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	<title>conflitto Archivi - ilReventino.it</title>
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	<description>vi raccontiamo la Calabria centrale</description>
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	<title>conflitto Archivi - ilReventino.it</title>
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		<title>Storia, Esame di Stato, i Giovani e la Terra che gira con foschi presagi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Falbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 23:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho letto le tracce offerte ai maturandi nella prova di Italiano dell’Esame di Stato. Auguri agli Studenti e alle Studentesse. Ricordiamo le trepidazioni e le ansie dei maturandi e dei familiari. Ci siamo passati. Se equilibrate fanno bene. Speranze di riuscita e pensieri per le prospettive del futuro, Che purtroppo da noi continua a presentarsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto le tracce offerte ai maturandi nella prova di Italiano dell’Esame di Stato. Auguri agli Studenti e alle Studentesse.</p>
<p>Ricordiamo le trepidazioni e le ansie dei maturandi e dei familiari. Ci siamo passati. Se equilibrate fanno bene.</p>
<p>Speranze di riuscita e pensieri per le prospettive del futuro, Che purtroppo da noi continua a presentarsi incerto e pieno di molte partenze.</p>
<p>Fosse stato possibile, nella Commissione di elaborazione delle tracce, in sintonia con i tempi, avrei suggerito di offrire ai candidati l’analisi del testo di una Poesia di Salvatore Quasimodo, <em>Uomo del mio tempo</em>, scritta nel 1946 e pubblicata nel 1947 nella raccolta <em>Giorno dopo Giorno</em>. Proprio per impegnarli a riflettere su quanto ci sta accadendo intorno.</p>
<p>…</p>
<p><em>Sei ancora quello della pietra e della fionda,</em></p>
<p><em>uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,</em></p>
<p><em>con le ali maligne, le meridiane di morte,</em></p>
<p><em>t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,</em></p>
<p><em>alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,</em></p>
<p><em>con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,</em></p>
<p><em>senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,</em></p>
<p><em>come sempre, come uccisero i padri, come uccisero</em></p>
<p><em>gli animali che ti videro per la prima volta.</em></p>
<p><em>E questo sangue odora come nel giorno</em></p>
<p><em>quando il fratello disse all’altro fratello:</em></p>
<p><em>“Andiamo ai campi”. E quell’eco fredda, tenace,</em></p>
<p><em>giunta fino a te, dentro la tua giornata.</em></p>
<p><em>Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue</em></p>
<p><em>salite dalla terra, dimenticate i padri:</em></p>
<p><em>le loro tombe affondano nella cenere,</em></p>
<p><em>gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.</em></p>
<p>…</p>
<figure id="attachment_113596" aria-describedby="caption-attachment-113596" style="width: 240px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Quasimodo-Russia.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-113596" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Quasimodo-Russia.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a><figcaption id="caption-attachment-113596" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Le scene di guerra, della Prima e della Seconda guerra mondiale, devono aver ferito profondamente la coscienza del Poeta. Soprattutto della Seconda, che si abbatté sulle maggiori città italiane con distruzioni di interi quartieri, delle infrastrutture e dei caduti a migliaia sotto i bombardamenti a tappeto.</p>
<p>Strazianti, come le vediamo oggi le scene di scavo, con la speranza di trovare familiari, parenti, amici, conoscenti e vicini di casa, e chiunque potesse trovarsi ancora vivo sotto i crolli di interi edifici crollati.</p>
<p>Prima Guerra Mondiale, 20 milioni di caduti. Si volle la nascita di un’Organizzazione mondiale, la Società delle Nazione, perché non accadesse più. Furono aggirate le sue risoluzioni fino alla sua inutilità.</p>
<p>Seconda Guerra Mondiale, ben oltre 60milioni di morti. Fu fatto nascere l’ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite, perché dirimesse le controversie tra Stati. Vengono aggirate le sue risoluzioni e reso impossibilitato ad intervenire. Come dopo il primo dopoguerra.</p>
<p>Storia che insegna, Governanti e popoli che non ascoltano. Quindi si ripete.</p>
<p>Strazianti, le scene di persone che dopo il ritrovamento di feriti gravi corrono per le cure della salvezza. Seguiti da familiari con parole di imprecazioni frammiste a quelle di invocazioni.</p>
<p>Strazianti ancor di più le scene di disseppellimento di cadaveri riconosciuti da familiari tra minacciosi gesti di futura vendetta e disperati pianti.</p>
<figure id="attachment_113600" aria-describedby="caption-attachment-113600" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-Milano-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-113600" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-Milano-2-350x197.jpg" alt="" width="350" height="197" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-Milano-2-350x197.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-Milano-2-750x422.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-Milano-2.jpg 960w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-113600" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Chi, come me ha avuto la fortuna di nascere dopo ed ha appreso le vicende delle due tragedie umane, si è potuta fare un’idea di quanto accaduto nel 1940-1945 attraverso racconti dei sopravvissuti, lo studio, i film, i dossier, i reportage, le ricostruzioni documentarie e fotografiche.</p>
<p>Per le guerre di oggi ci sono le riprese televisive, a volte in diretta, telegiornale dopo telegiornale, giorno dopo giorno, attraverso quanto ci sta accadendo intorno.</p>
<p>Con oltre 50-56 conflitti, a secondo di come si classificano, tra guerre civili e scontri tra Stati. Che si consumano nel quasi totale silenzio.</p>
<p>Viviamo costantemente i due, ora tre, più vicini a noi.</p>
<p>Fronte ucraino, fronte palestinese e fronte iraniano.</p>
<p>I bagliori bruciano gli orizzonti e le carneficine si moltiplicano. Viviamo tragiche scene di morte. Le fila dei lenzuoli bianchi che avvolgono i cadaveri. Le corse disperate di persone con i corpicini in braccio per salvarli. Altre che li mostrano già morti, seguite da calche in disperazione.</p>
<p>Vediamo le nuvole di polvere causate dai crolli, ma non sentiamo i rumori. Ci è risparmiato il rumore dei rombi e delle potenti esplosioni.</p>
<p>Vediamo ma non sentiamo, quasi mai.</p>
<p>Quel che di sicuro non sentiamo più, è un moto delle coscienze. Di ribellione.</p>
<p>Impotenti assistiamo ai rituali inconcludenti dei nostri Capi di Governo. Passerelle con pranzi e cene di occorrenza, Foto, inchini, abbracci e baci, parole ambigue che vorrebbero dare rassicurazioni e che invece ingannano.</p>
<p>Ciò che sta accadendo sembra sempre più provocare un senso di normalizzazione dell’ineluttabilità dei conflitti bellici.</p>
