto liscio e omogeneo fatelo lievitare con un panno umido di sopra per circa 2 o 3 ore.

Passato il tempo, prendete l’impasto e dividetelo in due parti. Stendete le due metà. Con una foderate una teglia per ciambelle senza il buco centrale, che in precedenza avevate unto con un po’ di olio.

A questo punto inserire dentro prima la pancetta tagliata a dadini, l’uovo tagliato a fette e poi a pezzetti, un po’ di prezzemolo, la ricotta ben sbriciolata, i cubetti di provola, un filo di olio di oliva sopra il tutto. Il sale e il pepe nero.

Amalgamate per bene il composto facendo attenzione a non rompere la pasta di sotto e richiudete con l’altra metà dell’impasto. Mi raccomando, chiudete con attenzione i bordi!

Preriscaldate il forno a 180 gradi e quando è caldo infornate il tutto per circa 40 minuti. Trascorso il tempo, fate riposare la pitta per qualche minuto e servitela a tavola.

Abbinamento con il vino:

Con questo piatto, abbinerei un vino rosso non molto corposo ma di buona struttura e persistenza, poco tannico in bocca. Per me, il giusto abbinamento è un Solenero delle Cantine Spadafora di Donnici.

di Piero Cantore

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