Una due giorni di grande interesse si prepara a vivere a Scigliano, ancora una volta protagonista di un appuntamento dedicato alla storia, alla cultura e alla valorizzazione del territorio.
A distanza di appena una settimana dalle celebrazioni dedicate al Cotto di Capra, uno degli intingoli poveri più rappresentativi della tradizione rurale del Savuto, Scigliano, centro della provincia di Cosenza, guidato dal sindaco Raffaele Pane, torna a proporre un fine settimana all’insegna della memoria e delle tradizioni locali, questa volta con uno sguardo rivolto anche alle nuove tecnologie.
Protagonista sarà il Ponte Romano di Sant’Angelo, conosciuto anche come Ponte di Annibale, antico manufatto che sorge sul fiume Savuto lungo il tracciato della storica Via Popilia. Un luogo di straordinario valore storico e paesaggistico, tra i più significativi della Valle del Savuto, che per due giornate diventerà teatro di incontri, rievocazioni storiche, spettacoli e degustazioni.
Il programma prenderà il via sabato 10 ottobre, alle ore 16, con la conferenza dal titolo “Il futuro del passato: nuove tecnologie per la promozione del Ponte romano e degli altri patrimoni della Valle del Savuto”, organizzata dai Rotary Club di Rogliano e di Mendicino e dal Lions Club Lamezia Terme Valle del Savuto.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Raffaele Pane, interverranno i presidenti dei Rotary Club Rogliano-Valle del Savuto e Mendicino-Serre Cosentine, Claudio Aquino e Michele Maletta, il presidente del Lions Club Lamezia Terme e Valle del Savuto Amedeo Colacino, il presidente della Pro Loco Scigliano Giacomo Sollecchia, Piero Petrisano per il gruppo Scigliano Ti Amo, Lucantonio Turco per Rievocal e Ferdinando Morelli dell’associazione La Via Popilia.
A seguire sono previsti gli interventi del professor Fabrizio Barone, dell’architetto Armando Di Maio, del professor Pietro Pantano, dell’architetto Mario Minasi, dell’ingegner Michele De Marco e dell’avvocato Salvatore Accordino.
Il filo conduttore degli interventi sarà il rapporto tra storia, patrimonio culturale e innovazione, con particolare attenzione all’impiego dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie come strumenti per studiare e conservare, per raccontare, promuovere e rendere maggiormente fruibile un patrimonio della Valle del Savuto. Un tema particolarmente attuale per le aree interne, dove la valorizzazione dei beni storici può rappresentare anche un’importante opportunità di crescita culturale e turistica.


La domenica tra legionari, rievocazioni e sapori del territorio
La giornata di domenica 11 ottobre sarà invece dedicata alla rievocazione storica e alla riscoperta delle atmosfere del passato.
Il programma entrerà nel vivo alle ore 11, con gli spettacoli di rievocazione che vedranno protagonisti gruppi in costume e daranno vita alle diverse epoche legate alla storia del territorio. Saranno presenti, tra gli altri, gli accampamenti romano, brettio e magno-greco, con combattimenti e momenti di animazione storica.
A seguire sarà possibile fermarsi nell’area picnic per il pranzo, con prodotti tipici del territorio. Un momento conviviale che permetterà di unire alla scoperta della storia anche quella dei sapori della tradizione locale.
Alle 15 è previsto il tradizionale corteo in costume sul Ponte, uno dei momenti più suggestivi della manifestazione, mentre alle 16 la giornata si concluderà con uno spettacolo dedicato alle danze antiche.
Una manifestazione, dunque, che non vuole soltanto riportare alla memoria un pezzo importante della storia di Scigliano e della Valle del Savuto, ma trasformare il patrimonio storico in un’occasione di incontro e partecipazione. Il Ponte diventa così un ideale collegamento tra passato e presente: da una parte la storia millenaria della Via Popilia, dall’altra le nuove tecnologie e le nuove modalità attraverso cui quel patrimonio può essere studiato, raccontato e conservato alle generazioni future.
L’iniziativa è a ingresso libero. Per chi vorrà partecipare al pranzo di domenica, il contributo previsto è di 10 euro.
Un appuntamento che conferma ancora una volta come Scigliano sappia guardare alla propria storia non come a qualcosa di immobile, ma come a una risorsa da conoscere, tutelare, raccontare e proiettare verso il futuro.





