<p>E si avverte quell’antico eco del 10 giugno 1940: <em>Popolo …corri alle armi</em>. Fu l’ultimo appello del Duce Mussolini tronfio e impettito, quando da Piazza Venezia pronunciò il fatidico, tragico e roboante discorso per la dichiarazione di entrata dell’Italia in guerra.</p>
<p>Impazziti. Presi da una furia di fatale bellicismo. Troppi Capi di Stato insensati. Troppi pensatori interessati.  Venditori di armi, come l’attuale Ministro della Difesa, con tortuosi ragionamenti inducono a considerare che solo la forza delle armi risolve i conflitti e contrasta le minacce.</p>
<p>Quelle vere e quelle inventate. Soprattutto le inventate.</p>
<p>Che ci sono state e che oggi si stanno ripetendo.</p>
<figure id="attachment_113601" aria-describedby="caption-attachment-113601" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/BLAIR-e-BUSH.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-113601" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/BLAIR-e-BUSH-350x120.jpg" alt="" width="350" height="120" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/BLAIR-e-BUSH-350x120.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/BLAIR-e-BUSH.jpg 550w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-113601" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Sono ancora vive le due ingannevoli apparizioni con cui si volle giustificare l’intervento militare in Iraq, facendo fuori, impiccato, Saddam Hussein.</p>
<p>1) Il Generale americano Powel si alzò tra i banchi dell’ONU. Mostrò ai presenti attoniti una boccettina che diceva essere piena di una sostanza micidiale, di <em>distruzione di massa</em>. Televisivamente Tutti, sul Pianeta Terra, restammo muti. Sapevamo che non poteva essere. Senza pudore. insistette per contestare le dichiarazioni della Commissione ispettiva, composta da specializzati, tra cui inglesi e americani. Da sei mesi sul terreno indagava affermando che non c’era alcuna produzione di sostanze per una <em>distruzione di massa</em>. Ma, USA e Inglesi vollero invadere l’Iraq. Al seguito gli altri.</p>
<p>2) Il Presidente inglese Tony Blair convocò una conferenza stampa. Si presentò con delle cartine topografiche dell’Iraq, indicando in un cerchietto il luogo di ritrovamento dell’<em>arma</em> <em>di distruzione di massa.</em> Era un falso.</p>
<p>Due plateali inganni con cui giustificare il bombardamento dell’Iraq, coprendo i veri motivi guerrafondai, economici, militari e geopolitici, per sostituire quel regime e sfruttarne le immense risorse petrolifere. Impiantando basi militari strategiche per il dominio di quell’area.</p>
<p>Per sconfiggere quel sistema dittatoriale esportando il nostro, occidentale, democratico, carico di valori e principi di elevata civiltà!</p>
<p>Tutte esperienze di predominio cruente e fallimentari. Ovunque.</p>
<p>Perché la “Democrazia non si esporta”. È frutto di lunghi processi di mutamento, di ordine culturale, politico, istituzionale e anche religioso. Con cui si concepiscono visioni economiche, sociali, politiche e istituzionali per la progressiva acquisizione di Valori e Principi e rapporti di maggiore civilizzazione. Iscritti nelle Costituzioni.</p>
<p>Si sono volutamente svuotati i ruoli degli Organismi internazionali Dal 2014 e dopo l’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, ormai da oltre tre anni, non si son volute avviare iniziative di Pace per affrontare le cause e farle risolvere attraverso quell’Organizzazione internazionale, l’ONU. Dopo gli stermini e gli eccidi disseminati in ogni angolo del Pianeta, fino allo sganciamento delle due prime bombe atomiche sul Giappone, era stata voluta per la risoluzione delle conflittualità e controversie internazionali.</p>
<p>La si sta rendendo impossibilitata a farlo. Come accadde alla Società delle Nazioni dopo la Prima guerra mondiale.</p>
<figure id="attachment_113602" aria-describedby="caption-attachment-113602" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-Milano-1.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-113602" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-Milano-1-350x261.jpg" alt="" width="350" height="261" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-Milano-1-350x261.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-Milano-1-750x559.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-Milano-1.jpg 885w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-113602" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>L’Italia, con l’art. 11 della sua Carta costituzionale, che stabilisce il ripudio della guerra e l’affidamento delle controversie ad Organismi internazionali, avrebbe dovuto e potuto capeggiare la spinta diplomatica.</p>
<p>Non l’ha fatto. Non l’ha fatto neppure l’UE, piegata alle direttive dei Segretari della NATO, a loro volta esecutori delle volontà strategico-politico-militari del Pentagono, USA.</p>
<p>Solo una ventina di pacchetti di sanzioni con effetti boomerang, invio di miliardi e blocchi di armamenti.</p>
<p>Gli Ucraini mettono territorio, abitanti e soldati. UE e USA mettono sanzioni soldi e armi. Il mutamento della politica estera americana sotto Trump sta scompaginando gli assetti geopolitici. Non in meglio, ma in peggio. Dopo i primi entusiasmi di arrivare a trattative di Pace, invece di riuscire, si sono aperte tre pericolose prospettive:</p>
<p>1) In Ucraina si sta andando verso una devastazione totale. Trump si era illuso e aveva illuso di mettere d’accordo Zelensky e Putin. Finora inutilmente. Anzi Putin sottolinea che Ucraini e Russi sono un unico popolo.</p>
<p>Vero è che singoli Capi di Stato e poi la UE. rimasti esclusi, si sono messi di traverso per impedire accordi.</p>
<figure id="attachment_113598" aria-describedby="caption-attachment-113598" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-bilotta-5.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-113598" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-bilotta-5-350x264.jpg" alt="" width="350" height="264" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-bilotta-5-350x264.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-bilotta-5-1024x771.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-bilotta-5-750x565.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-bilotta-5-1140x859.jpg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Esame-bilotta-5.jpg 1200w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-113598" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>2) Israele, dopo la mattanza di innocenti in terra ebraica, aveva risposto con una decisa reazione bombardando e occupando il territorio di Gaza. L’obiettivo dichiarato è rimasto quello di sterminare Hamas. In verità è stata massacrata la popolazione civile con oltre 50mila morti, di cui oltre 20mila bambini! E Hamas è lì! Le ipocrisie dell’UE e degli USA si sono rese blasfeme nel prodigarsi a portare panini ai palestinesi e al contempo vendendo ad Israele bombe che li buttava mentre li mangiavano! Dopo le arroganti e predatorie intenzioni di Trump, il Presidente Netanyahu, motivato a continuare la guerra, per un interesse personale di sfuggire ai tribunali nei quali è sotto inchiesta per gravi reati corruttivi, si sta sentendo autorizzato e libero. Negli ultimi giorni portando avanti la devastazione totale di Gaza.</p>
