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La Calabria che resta indietro: la “strada che non c’è” su Radio 24 – Il Sole 24 Ore
Sono state raccolte le testimonianze del presidente Domenico Mazza del comitato civico "La strada che non c'è" del sindaco di Decollatura e di San Pietro Apostolo
San Pietro Apostolo – Radio 24 – Il Sole 24 Ore dedica un reportage “Nel centro della Calabria, la strada che non c’è”, firmato dalla giornalista Simona Gambaro, che riguarda – riporta una nota pervenuta in redazione – la situazione della strada Medio Savuto e sulle attese dei cittadini dell’area montana calabrese del Reventino (Provincia di Catanzaro) e del Savuto (Provincia di Cosenza) che da decenni aspettano il completamento di un collegamento stradale strategico.
I piloni costruiti e rimasti incastonati in località Santa Margherita di Decollatura
PER SEGUIRE LA TRASMISSIONE
La messa in onda è riprogrammata per domenica 7 giugno 206 ore 8:15 e replica alle ore 21,00, sulle frequeze nazionali di Radio24. Il servizio sarà successivamente disponibile anche sui canali web di Radio24.
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Le testimonianze dei sindaci e del comitato civico
Nel reportage, intervengono il presidente Domenico Mazza del comitato civico “La strada che non c’è”, nato a San Pietro Apostolo per chiedere il completamento dell’opera, e saranno ascoltati anche i sindaci di Decollatura, Raffaella Perri, e di San Pietro Apostolo, Raffaele De Santis, che denunciano le difficoltà vissute dalle aree interne della regione.
La foto aerea di Luca Colistra del tratto nel comune di Soveria Mannelli
La mancanza di collegamenti efficienti ha contribuito allo spopolamento dei piccoli centri, la partenza dei giovani e la chiusura di attività economiche. Un problema che “Radio 24 – Il Sole 24 Ore” vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica.
Il caso della Medio Savuto
Al centro del reportage ci sarà la situazione della strada Medio Savuto, che avrebbe dovuto collegare una vasta area montana situata nel cuore della Calabria, dove da decenni si attende il completamento di un collegamento stradale considerato strategico per il territorio.
Altra foto aerea di Luca Colistra del tratto nel comune di Soveria Mannelli
Un’opera progettata negli anni Ottanta con l’obiettivo di collegare una serie di piccoli comuni, appartenenti alle provincie di Cosenza e Catanzaro, ai principali centri della regione, ma rimasta incompiuta tra promesse, ritardi e finanziamenti mai tradotti in una infrastruttura definitiva. Oggi il quadro racconta di cantieri sospesi, tratti stradali mai completati e collegamenti ancora difficili tra i paesi dell’area interna calabrese. Di certo, attualmente, sono aperti al transito solo alcuni chilometri tra Soveria Mannelli e Decollatura ed un altro pezzo di strada tramite la galleria – lunga circa un chilometro – di Borboruso (nel comune di Pedivigliano) del tratto che arriva allo svincolo di Coraci (nel comune di Colosimi) di innesto con la SS 616 che arriva all’A2 Autostrada del Mediterraneo per lo svincolo di Altilia – Grimaldi.
L’interruzione della strada allo svincolo di Soveria Mannelli
La mancata realizzazione della strada viene raccontata come uno dei simboli delle difficoltà vissute dalle aree interne della regione. Per i residenti, l’assenza di infrastrutture efficienti significa tempi più lunghi per raggiungere scuole, ospedali e luoghi di lavoro. Una situazione che negli anni ha contribuito ad alimentare una progressiva riduzione di residenti dei piccoli centri. “La strada che non c’è” diventa così il racconto di una Calabria fatta di borghi, montagne e identità forti, ma ancora segnata dalla carenza di collegamenti essenziali e da opportunità mancate.
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