Un esempio illuminante di come anche in Calabria si possa fare grande impresa, nonostante tutte le ben note difficoltà. “E se si aggiunge che l’azienda nata nel profondo nord, a Milano, si è poi trasferita per scelta nel profondo sud, a Catanzaro, questo dà ancora maggiore valore all’esempio straordinario, che lascia ben sperare per il futuro del meridione d’Italia”, chiosa il fondatore e presidente del Premio Mar Jonio Luigi Stanizzi. Ma l’aspetto più intrigante, è che a dare rilievo alla notizia è proprio un giornale di Milano, YouTrade, che dedica ben sei pagine al giovanissimo Christian Verrino. Il servizio di Veronica Monaco parte appunto da Milano per arrivare a Catanzaro: la storia della Calabroparati si snoda in un viaggio attraverso la Penisola. Dal primo colorificio aperto da Luigi Verrino nel capoluogo lombardo negli anni Sessanta, l’azienda è tornata dieci anni dopo nella terra d’origine del suo fondatore. Passata al figlio Claudio negli anni Ottanta, che al colorificio ha affiancato la commercializzazione di materiali per l’edilizia, Calabroparati è oggi guidata dalla terza generazione. Classe 2002, Christian Verrino da quattro anni ha preso le redini dell’azienda di famiglia per traghettarla nel futuro, con tanti nuovi progetti nel cassetto, tra cui l’apertura di un nuovo showroom e di una piattaforma e-commerce.

Domanda. Quali sono state le principali tappe della vostra storia aziendale?
Risposta. Fondata da mio nonno Luigi, Calabroparati è nata a Milano negli anni Sessanta come piccolo colorificio e rivendita di carta da parati. All’epoca le latte di colore si pesavano ancora con la bilancia. Negli anni Settanta mio nonno ha scelto di tornare in Calabria, dove ha deciso di proseguire l’attività intravedendo grosse possibilità di crescita. Inizialmente si è stabilito a Catanzaro, per poi aprire negli anni Ottanta sulla statale SS280, in Viale Lucrezia Della Valle. Più o meno nello stesso periodo mio padre Claudio, che aiutava il nonno in azienda da quando aveva 15 anni, è subentrato come titolare, iniziando ad aggiungere altri prodotti e affiancando l’edilizia al colore e alla carta da parati. Da subito è stato inserito il cartongesso, perché affine al mondo del colore, e successivamente il materiale pesante. Nel frattempo, Calabroparati è cresciuta molto anche sul fronte del colorificio. Nel 2002 l’azienda si è definitivamente trasferita poco più a sud, in viale Magna Grecia 60, sempre a Catanzaro. Infine, tra il 2020 e 2021 sono entrato in azienda come titolare.
D. Quando lei è entrata in azienda, ha portato idee nuove?
R. Il punto vendita era molto più piccolo. Abbiamo ampliato gli spazi e allargato la sala mostra per esporre meglio i prodotti. Questo è stato possibile grazie all’acquisto di un secondo magazzino di 500 metri quadrati nelle vicinanze, adibito a deposito per materiali isolanti.
Nel punto vendita teniamo invece il materiale pesante, mentre nello showroom abbiamo rivestimenti, porte, laminati, parquet, profili e accessori per il cartongesso, finestre su richiesta.
D. Attualmente quanto pesa il colore nella vostra rivendita?
R. Circa il 20%. Il resto del fatturato si divide equamente tra cartongesso e materiale edile.
D. Chi sono le vostre aziende partner per il colore?
R. Lavoriamo molto con Duco, che abbiamo contribuito a far crescere nella zona di Catanzaro. Poi, abbiamo prodotti di Mapei, Linvea e Area51. Come decorativi trattiamo Giorgio Graesan, e da poco abbiamo inserito anche le loro carte da parati.
D. Quanti tintometri avete?
R. Quattro, uno per ogni marchio: Duco, Linea, Mapci, Area51. C’è il cliente più legato a un brand o chi si trova particolarmente bene con un certo prodotto: cerchiamo di accontentare tutte le fasce di pubblico.