<p>Sterminati, affamati i palestinesi, ha attaccato l’Iran, incolpato di essere vicino alla fabbricazione della bomba atomica. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIE) autorizzata ai controlli sulla diffusione atomica, sta ripetutamente affermando che l’Iran non era e non è in grado di fabbricare l’atomica in breve tempo.  Netanyahu sta continuando a bombardare lo stesso. Ha attaccato vari siti giudicati di fabbricazione dell’atomica. Soprattutto ha mirato a uccidere prima gli scienziati ritenuti protagonisti della ricerca bombardando le loro dimore. È scientifica la capacità tecnologica di Israele di scovare i nemici, attraverso il Mossad, servizi segreti di spionaggio all’avanguardia, e la precisione di colpirli miratamente con missili dove sono stati individuati. Fin dentro la Siria e l’Iran. Precisione spaventosa, come quando con 1200 cellulari truccati fece saltare i possessori palestinesi di Hamas… Viene da chiedersi: Come mai si fece sorprendere il 7 ottobre da quei “terroristi” che devastarono un’intera area uccidendo oltre 1200 civili e catturandone oltre 200, divenuti scambio nelle trattative sia vivi che morti?</p>
<p>La risposta si alimenta con la considerazione atroce che il Governo di Israele, i suoi vertici militari e di spionaggio abbiano, non sottovalutato un eventuale assalto sul proprio territorio, ma sapendolo, lo hanno atteso per crearsi l’occasione di poter reagire più ferocemente ed estesamente possibile. Per poter reagire senza limiti, nell’approvazione diretta o indiretta di gran parte della comunità internazionale, data la gravità della strage compiuta da Hamas Il calcolo è disumano. Ma in tempi di Governanti ingannatori non c’è da stupirsi di niente più.</p>
<p>3) La situazione di guerre, dentro l’UE e le vicine, ha sospinto le tendenze alla corsa agli armamenti. La Presidente della Commissione Ursula, insipientemente non è mai stata in grado di prendere iniziative di trattative di accordi e di pacificazione. Pronta a pellegrinare a vuoto con la Meloni in Tunisia per fermare i migranti a colpi di miliardi concessi al Governo dittatoriale del luogo. Senza utili risultati. Pronta ancora agli incontri per il lancio del fantomatico Piano Mattei, dalle belle intenzioni, ma con investimenti a perdere, come un servizio di Report ha già dimostrato. Ebbene Costei, quieta quieta, ha sfoderato il piano di 800 miliardi per armamenti dei singoli Stati. Per i suoi interessi nazionali. Consentendo agli Stati dell’UE di far debiti, in deroga ai finora rigidi Patti di stabilità.</p>
<figure id="attachment_113599" aria-describedby="caption-attachment-113599" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Nonni-e-Nipoti-2.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-113599" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Nonni-e-Nipoti-2-350x235.jpg" alt="" width="350" height="235" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Nonni-e-Nipoti-2-350x235.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Nonni-e-Nipoti-2-750x503.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/06/Nonni-e-Nipoti-2.jpg 800w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a><figcaption id="caption-attachment-113599" class="wp-caption-text">.</figcaption></figure>
<p>Così cari giovani, cari anziani, cari cittadini tutti, sul groppone del Bilancio italiano si caricheranno miliardi e miliardi di debiti. E quello che non si poteva fare per migliorare il sistema sanitario pubblico, il sistema dell’istruzione pubblica, per garantire  standard di civiltà nei servizi socio-assistenziali e sanitari alla crescente popolazione anziana e ai suoi crescenti bisogni, si potrà fare per l’acquisto di armamenti</p>
<p>Ci viene detto che bisogna difendersi dalle minacce russe. Pure invenzioni.</p>
<p>La Russia è stata invasa due volte, dai francesi e dai fascionazisti. Mai ha tentato di invaderli.</p>
<p>Ci viene detto che solo con la difesa armata sono difese le libertà e i diritti.</p>
<p>È ingannevole. Le libertà e i diritti in un popolo sono difesi dalla giustizia sociale e dall’eguaglianza.</p>
<p>Ci viene detto che saranno spese graduali. Per addolcire i traumi di bilancio. Mentre il Bilancio italiano, nel rapporto debito e ricchezza prodotta, sfiora ormai i quattro mila miliardi ed è il maggiore debito in Europa.</p>
<p>Ci viene detto che bisogna adeguare il sistema di difesa.</p>
<p>Non ci viene detto che con le 4 basi NATO su suolo italiano, fornite di oltre 70 bombe atomiche, teoricamente e nei fatti, siamo militarmente intoccabili.</p>
<p>Salvo lo scoppio di guerre atomiche verso cui però si rischia pericolosamente di andare proprio per la frenesia della corsa agli armamenti.  Tutta l’UE-NATO è dappertutto disseminata di basi e bombe atomiche.</p>
<p>Quindi? Si vogliono come sempre far prevalere le paure per giustificare le pretese dei guerrafondai.</p>
<p>Su Chi graveranno i debiti?</p>
<p>Sugli abitanti presenti, di più sui Giovani di oggi, ancora di più sulle generazioni avvenire.</p>
<p>Se la Storia si ripete è perché i Sapiens, sapienti non sono, e dimostrano di non saper imparare.</p>
<p>Quasimodo oggi direbbe che hanno imparato ad uccidere senza carlinghe e senza piloti.</p>
<p>Oggi, dalle fionde, con le varie invenzioni, siamo arrivati a teleguidare droni e missili, per migliaia di chilometri, colpendo bersagli individuati su quadranti telematici, grazie ai sistemi satellitari.</p>
<p>Più tecnologici e più disumani.</p>
<p>Toccherà a Noi Tutti, soprattutto ai Giovani rivoltarsi e sconfiggere i foschi presagi.</p>
<p><em> Angelo Falbo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/storia-esame-di-stato-i-giovani-e-la-terra-che-gira-con-foschi-presagi/">Storia, Esame di Stato, i Giovani e la Terra che gira con foschi presagi</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>La più grande battaglia aerea della storia: 125 jet si affrontano al confine tra India e Pakistan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 21:35:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lungo l’instabile frontiera indo-pakistana si è consumato uno degli episodi più impressionanti della storia moderna dell&#8217;aviazione militare. Secondo quanto riportato dalla CNN, ben 125 aerei da combattimento si sono fronteggiati per oltre un’ora in quella che è stata definita da esperti e analisti “la più grande e lunga battaglia aerea mai combattuta” (a memoria d’uomo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lungo l’instabile frontiera indo-pakistana si è consumato uno degli episodi più impressionanti della storia moderna dell&#8217;aviazione militare. Secondo quanto riportato dalla CNN, <strong>ben 125 aerei da combattimento si sono fronteggiati per oltre un’ora</strong> in quella che è stata definita da esperti e analisti <strong>“la più grande e lunga battaglia aerea mai combattuta” </strong>(a memoria d’uomo ndr).</p>
<p>Ciò che rende questo scontro ancora più straordinario è il fatto che, <strong>nonostante l’intensità e l’altissimo numero di velivoli coinvolti</strong>, nessuna delle due forze aeree, quella indiana e quella pakistana, ha varcato lo spazio aereo avversario. Ogni caccia ha operato con precisione millimetrica lungo il confine, evitando un’escalation potenzialmente disastrosa.</p>
