A San Pietro Apostolo, in provincia di Catanzaro, la Giornata mondiale della salute mentale è diventata un’occasione speciale per fermarsi, ascoltarsi e riscoprire il valore delle emozioni. Un sabato intenso, quello appena trascorso, vivace ed emozionante, vissuto attraverso percorsi interattivi, domande, colori e momenti di condivisione, con un messaggio semplice ma fondamentale: parlare di salute mentale significa imparare a conoscersi, senza paura e senza giudizio.
La mattina, l’iniziativa ha coinvolto gli alunni della Scuola primaria e secondaria del plesso di San Pietro Apostolo dell’Istituto comprensivo “Giuseppe Guzzo”, grazie alla disponibilità della dirigente scolastica, prof.ssa Maria Rosaria Maiorano, che ha accolto con entusiasmo la proposta gratuita ideata dalle dott.sse Emanuelita Talarico, Martina Farnese, Nicole Giusy La Marca e la psicologa Francesca Pettinato, con il coinvolgimento dell’APS Formazione Promethes e della sua presidente, la psicoterapeuta dott.ssa Graziella Mazza.
Nel pomeriggio, la suggestiva cornice di Palazzo Mazza ha aperto le porte a ragazzi e adulti per un incontro informale con le psicologhe. Tra tappeti, cuscini e lampade di sale, i partecipanti sono stati invitati a esplorare il proprio sentire attraverso colori, parole affidate a sassi e biglietti anonimi, e un gioco del “vero o falso” pensato per mettere in discussione pregiudizi e false convinzioni sulle emozioni e sulla salute mentale.


Il cuore dell’incontro è stato il dialogo: domande anonime, riflessioni condivise e risposte capaci di creare vicinanza, sciogliere tensioni e aprire nuove prospettive. Senza lezioni dall’alto né verità assolute, la psicologa ha accompagnato i presenti in un percorso di consapevolezza, ricordando che comprendere se stessi significa anche riconoscere le proprie fragilità e trasformarle in occasioni di crescita.
«La mente mente, i pensieri ingoiano, le azioni ci rendono protagonisti della nostra storia e ci permettono di riconoscere i nostri punti di forza e le fragilità su cui possiamo migliorare»: un pensiero che racchiude il senso profondo della giornata.
Protagonisti attivi anche i ragazzi beneficiari e ospiti del Myriam, centro di accoglienza nell’ambito del progetto SAI MSNA. Con il loro contributo, hanno aiutato a tradurre nella propria lingua frasi e concetti chiave del percorso, partecipando con domande e riflessioni. La dott.ssa Maria Giulia Villella ha offerto il proprio supporto linguistico, mentre Elena Villella ha rappresentato un prezioso ponte di connessione emotiva con i ragazzi stranieri.
A rendere possibile questo momento di incontro anche la disponibilità del Comune, che ha aperto le porte di Palazzo Mazza, trasformandolo in uno spazio accogliente, dove sentirsi liberi di esprimersi e ascoltare.
In questo giorno, San Pietro Apostolo ha scelto di mettere al centro ciò che spesso resta in silenzio: le emozioni. Perché prendersi cura della salute mentale comincia proprio da qui, dalla possibilità di dare un nome a ciò che sentiamo, trovare ascolto e scoprire che nessuno deve affrontare da solo le proprie fragilità.




