D. Come si compone la vostra clientela?
R. Lavoriamo molto con imprese di costruzioni, architetti e ingegneri, che compongono circa il 60% della nostra clientela. Il restante 40% è composto da clienti privati.
Accontentiamo tutti, da chi deve fare piccoli lavori a casa ai grandi cantieri.
D. Il superbonus 110% ha spinto il vostro business, soprattutto per quanto riguarda i colori in facciata?
R. Durante il superbonus abbiamo lavorato molto con intonachini, quarzi per esterno e cappotti. C’era una grande richiesta di poliuretano, lana di roccia, polistirene, polistirolo. Da quando è finito il bonus, la richiesta è calata più del 50%.
D. Come sta cambiando il mercato?
R. Continuiamo a operare molto sia all’interno che all’esterno, ma l’era dei cappotti è finita. Non c’è più la richiesta di una volta, oggi limitata al polistirolo.
D. Parlando di colori per interno, quali sono i più richiesti?
R. I colori sul tortora, i grigi-verde e l’azzurro mare.
D. Tra i vostri partner c’è anche Polyglass: che rapporto vi lega a questa azienda?
R. Lavoriamo bene con le guaine a rotolo per l’involucro.
Polyglass è un’azienda che si differenzia per la qualità dei suoi prodotti e il rappresentante è sempre molto propositivo. C’è un buon rapporto di partnership anche per quanto riguarda la formazione.
D. Quanto tempo dedicate alla formazione del personale interno e quante iniziative organizzate coinvolgendo invece i clienti?
R. Internamente abbiamo dipendenti con 20-30 anni di esperienza, quindi già molto formati. Ovviamente il mercato è sempre in evoluzione e sui nuovi prodotti c’è sempre da imparare. Quando le aziende ci invitano a partecipare a qualche corso, rispondiamo sempre positivamente per cercare di stare al passo. Con i clienti organizziamo almeno due-tre open house al mese durante la bella stagione, e siamo sempre aperti a nuove iniziative.
D. I vostri clienti vi chiedono prodotti sostenibili o bio?
R. No, non c’è ancora la cultura. Chiedono maggiormente prodotti con certificati Cam per il Pnrr.
D. Quanta parte del vostro business è legata al Pnrr?
R. Il 30-35%. Ultimamente siamo coinvolti in diversi cantieri, soprattutto in scuole e ospedali.
D. Trattate anche prodotti per il consolidamento strutturale?
R. Qualche prodotto su ordinazione. Le richieste comunque sono in crescita e non trascuriamo in futuro di inserire questa tipologia di prodotti in rivendita.
D. Fate parte di un gruppo o di un consorzio?
R. No, per adesso non ne sentiamo la necessità.
D. Com’è andato il 2024 e che cosa si aspetta dal 2025:
R. Il 2024 si è chiuso in linea con l’anno precedente. Nel 2025 mi aspetto di migliorare ancora di più. Vogliamo essere un punto di riferimento per il territorio e stiamo crescendo molto sul cartongesso e le finiture per interno ed esterno. Da poco abbiamo anche aggiunto anche i corrugati per fognature e cavidotti.
D. Che cosa le dà lo spunto per migliorare e ideare nuovi progetti?
R. Lo spirito imprenditoriale di mio nonno, che ancora mi dà suggerimenti e consigli, e la perseveranza ed esperienza di mio padre, che ancora lavora in azienda.
Da lui ho tanto da imparare e questo mi porta a cercare di migliorare sempre di più.
D. Quali sono i vostri prossimi progetti?
R. Abbiamo in progetto di acquistare un nuovo capannone, vicino al punto vendita, per realizzare uno showroom in modo da inserire più prodotti, focalizzandoci comunque sempre su porte, laminati, piastrelle e rivestimenti.
Vorremmo inoltre investire nella pubblicità online e aprire un e-commerce dedicato ai prodotti che trattiamo, esclusi i materiali pesanti.




