<p>Questa non è stata una semplice schermaglia aerea, ma un vero e proprio banco di prova per le dottrine militari moderne. I combattimenti hanno incluso <strong>lanci di missili a lungo raggio</strong>, spesso effettuati da distanze superiori ai 160 chilometri. In questo scenario da guerra moderna, i <strong>radar, le contromisure elettroniche e i missili a guida intelligente</strong> sono stati protagonisti quanto i piloti degli aerei.</p>
<p>Sono stati impiegati alcuni dei più avanzati caccia delle rispettive aeronautiche, rendendo lo scontro un test cruciale per la valutazione delle capacità strategiche e tecnologiche dei due eserciti.</p>
<p>Questa battaglia non rappresenta solo una sfida militare, ma anche un indicatore <strong>strategico</strong> rivolto alla comunità internazionale: i conflitti moderni si stanno spostando <strong>dai campi di battaglia al cielo</strong>, e la supremazia aerea è ormai un fattore determinante nei nuovi equilibri geopolitici.</p>
<figure id="attachment_111560" aria-describedby="caption-attachment-111560" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-111560" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/05/indpaki3-350x215.png" alt="" width="350" height="215" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/05/indpaki3-350x215.png 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/05/indpaki3.png 450w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-111560" class="wp-caption-text">Il Kashmir conteso</figcaption></figure>
<h3 class="western">Il contesto geopolitico</h3>
<p>Lo scontro riguarda le <strong>tensioni croniche tra le due potenze nucleari</strong> del subcontinente asiatico, con il <strong>Kashmir</strong> come principale motivo di conflitto. Dalla spartizione del 1947, India e Pakistan si contendono questa regione strategica, controllandone solo porzioni e alimentando periodicamente scontri a bassa e media intensità.</p>
<p>Nonostante l’episodio non abbia causato un’escalation immediata, ha segnato un punto di svolta dimostrando al mondo quanto <strong>sia sottile il confine tra deterrenza e disastro</strong>.</p>
<p class="western">Analizziando le dotazioni aeree delle due nazioni, facendo riferimento a siti di informazione militare scoprimo che l&#8217;<strong>aeronautica indiana</strong> ha:</p>
<ol>
<li><strong>Sukhoi Su-30MKI</strong> – caccia multiruolo pesante di fabbricazione russa.</li>
<li><strong>Dassault Mirage 2000</strong> – jet francese noto per affidabilità e precisione.</li>
<li><strong>MiG-29 UPG</strong> – intercettore sovietico aggiornato con sistemi elettronici moderni.</li>
<li><strong>HAL Tejas</strong> – caccia leggero interamente progettato e costruito in India.</li>
</ol>
<p>mentre l&#8217;<strong>aeronautica pakistana</strong> è dotata di:</p>
<ol>
<li><strong>JF-17 Thunder</strong> – caccia multiruolo sviluppato in collaborazione con la Cina.</li>
<li><strong>F-16 Fighting Falcon</strong> – famoso caccia statunitense fornito al Pakistan negli anni &#8217;80.</li>
<li><strong>Mirage III / V</strong> – velivoli datati, ancora impiegati in missioni di attacco con armamenti guidati.</li>
</ol>
<p>Il bilancio dello scontro secondo fonti pakistane, sarebbe stato proprio il Pakistan ad avere la meglio, riuscendo ad abbattere <strong>due Mirage 2000 indiani</strong> grazie ai suoi <strong>JF-17 Thunder equipaggiati con missili a guida attiva</strong> di fabbricazione cinese. Mercoledì, Islamabad ha dichiarato di aver abbattuto <strong>cinque velivoli indiani</strong> e un drone durante un attacco compiuto da Nuova Delhi la sera precedente su diversi siti nel territorio pakistano e nel Kashmir occupato.</p>
<p>Nello specifico, il Pakistan afferma di aver abbattuto:</p>
<ul>
<li><strong>Due Rafale</strong>,</li>
<li><strong>Un MiG-29</strong>,</li>
<li><strong>Un Sukhoi Su-30</strong>,</li>
<li><strong>Un drone da ricognizione</strong>.</li>
</ul>
<figure id="attachment_111561" aria-describedby="caption-attachment-111561" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-111561" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/05/indpaki4.jpg" alt="" width="300" height="168" /><figcaption id="caption-attachment-111561" class="wp-caption-text">Aereo abbatuto</figcaption></figure>
<p>Tuttavia, queste informazioni <strong>non sono state confermate ufficialmente dall’India</strong>, che ha scelto una strategia di <strong>ambiguità comunicativa</strong>, evitando smentite esplicite ma anche conferme.</p>
<p>Ci troviamo di fronte a <strong>uno scontro ad altissimo rischio</strong>, considerando che <strong>entrambe le nazioni sono potenze nucleari</strong>. La possibilità che un conflitto simile degeneri in una guerra su scala devastante è concreta, e spinge le leadership a <strong>mantenere le ostilità entro limiti prestabiliti</strong>, pur mostrando muscoli militari e tecnologici.</p>
<p>Il fatto che <strong>nessun aereo abbia violato lo spazio aereo nemico</strong>, nonostante la portata dello scontro, rappresenta un segnale tanto di <strong>disciplina strategica</strong> quanto di <strong>preoccupante tensione militare</strong>. Questa battaglia non mirava a conquiste territoriali, ma a dimostrare capacità, deterrenza e superiorità.</p>
<p>Benché scarsamente trattato dai media occidentali questo conflitto desta grande interesse tra analisti e osservatori internazionali per via della sua <strong>estrema atipicità</strong>. Uno scontro diretto tra due nazioni dotate di armamento nucleare e condotto, al momento, esclusivamente a distanza senza minacciare l&#8217;integrità territoriale delle due nazioni.</p>
<p>Non si può ignorare il <strong>coinvolgimento indiretto di potenze straniere</strong>, in particolare <strong>il ruolo della Gran Bretagna in Pakistan</strong>, frutto di legami storici e di influenza geopolitica tutt’altro che estinta, inserendo di diritto anche questo conflitto nello scenario di conflitto mondiale che si va sempre più delineando. Non dimentichiamo che l&#8217;India è una delle nazioni fondatrici dei Brics che minaccia l&#8217;ordine mondiale unipolare fino ad oggi esistente.</p>
<p>La battaglia indo-pakistana nei cieli rappresenta <strong>un punto di svolta nella storia dei conflitti militari</strong>. <strong>Uno scontro diretto tra due nazioni dotate di armi nucleari apre uno scenario inedito e da voce a numerosi interrogativi circa gli esiti finali</strong>. Quello che è accaduto al confine tra India e Pakistan potrebbe essere un <strong>preludio ai conflitti del futuro</strong>: invisibili, rapidissimi, ad altissima tecnologia&#8230; ma sempre più pericolosi per gli uomini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un ritorno al passato è un rischio possibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 00:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[riarmo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perseguire negli errori è diabolico. La storia sembra non aver insegnato nulla a Inghilterra e Francia, che, alla luce degli eventi attuali, stanno ripetendo un errore già commesso nel passato e che contribuì allo squilibrio culminato nella Seconda Guerra Mondiale. Il grave errore di favorire il consistente riarmo della Germania. Se da un lato l&#8217;obiettivo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Perseguire negli errori è diabolico. <strong>La storia sembra non aver insegnato nulla a Inghilterra e Francia</strong>, che, alla luce degli eventi attuali, stanno ripetendo un errore già commesso nel passato e che contribuì allo squilibrio culminato nella Seconda Guerra Mondiale. <strong>Il grave errore di favorire il consistente riarmo della Germania</strong>.</p>
<p>Se da un lato l&#8217;obiettivo di indebolire la Russia nella guerra in Ucraina si è rivelato fallimentare di fronte alla capacità di Mosca di resistere all&#8217;intero arsenale NATO fornito all&#8217;Ucraina con generosità, dall’altro l’Europa (Francia e Inghilterra) non è mai sembrata intenzionata a intraprendere una via diplomatica per ovviare, in modo onorevole, a questa sconfitta. <strong>Al contrario, si continua a inseguire l’escalation, con conseguenze potenzialmente devastanti.</strong></p>
<p>Oltre ad aver contribuito alla attuale situazione internazionale, già descritta in un <a href="https://www.ilreventino.it/il-futuro-delleuropa-una-nuova-yalta/"><strong>precedente articolo</strong></a>, questa strategia cela un pericolo ancora più grande: il riarmo dell’Europa, con il rischio concreto di dare il via libera alla rinascita della potenza militare tedesca. <strong>La Germania, a differenza delle altre potenze europee come Francia, Italia e Spagna, che hanno finanze pubbliche disastrate e un alto livello di indebitamento estero, dispone di un debito pubblico relativamente basso e di ingenti riserve finanziarie.</strong></p>
<figure id="attachment_109521" aria-describedby="caption-attachment-109521" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-109521" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/germania-1-350x233.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/germania-1-350x233.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/germania-1-750x500.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/germania-1.jpg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-109521" class="wp-caption-text">Germania, Merz il nuovo Cancelliere</figcaption></figure>
<p><strong>La domanda da porsi adesso è: perché l&#8217;ipotetico nuovo governo tedesco, non ancora insediato, è così interessato al riarmo europeo?</strong></p>
<p><strong>Questa domanda ne porta dietro un&#8217;altra: il riarmo della Germania potrebbe rivelarsi un grave errore, sia dal punto di vista storico che strategico?</strong></p>
<p>La Germania ha un passato segnato da due conflitti mondiali, in cui il suo militarismo ha giocato un ruolo determinante. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la comunità internazionale ha imposto severe limitazioni al suo esercito per evitare il ripetersi di tragedie simili. La stessa Costituzione tedesca, attraverso il principio della &#8220;Bundeswehr di difesa&#8221;, sanciva un esercito con una funzione esclusivamente difensiva. <strong>Il 21 aprile scorso il Bundesrat ha approvato una modifica costituzionale che consente al nuovo governo di Friedrich Merz, non ancora in carica, di indebitarsi potenzialmente senza limiti per finanziare il proprio riarmo.</strong> Le nuove disposizioni legislative permetteranno inoltre la creazione di un fondo da 500 miliardi di euro destinato agli investimenti nei prossimi dieci anni, aggirando il vincolo costituzionale introdotto dal governo Merkel nel 2009 che limitava il deficit allo 0,35% annuo. <strong>Con i 500 miliardi di euro di spesa pubblica aggiuntiva destinati ad armamenti, infrastrutture e transizione energetica, Berlino ha la possibilità di superare l’attuale crisi economica legata al settore automobilistico e alla carenza di gas russo.</strong></p>
<figure id="attachment_109522" aria-describedby="caption-attachment-109522" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-109522" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/germania-2-350x250.jpg" alt="" width="350" height="250" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/germania-2-350x250.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/germania-2-120x86.jpg 120w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/germania-2-750x536.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/03/germania-2.jpg 900w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-109522" class="wp-caption-text">Continente europeo</figcaption></figure>
<p>Riarmare eccessivamente la Germania significherebbe ignorare le lezioni della storia e rischiare di creare nuovi squilibri all’interno dell’Europa. Se da un lato è essenziale che l’Unione Europea rafforzi la propria difesa alla luce della nuova politica degli Stati Uniti, dall’altro è fondamentale che ciò avvenga in modo equilibrato e condiviso tra tutti gli Stati membri. Affidare un ruolo sproporzionato a Berlino potrebbe alimentare sospetti e tensioni, anziché promuovere una strategia unitaria.</p>
<p>Un riarmo tedesco significativo rafforzerebbe la dipendenza dell’UE da Berlino anche in materia di difesa, sbilanciando gli equilibri interni dell’Unione. Una Germania militarmente più forte potrebbe assumere un ruolo predominante, marginalizzando altri Paesi e indebolendo l&#8217;unità del continente. Verrebbe così a crearsi una situazione capace di compromettere la stabilità e la coesione dell’Europa, lasciando spazio a qualsiasi futuro scenario.</p>
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		<title>Dio si chiama Putin e Kirill è il suo sommo sacerdote</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2022 18:01:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Lanciano]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione Russa]]></category>
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		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Università delle Generazioni invita chiunque (Cina in primo luogo) a tentare di far ragionare Putin e i suoi oligarchi a cessare la dolorosa guerra in Ucraina e a non pensare affatto ad usare armi nucleari che segnerebbero una via di non ritorno non soltanto per la Russia ma per tutta l’umanità. Per la società civile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Università delle Generazioni invita chiunque (Cina in primo luogo) a tentare di far ragionare Putin e i suoi oligarchi a cessare la dolorosa guerra in Ucraina e a non pensare affatto ad usare armi nucleari che segnerebbero una via di non ritorno non soltanto per la Russia ma per tutta l’umanità. Per la società civile l’invito è alla mobilitazione generale, alla massima attenzione e a scendere in piazza per protestare contro questo ritorno al medioevo e alle crociate.</p>
<p>Infatti, quanto è avvenuto in questi ultimi giorni, tutto fa supporre che la guerra in Ucraina sia soltanto un programmato pretesto per annientare l’Europa e l’Occidente in genere colpevoli, secondo Putin, di essere corrotti e quindi non degni di esistere se non sotto la sua egemonia purificatrice. Sembra di vivere quella pagina della Bibbia quando Dio vendicatore ha distrutto Sodoma e Gomorra. Sembra di capire che Putin sia il Dio del giudizio universale (Signore della vita e della morte) mentre il suo sommo sacerdote Kirill (Patriarca di tutte le Russie) garantisce il paradiso ai combattenti, proprio come agli islamici viene promesso il godimento dell’Eden con le belle fanciulle, se si muore per la giusta causa nella guerra santa.</p>
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		<title>Riflessioni private su una guerra inutile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 11:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPINIONI]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[cristina muraca]]></category>
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		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[un altro mondo è possibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vita come la guerra conosce battaglie vinte e perse dalle parti. La vita come la guerra non ha né vincitori né vinti. Lasciano entrambe macerie, nel cuore e nella realtà che ci circonda. Mi sono sempre schierata dalla parte di chi non ama la guerra, di chi non crede che la violenza, la sopraffazione, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vita come la guerra conosce battaglie vinte e perse dalle parti. La vita come la guerra non ha né vincitori né vinti. Lasciano entrambe macerie, nel cuore e nella realtà che ci circonda.</p>
<p>Mi sono sempre schierata dalla parte di chi non ama la guerra, di chi non crede che la violenza, la sopraffazione, le armi siano “la Soluzione”.</p>
<p>L’inizio del terzo millennio è dominato dall’uomo che ha vinto la natura, riuscendo a costruire arti e impiantare nuove vite. Cellule staminali, maternità surrogate, delirio di potenza divina.</p>
<p>Questo millennio è nato con tante marce in più, la “tele distanza” è una di queste. Da piccola vedevo Star Trek: lì bastava prendere l’ascensore per cambiare spazio. Adesso basta aprire un’applicazione del cellulare per trovarsi in ogni istante connessi con tutti i luoghi del mondo.</p>
<p>Tuttavia questi sviluppi sono andati di pari passo con un’involuzione del pensiero, invece di allargare i confini hanno ristretto nazioni. È incredibile come l’uomo sia ritornato ai livelli primitivi di possesso, di appartenenza, di dominazione.</p>
<p>Non si spiega altrimenti perché la scienza sia stata asservita all’uso scellerato di creare beni individuali (per pochi), armi di distruzione e danno al pianeta, piuttosto che creare beni per tutti e una pianificazione di mantenimento e cura della Terra.</p>
<p>Non è accettabile quest’ultima guerra, non è accettabile che sia così enfatizzata, che non ci sia una mobilitazione planetaria che dica silenziosamente: “Basta a tutti i conflitti, basta a tutti gli esodi, basta a tutti gli sfruttamenti, basta!”</p>
<p>Un altro mondo senza confini, senza guerre, senza paura è possibile. Giovani di tutto il mondo unitevi, create un algoritmo di Pace, Uguaglianza, Giustizia.</p>
<p><em>Cristina Muraca</em></p>
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		<title>Conflenti offre la disponibilità ad accogliere famiglie ucraine in fuga dalla guerra</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/conflenti-offre-la-disponibilita-ad-accogliere-famiglie-ucraine-in-fuga-dalla-guerra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2022 15:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[Conflenti]]></category>
		<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Adamo Castagnaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Emilio Francesco D'Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[maria teresa cucinotta]]></category>
		<category><![CDATA[Prefetto Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accoglienza bambini e famiglie in fuga dalla guerra. Il sindaco del Comune di Conflenti, Emilio Francesco D’Assisi, d’intesa con don Adamo Castagnaro (Rettore della Basilica Madonna della Quercia) e la comunità tutta, manifesta al Prefetto la disponibilità ad accogliere nel comune bambini e famiglie in fuga dalla guerra in Ucraina. E&#8217; quanto viene precisato nella [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><strong><em>Accoglienza bambini e famiglie in fuga dalla guerra. </em></strong>Il sindaco del <strong>Comune di Conflenti,</strong> Emilio Francesco D’Assisi, d’intesa con don Adamo Castagnaro (Rettore della Basilica Madonna della Quercia) e la comunità tutta, manifesta al Prefetto la disponibilità ad accogliere nel comune bambini e famiglie in fuga dalla guerra in Ucraina.</div>
<div></div>
<div>E&#8217; quanto viene precisato nella lettera che come riporta una nota pervenuta in redazione, è stata inviata al Prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta, e indirizzata anche al Dipartimento Protezione Civile Regione Calabria. Di seguito il testo integrale.</div>
<div></div>
<div>«Si rappresenta che, allo scopo, sono state già individuate due strutture di proprietà della diocesi, già idonee ed abitabili, per ospitare  complessivamente circa 30 persone.</div>
<div></div>
<div>Si rammenta, altresì, che già in passato il nostro piccolo borgo ha saputo essere accogliente e inclusivo, sia nei confronti della comunità ucraina (basti pensare all&#8217;accoglienza di minori subito dopo i fatti della centrale nucleare di Chernobyl), sia di altre comunità colpite da conflitti (è il caso della popolazione curda in fuga dalle rispettive Terre).</div>
<div></div>
<div>Oggi più che mai, non possiamo chiudere gli occhi di fronte a ciò che sta accadendo e, oltre ad esprimere la nostra vicinanza al popolo ucraino costretto a fronteggiare le dure aggressioni militari, siamo pronti a dare sostegno e accoglienza a coloro che dovessero arrivare in Italia.</div>
<div></div>
<div>In attesa di Sue indicazioni per eventuali dettagli operativi, l’occasione mi è gradita per formulare distinti saluti».</div>
<div></div>
<div><strong>IL SINDACO</strong></div>
<div><strong>Emilio Francesco D’Assisi</strong></div>
<div><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-80220" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/03/comune-conflenti-bandiere-300x225.jpg" alt="" width="900" height="675" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/03/comune-conflenti-bandiere-300x225.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/03/comune-conflenti-bandiere-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2022/03/comune-conflenti-bandiere.jpg 1024w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/conflenti-offre-la-disponibilita-ad-accogliere-famiglie-ucraine-in-fuga-dalla-guerra/">Conflenti offre la disponibilità ad accogliere famiglie ucraine in fuga dalla guerra</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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		<title>Studenti del &#8220;Rodari&#8221; presentano in teatro “Terra di nessuno”: facciamo che sia “Terra di Tutti”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Falbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 18:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bella. Molto bella la rappresentazione teatrale offerta dall’Istituto Comprensivo “Gianni Rodari” di Soveria Mannelli- Carlopoli. Non è un’attribuzione di natura estetica, ma etica. Per la sua carica educativa. Per le emozioni suscitate. Per i sentimenti risvegliati. Per le riflessioni indotte. Il tema scelto è difficile, tragicamente difficile: la guerra 1914-18, la “Grande Guerra”, la Prima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bella. Molto bella la rappresentazione teatrale offerta dall’Istituto Comprensivo “Gianni Rodari” di Soveria Mannelli- Carlopoli.</strong> Non è un’attribuzione di natura estetica, ma etica. Per la sua carica educativa. Per le emozioni suscitate. Per i sentimenti risvegliati. Per le riflessioni indotte. Il tema scelto è difficile, tragicamente difficile: la guerra 1914-18, la <em><strong>“Grande Guerra”</strong></em>, la Prima Guerra Mondiale e, per l’Italia, la Quarta Guerra di Indipendenza , secondo alcuni studiosi.</p>
<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/06/Locandina-Terra-di-Nessuno.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-30186" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/06/Locandina-Terra-di-Nessuno.jpg" alt="" width="178" height="249" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Locandina-Terra-di-Nessuno.jpg 1050w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Locandina-Terra-di-Nessuno-214x300.jpg 214w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Locandina-Terra-di-Nessuno-731x1024.jpg 731w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Locandina-Terra-di-Nessuno-600x840.jpg 600w" sizes="(max-width: 178px) 100vw, 178px" /></a>Un evento tragico con i suoi venti milioni di morti, superato di lì a poco dalla <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> con quaranta milioni di morti, di cui venti della sola ex U.R.S.S. Un evento rimasto controverso nelle cause, nelle finalità e nella stessa conclusione. Combattuto su più fronti, acceso da un attentato, quello di Sarajevo, ma, a meglio analizzarlo, preparato da tempo da circoli reazionari – militari soprattutto europei , interpreti degli interessi imperialistici delle Case Sovrane, preoccupate, all’esterno, dell’avanzata indipendentista di tanti Popoli e, all’interno, dall’avanzata emancipatrice di vaste masse popolari reclamanti Terra (Lavoro), Tutele sociali e Diritti politici e sociali.</p>
<p>Un tema storico di vasta e drammatica portata. Difficile da trattare per la complessità dello scenario, dei fattori e degli stessi eventi militari.</p>
<p>Che invece è stato<strong><em> “trattato”</em></strong>, con grandissima capacità rappresentativa, con una esposizione sequenziale di sicuro effetto, con un canovaccio costruito per tenere insieme i molti fattori, attraverso il filo di una <strong><em>“voce narrante”</em> </strong>assai efficace. Nella doppia versione visiva dei ragazzi interpreti e dello schermo che sostiene, con le immagini, fatte scorrere in successione, i momenti più rilevanti e pertinenti, ben scelte, allo svolgimento della trama: <strong>luoghi, visi, armi, trincee, marce, combattimenti, feriti, morti</strong>. Con commenti sobri e incisivi che appropriatamente ne arricchiscono il significato.</p>
<h4><em><span style="color: #666699;"><strong>“Terra di nessuno”.</strong></span></em></h4>
<p>Già il titolo dell’“opera”, risulta evocativo. Allo stesso tempo segnala l’improvvida azione di Uomini chiamati alle armi per combattere per niente, ed anche il monito per la crudeltà di spingersi a combattere, tra una trincea e l’altra, in uno spazio destinato a divenire soltanto suolo di accumulo di cadaveri, dell’uno e dell’atro esercito. Dove si finisce per <em><strong>“farla finita”</strong></em>, sapendo dell’altissimo rischio di restare crivellato dai colpi del nemico, perché troppo ci si espone, perché si rischia di rimanere impigliato nei fili spinati, o si inciampa su bombe a mano non esplose, saltando in aria.</p>
<p><a href="http://ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-foto.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-30227" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-foto.jpg" alt="" width="1049" height="592" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-foto.jpg 1049w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-foto-300x169.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-foto-1024x578.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-foto-600x339.jpg 600w" sizes="(max-width: 1049px) 100vw, 1049px" /></a><strong>Nemico di chi?</strong> Lentamente il soldato chiamato alle armi per difendere la <strong>Patria</strong> si domanda e costruisce una consapevolezza di essere divenuto <em><strong>“carne da macello”</strong></em>. Era stato invogliato a partire per avere poi un po’ di terra. Spinto dalla miseria era partito con la speranza di poter raggranellare qualche soldo. Per tornare presto, come veniva propagandato dalle Autorità politiche e militari, comprare un piccolo podere, una casetta, crearsi una famiglia, o sostenere quella che si ha. Molti giovani e meno giovani erano partiti dalle regioni meridionali con tali propositi e speranze. Ora si trovano comandati ad uccidere altri soldati che non hanno mai conosciuto, con i quali non avevano mai avuto niente da “spartire”. Giorno e notte, per anni. In condizioni miserabili. Ancor più nei lunghi inverni, sulle alte quote della catena alpina.&nbsp; Non solo gli spari nemici, ma anche le malattie, congelamenti, cancrene, assalti epidemici. E sembra non finir più. Gli ordini dei Capi militari appaiono sempre più senza senso. I ragazzi della <strong>Brigata Catanzaro</strong>, ad ondate vengono obbligati ad avanzare divenendo davvero <em><strong>“immolati alla carneficina”</strong></em>. Una loro rimostranza sulla insensatezza dei piani di combattimento li porta ad essere considerati <em><strong>“disertori”</strong></em>, <strong><em>“vigliacchi”</em></strong> e <strong><em>“traditori”</em></strong>, con fucilazione immediata alle spalle, sul campo. Quando invece danno prova di grande coraggio. Troppo tardi riconosciuto. E vi sono anche le ansie dei familiari che aspettano sì l’arrivo del Portalettere, ma al vedere poi il “Postino” temono possa portare notizie di lutto. Come si sta ripetendo giornalmente nelle varie <em>“rughe”</em>.</p>
<p>Bravissimi i colleghi della regia. Bravissimi i ragazzi interpreti. Bravissimi i collaboratori alle luci ed ai suoni.&nbsp;</p>
<p><em>Offrono uno spettacolo di talento teatrale</em>.</p>
<p>La scenografia nella sua semplicità dei costumi, degli arredi, consente al canovaccio di lasciare il <strong><em>“segno”</em></strong>. Cioè di comunicare un messaggio chiaro e diretto. A ciò contribuisce la tecnica della successione a <em><strong>“quadretti”</strong></em> dei dialoghi, nel mentre tutto lo svolgimento, di gesti, di parole, di musiche, di rumori, di raffiche di sparatorie e di mitragliatrici, elevano a denuncia quanto avviene: uno scontro sanguinario e senza senso, le cui vittime sono usate, le une contro le altre per ragioni a loro incomprensibili e divenute inaccettabili nelle loro coscienze… una <strong><em>“inutile strage”</em></strong>. Aveva gridato bene, il Papa Benedetto XV, per fermare la Guerra. Resta inascoltato.</p>
<p><em>La guerra scoppia e si ripete.</em></p>
<p><strong>Bello ed emozionante l’intreccio dei momenti cantati:</strong> per il contenuto delle canzoni, ma di più per l’emotività prodotta dalla bravura delle due ragazze che si sono avvicendate tra &nbsp;una scena e l’altra.</p>
<p><strong>Bella, anche nel dolore, e ben interpretata la vicenda di innamorati del calabrese Totò e della vicentina Maria.</strong> Tra le sofferenze e i patimenti <strong><em>“quel dolce incontro di affetto”</em></strong> è capace di umanizzare tutto lo scenario. Nel mentre Pietro, bravissimo, ha tenuto dall’inizio alla fine il tono e il senso dell’intera rappresentazione, raggiungendo a momenti effetti di vero e proprio transfert empatico.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-30228" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI.jpg" alt="" width="1050" height="605" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI.jpg 1050w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-300x173.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-1024x590.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-600x346.jpg 600w" sizes="(max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></p>
<p>Poi… c’è qualche spettatore che può dire di essersene andato a casa senza ricordarsi di un certo soldato austriaco, <strong>di nome Franz?&nbsp;</strong></p>
<p>Non appare mai né con gesti, né con parole. Eppure impegna la scena, occupa uno spazio importante nella trama. Con un’invenzione tecnica di pregio, egli, un manichino posto sul piano del palcoscenico, dall’inizio alla fine, vien reso dialogante attraverso il monologo assai intenso di Pietro, quale soldato nemico, inerme e sacrificato sull’ altare di ragioni di una Guerra, questa sì nemica della vita, degli Italiani e degli Austriaci, crudele allo stesso modo. Fermo e immobile il soldato &#8211; manichino straniero impone una presenza che riconduce all’affratellamento e denuncia ancor più visibilmente la nequizia della Guerra che li sta travolgendo nei corpi, ma non nei sentimenti di umanità. Una forma di redenzione, di riscatto dalle efferatezze degli scontri e dei massacri causati dalla Guerra, da qualsiasi Guerra. Benché non riusciamo ad impararne la lezione storica circa la drammatica inutilità. Tanto che ai nostri giorni continuiamo, colpevolmente zitti, ad ascoltare potenti governanti riferirsi minacciosi a rinnovati ricorsi a guerre. Ancor più potenzialmente devastatrici!</p>
<p><strong>La Storia non insegna niente?</strong> No. Se viene insegnata… <strong><em>”da pagina… a pagina”</em></strong>, se viene valutata premiando la <em><strong>“bravura”</strong></em> di&nbsp; chi sa ripetere… <em><strong>”quattro luoghi e cinque nomi”</strong></em>, allora non solo non potrà insegnare niente, anzi, può divenire pericolosa perché vi si possono giustificare gesti di orgoglio o di rivincita, alimentando ostilità e contrapposizione, tenendo sempre nascosti gli effetti per cui “gruppi sociali di dominio” ne traggono benefici mentre ampie fasce di ceti sociali popolari e ristretti gruppi fanatizzati vanno al “ macello”. Oggi anche le popolazioni civili.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-30230" src="//ilreventino.com/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-3.jpg" alt="" width="1050" height="586" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-3.jpg 1050w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-3-300x167.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-3-1024x572.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2018/06/Terra-di-Nessuno-in-teatro-studenti-IC-RODARI-SOVERIA-MANNELLI-E-CARLOPOLI-3-600x335.jpg 600w" sizes="(max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></p>
<p><strong>Caro professore Corrado Plastino</strong>, e caro gruppo impegnato nella Regia, (<strong><em>prof.sse Cinzia Fiorenza, Pasqualina Arcuri, Giusi Marasco, Emilia Molinaro, Gabriella Sirianni</em></strong>) state offrendo una importante lettura di una drammatica pagina di Storia. Gli applausi che accompagnano ogni singolo momento-quadretto testimoniano sì la bravura dei ragazzi-attori, ma anche la condivisione del messaggio comunicato. Il silenzio, nella accogliente Palestra della Scuola dove gli effetti comunicativi si apprezzano pienamente, anch’esso negli spettatori, piccoli e grandi, segnala la condivisione dell’evento. Certo, nonni, genitori e familiari dei ragazzi in scena tradiscono l’apprensione della speranza di assistere ad una sicura recitazione, ciascuno dei proprio figlioli.</p>
<p><strong>Ma tutti abbiamo partecipato ad uno spettacolo molto bello. Educativo e educante. La Scuola non ha perso tempo. Ha svolto appieno la propria funzione, percorrendo una strada didatticamente faticosa, ma intelligentemente fruttuosa e virtuosa sul piano educativo-formativo.</strong> Come sempre fa in tante iniziative. <strong>Si dimostra cosi che la Scuola</strong>, l’ IC “G. Rodari ”, quando ben collaborata dai Genitori e sostenuta dalle due Amministrazioni Comunali, <strong>sa sprigionare energie intellettive e operative all’altezza dei tempi e delle esigenze richieste di piena formazione dei ragazzi-cittadini di questi nostri territori.</strong> All’appello rivolto al Pubblico a fine rappresentazione, perché si prendesse la “parola”, ho scelto di vincere il desiderio di intervenire, conoscendomi, per non&nbsp; essere indotto ad un intervento di richiamo all’evento trattato, da “lezione di Storia”, rischiando di sciupare il bell’effetto emotivo che si stava respirando. Ma ora, per iscritto, senza poter citare i <strong>ragazzi-attori</strong> uno per uno, come meriterebbero, posso congratularmi, <strong>dire Grazie a Tutti</strong> quanti hanno contribuito alla realizzazione della rappresentazione, dai collaboratori scolastici, all’autore del testo e regista, alle docenti registe, al personale ATA, alla dirigente scolastica, che so vicina a tutte le iniziative educative programmate e realizzate.</p>
<p><strong>Tali iniziative oltretutto confortano e riscattano la Scuola</strong> dalle pessime notizie di cronaca che pure accadono dentro troppe aule e nei corridoi. Con violenze di Maestre sui bambini e con aggressioni e minacce di Genitori e di Studenti ai Docenti. <strong>La Scuola vera</strong> è questa che abbiamo visto, la sera del 30 Maggio 2018, durante due belle ore di rappresentazione, che ci ha consentito di capire il dovere di impegnarci a vivere affinché, a dispetto del titolo, la <strong>“Terra sia di Tutti”</strong>. <span style="color: #666699;"><strong><em>W la Scuola.</em></strong></span></p>
<p><em>Cliccando</em> <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.facebook.com/mariaantonietta.sacco/videos/1983249161709455/" target="_blank" rel="noopener">QUI</a></strong></span> <em>si può visionare un pezzo di video (pubblicato sui social da Maria Antonietta Sacco) dello spettacolo portato in scena in teatro dagli studenti.</em></p>
<p><em>di Angelo Falbo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/studenti-del-rodari-presentano-in-teatro-terra-di-nessuno-facciamo-che-sia-terra-di-tutti/">Studenti del &#8220;Rodari&#8221; presentano in teatro “Terra di nessuno”: facciamo che sia “Terra di Tutti”</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
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